IL MEGLIO E IL PEGGIO DAI GIORNALI DI OGGI

MARTEDì 23 FEBBRAIO 2021

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«Domandare è lecito,
rispondere cortesia»
Maurizio Costanzo

L’imboscata in Congo

«Ore 10,15, villaggio di Kibumba, tre chilometri da Goma. Nella savana più pericolosa del più pericoloso Paese africano, avanzano due jeep bianche. Davanti c’è una missione del World Food Programme, dietro c’è l’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio: l’accompagna un funzionario italiano del Wfp, Rocco Leone, e lo scorta un carabiniere, Vittorio Iacovacci. Due autisti, due bodyguard congolesi, sette persone in tutto: un piccolo e discreto convoglio, solo i distintivi Onu sulle portiere. È una missione informale, l’addetto consolare Alfredo Russo doveva parteciparvi ma all’ultimo è rimasto a casa. L’ambasciatore ha passato la domenica da un amico saveriano, padre Franco Bordignon, e ora in sneaker e occhiali scuri va a Rutshuru per visitare una scuola che deve ricevere aiuti alimentari. Nessuno porta l’auricolare di sicurezza, non ci sono ponti radio d’allerta, la strada è considerata “pulita” e relativamente sicura. L’agguato è rapido. Simile a tanti da queste parti: un mucchio di pietre nel mezzo della strada Rn4, le macchine costrette a rallentare, a frenare. Dalla boscaglia spuntano sei, forse sette uomini con armi leggere. All’inizio è una raffica d’avvertimento, verso l’alto. Un’altra mira subito alla macchina del diplomatico e uccide l’autista, Mustafa Milambo. L’ambasciatore Attanasio, Rocco Leone e il carabiniere Iacovacci vengono fatti scendere: sono loro l’obbiettivo, i bianchi. I banditi danno ordini in swahili ai tre italiani — “fate presto, camminate veloci!” —, ma parlano fra loro in kinyarwanda: è una lingua ruandese comune tanto tra i fuorusciti hutu delle Fdlr, le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, quanto fra jihadisti ugandesi Adf che vantano legami con l’Isis e imperversano in questi confini del Congo. Di chiunque si tratti, è un tentativo di rapimento: si intavola una trattativa ma inutilmente. L’ambasciatore e il carabiniere, già feriti, vengono fatti camminare per qualche decina di metri. Poi la sorpresa, almeno secondo la versione ufficiale di Kinshasa: compaiono dal nulla i soldati e i ranger governativi, richiamati dai colpi dei banditi, e c’è una sparatoria. Non si sa bene chi ammazza chi. Il carabiniere Iacovacci, 30 anni, latinese di Sonnino, muore subito. L’ambasciatore Attanasio, 43 anni, brianzolo di Limbiate, moglie e tre bambine, è colpito all’addome e perde molto sangue. Lo caricano su un pick-up, la bodyguard di Leone gli tiene la testa: quando arriva all’ospedale di Goma, una ventina di chilometri di strada, non c’è più nulla da fare. Rocco Leone finisce ricoverato, sotto choc, ma senza ferite. Non è chiaro che ne sia degli altri del convoglio: secondo alcune fonti sarebbero stati rapiti. È ancora meno chiaro che cosa cercassero i killer. Soldi? Un’azione terroristica? O magari un’arma di ricatto sugli investimenti energetici, anche italiani, nel Nord Kivu?» [Battistini, CdS].

«Anche se con molti dubbi, non si esclude la pista che porta alle milizie pro-Isis, presenti in forze nell’est del Paese. L’attacco sarebbe stato parte di un tentativo di sequestro (probabilmente un sequestro lampo, come è prassi in quelle zone), e nel mirino c’erano l’ambasciatore e il capo delegazione Ue a Kinshasa, rimasto ferito nell’assalto. O forse i rapitori avrebbero venduto gli ostaggi ai jihadisti, così come è successo con Silvia Romano. E non è escluso anche che a colpire siano stati dei miliziani armati del posto, dediti a furti e taglieggiamenti» [Mangani, Mess].

«L’ambasciatore Attanasio non aveva un’auto blindata. Non aveva una vera scorta. Non indossava un giubbotto antiproiettile. Non c’erano bandierine italiane che ne identificassero la presenza. I congolesi e l’Onu gli avevano garantito che quella strada era tranquilla. E allo stesso tempo il governatore della regione, Carly Nzanzu Kasivita, ora dice di sentirsi “sorpreso” dalla missione e di non esserne stato informato in anticipo. Troppe cose non tornano» [Battistini, CdS].

