Caserta. Domenica delle Palme, un ramoscello unisce e divide i fedeli: non tutti potranno benedirlo

Coronavirus anno secondo: secondo anno di festività pasquali in lockdown. Lo scorso anno, dopo lo sconcerto iniziale di un capovolgimento delle regole mai visto prima, paradossalmente è stato tutto più semplice. Tutto chiuso, nessuno escluso, nessuna eccezione. Niente messe, niente processioni, nessuna via Crucis: concessa solo la preghiera a distanza in streaming. E nessun pericolo di contagio.
Un anno è passato e il virus è ancora qui: terza ondata in corso, con tanto di varianti che continuano a diffondersi a tutto spiano e nuove regole. Le regioni hanno vari gradi di libertà, a seconda dei colori, e la Campania, per la settimana di Pasqua sarà ancora rossa, il che vuol dire, regole più rigide e restrizioni su vari fronti.
Ma questa volta le chiese rimarranno aperte, con le regole note. E ci si organizza per la Settimana Santa, molto sentita con i suoi riti a cui già l’anno scorso si è dovuto rinunciare.
Domani, domenica delle palme, si potrà benedire la cosiddetta “palma”, ovvero i ramoscelli d’ulivo?
La questione in Campania ad oggi appare abbastanza confusa.
Da Napoli la Curia opta per una Pasqua senza benedizione dell’acqua e senza ramoscelli d’ulivo. Domani nelle chiese sotto l’egida della Curia napoletana saranno vietati ramoscelli d’ulivo, benedizioni e processioni. Questa è l’indicazione data dal Collegio dei Decani dei parroci dell’arcidiocesi di Napoli, avallata dall’arcivescovo Battaglia. La salute prima di tutto.
Un’indicazione sensata, a cui leggiamo, si associa don Antonello, che, dalla sua pagina Facebook, conferma che domani, per evitare contagi, invocherà lo Spirito Santo sui fedeli che saranno loro stessi, ramoscelli viventi portatori di pace.
Ma nel resto della Diocesi di Caserta cosa accadrà? Le indicazioni che arrivano da piazza Redentore vietano anch’esse lo scambio di ramoscelli, perché possibile veicolo di contagio, ma consentono che ogni fedele porti con sé un ramoscello d’ulivo da poter benedire, invitando ad utilizzare la terza forma, ovvero la commemorazione in forma semplice. Un’ indicazione un pò vaga, in base alla quale domani tanti fedeli della diocesi di Caserta, potranno, giustamente, recarsi in chiesa con il loro ramoscello. Mentre a Napoli non accadrà.
Ma la domanda sorge spontanea: non sono sia Caserta che Napoli in zona rossa? Non sono tutti uguali i fedeli?
Il dilemma di domani sarà: palma sì, palma no. Palma benedetta o no?

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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