COVID OSPEDALI QUASI PIENI NEL CASERTANO

Sta andando in peggioramento la situazione all’interno degli ospedali casertani per quel che concerne il covid 19 con la cosiddetta variante inglese,

Cerchiamo di fare degli aggiornamenti per quel che concerne gli ospedali nel casertano  su quello che sta accadendo nelle ultime 48ORE.

Su quella che è la crescita dei ricoveri all’interno degli Ospedali casertani si è cosi pronunciato il dirigente dell’ASL di Caserta Ferdinando Russo “la maggior parte dei malati è affetta dalla variante inglese, che ormai compare in quasi il 50% dei casi, come a livello nazionale. Un elemento positivo, i cui effetti si vedranno nei prossimi giorni, è la chiusura delle scuole. Siamo preoccupati specie per le terapie intensive, che vanno saturandosi, mentre per gli altri posti la situazione va monitorata ma per ora il sistema tiene”.

Per quanto concerne le rilevazioni delle ultime 48 ore il Covid Center Hospital di Maddaloni al cui interno sono i 14 posti di terapia intensiva su 15 disponibili, mentre i 30 posti di sub-intensiva sono tutti occupati; sono circa 25 invece i posti letto per i malati meno gravi ancora liberi.

Vi è per un altro presidio Covid che risulta pieno, ossia  quello di Santa Maria Capua Vetere, nel quale sono occupati i quattro posti di sub-intensiva mentre restano libero otto per le degenze meno gravi.

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All’azienda ospedaliera di Caserta, sono occupati 10 posti di terapia intensiva su 14 disponibili mentre la sub-intensiva fa registrare il pienone (18 posti su 18).

Il dirigente dell’ Ospedale di Caserta G. Dubitosa, si è così pronunciato su quanto sta accadendo all’interno noscomio Sant’Anna e San Sebastiano : “Stiamo osservando  un veloce riempimento della sub-intensiva, essendo diminuita l’età media dei contagiati e dei ricoverati. C’è preoccupazione ma va detto che la situazione non è paragonabile alla seconda ondata”. L’elevato tasso di ricoveri ospedalieri trova conferma nel maggior numero di nuovi contagi che si registra su base giornaliera, cresciuto oltre i 300 negli ultimi giorni; anche i decessi da Covid non si fermano, ma sono di meno rispetto alla seconda ondata. Intanto dopo l’alert dell’Asl di Caserta inviato a 27 comuni finiti in “fascia rossa” per l’aumento esponenziale dei contagi, iniziano ad arrivare le ordinanze dei sindaci che si adeguano alle raccomandazioni dell’Asl, anche se non in modo completo e a macchia di leopardo.

Santa Maria Capua Vetere, il sindaco Antonio Mirra ha deciso la chiusura fino al 16 marzo dell’area dove si svolge il mercato settimanale, ad eccezione della parte riservata alla vendita di alimentari.

A Roccamonfina (un piccolo comune nella provincia di  Caserta ossia di 3300 abitanti), il sindaco Carlo Montefusco ha disposto, attuando quasi in pieno le sollecitazioni Asl, la chiusura di  tutte le attività commerciali “non necessarie”, comprese le attività di ristorazione e quelle di servizi per la persona come acconciatori ed estetisti, e fatta eccezione ovviamente per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità; resteranno aperte inoltre le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie.  In altri comuni, come Parete, si è deciso di chiudere il cimitero, i circoli sociali e di vietare gli assembramenti in strade e piazze comunali.

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