Campania. Ristoratori allo stremo mercoledì 7 scendono in piazza per invocare la riapertura

Non sarà un’azione improvvisata. Già due cortei si sono ritrovati  in città al grido di ‘io apro’.

Tanto che la data del 7 aprile è ben segnata sulle agende di Prefettura, Regione, Comune e di tutte le altre Istituzioni.

I commercianti e i ristoratori di Salerno non solo confermano ma corroborano: “Egregi sindaco Vincenzo Napoli e Presidente Vincenzo De Luca: in questi mesi avete a più riprese evocato i concetti di collettività, di interesse comune e, soprattutto di responsabilità. Noi abbiamo sempre risposto ‘presente’. Prima chiudendo le nostre attività, poi anticipando la cassa integrazione ai nostri dipendenti, infine adeguandoci ai protocolli di sicurezza.

Ora, però, siamo noi a ribadire l’importanza della collettività, nell’interesse comune e ad esigere responsabilità; ci sentiamo soli, abbandonati a un destino che non meritiamo, stanchi di essere individuati e spesso additati come un pericolo, o peggio come la causa di gran parte delle difficoltà di questo ultimo anno. Non lo meritiamo noi, non lo meritano i nostri figli, non lo meritano i nostri sacrifici e la nostra passione.

Siamo costretti, allora, a rammentare il vostro ruolo di rappresentanti dei cittadini, che vi impone di agire nell’interesse di tutti, nessuno escluso; avete l’obbligo istituzionale, ancor prima che morale, di rispettare i nostri sogni, di fornire risposta alle nostre domande, di aiutare i nostri progetti. In questi lunghi mesi, invece, tante sono state le promesse, altrettante le delusioni, incalcolabili i danni. Se come molti sostengono questa è una guerra, noi vogliamo combatterla; sta a voi decidere se stare dalla nostra parte o meno. Guerra che affronteremo con le armi che da sempre ci contraddistinguono: lavoro, idee e impegno.

Lavoriamo insieme, in sicurezza, ma lavoriamo tutti. Parafrasando una nota affermazione del Governatore: ‘se vorrete collaborare bene, altrimenti faremo da soli’. Il 7 aprile apriremo le nostre attività”.  

Considerato che i ‘panni sporchi si lavano in famiglia’, si rivolgono – duramente – ai colleghi un po’ più… pigri: “L’onda delle aperture è vicina.

Colleghi chiacchieroni e amici associati a sindacati piuttosto silenziosi, forse fin troppo… Ma cosa state aspettando?

Sono 14 mesi che siete chiusi, avete investito e sacrificato soldi per mettervi in regola con le normative, avete aspettato i ristori (per i codici che rientravano) che sono stati ridicoli e insufficienti, non siete stati nemmeno menzionati nella campagna vaccinale.

Gli ultimi… Quelli a contatto con il pubblico, quelli esposti maggiormente. Nemmeno di questo.

I signori che vi chiedono la quota tutti gli anni hanno parlato o preso le vostre/nostre difese.

Abbiamo le strade stracolme di persone, siamo arrivati a non poter comprare gli assorbenti dopo le ore 18. Abbiamo autogrill dove si può consumare seduti in serenità H24 e negozi aperti di abbigliamento che sono arrivati a far finta di vendere mutande pur di stare aperti. Amici che hanno optato per la mensa…

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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