«Oggi dall’Italia partiranno i carabinieri del Ros per tentare di ricostruire la vicenda, mentre il sostituto procuratore Sergio Colaiocco ha aperto un’inchiesta per attentato di natura terroristica» [Mangani, Mess].

In una nota, il World food program ha affermato che la strada era stata precedentemente controllata e dichiarata sicura per essere percorsa anche «senza scorte di sicurezza». La Farnesina ha chiesto all’Onu un rapporto dettagliato.

Chi erano le vittime

Luca Attanasio, 43 anni. Lombardo di Limbiate, tra Monza e Milano, 36 mila abitanti, di cui il 70% arrivati dal sud, 4 mila extra-comunitari. Il padre, Salvatore, ingegnere. La madre, Alida, casalinga. Un ragazzo bravo in tutto, tranne che a pallone. Oratorio di San Giorgio, appassionato frequentatore della comunità di Taizé. «Attanasio era l’espressione del cattolicesimo lombardo più tipico, fede e opere, l’oratorio come base, il volontariato come missione, concretezza e voglia di aprirsi al mondo» [Mattioli, Sta]. Laurea a pieni voti alla Bocconi, due anni in McKinsey, poi il master all’Ispi e il concorso per la carriera diplomatica. Sposato con Zakia Seddiki, marocchina e musulmana, conosciuta quando era console a Casablanca, cerimonia cattolica in Italia, islamica in Marocco. Tre figlie: una di tre anni, le gemelline di due. Al ministero degli Esteri era stato capo segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali. Inviato a Berna, in Nigeria, poi a Kinshasa. «Era in Congo da tre anni e mezzo, la regola è quattro, quindi si chiedeva già se gli avrebbero dato un’altra sede o richiamato a Roma. Ma avrebbe fatto bene ovunque» (l’ex sindaco Raffaele De Luca, amico di famiglia).

Attanasio è il secondo ambasciatore europeo ucciso nella Repubblica democratica del Congo: nel gennaio del 1993 l’ambasciatore francese, Philippe Bernard, perse la vita durante scontri a Kinshasa provocati da un sollevamento di truppe che si opponevano al dittatore Mobuti Sese Seke.

Vittorio Iacovacci, 30 anni. Cresciuto nelle campagne di Sonnino, in provincia di Latina, un’ora e mezza a sud di Roma. Il padre, Marcello, operaio. La madre, Angela. Una sorella, Alessia, 27 anni, impiegata in una ditta di corrieri espresso, e un fratello, Dario, in missione in Libia come incursore della Marina. Vittorio, invece, era stato paracadutista della Folgore a Livorno, nel 2016 il trasferimento nei carabinieri, destinato al Tredicesimo reggimento «Friuli Venezia Giulia» con sede a Gorizia. Nel 2018 aveva fatto il corso per la sicurezza nelle ambasciate, era partito per il Congo lo scorso settembre. Il 6 marzo avrebbe compiuto 31 anni, il 10 sarebbe dovuto tornare in Italia. Era fidanzato con Domenica, assistente in uno studio dentistico, dovevano sposarsi l’anno scorso, ma era saltato tutto per via del Covid: ora si parlava di giugno, ma non avevano ancora fissato una data. «Un cordone di carabinieri della compagnia di Terracina presidia l’ingresso della casa a protezione della famiglia. Ma uno zio si ferma a parlare con i cronisti per raccontare chi era Vittorio. Un altro si fa portavoce del dolore e della disperazione dei genitori del giovane. “Mio nipote era un ragazzo stupendo, un vero servitore dello Stato – dice lo zio Angelo – I miei cognati non riescono a darsi pace per quello che è accaduto. Marcello, che tra l’altro è a letto malato con la febbre, mi ha detto ‘Che ci vuoi fare? Lo sai anche tu che fare il carabiniere era il suo sogno, tanto che ha lasciato l’esercito per arruolarsi. Uno pensa che certe tragedie non capitano mai e invece poi succedono’. Mia cognata Angela invece non ha la forza neppure di parlare, piange a dirotto insieme alla figlia”» [Sta].

Mustapha Milambo, autista di Luca Attanasio. Nato a Goma, dove è avvenuto l’attentato. Dopo l’università a Kinshasa aveva iniziato a lavorare per il World Food Programme. Lascia una moglie e quattro figli.

Il primo decreto Draghi

Il primo Consiglio dei ministri operativo del governo Draghi, iniziato alle 9.55 e finito alle 11.25, ha approvato un nuovo decreto che proroga fino al 27 marzo il divieto degli spostamenti tra regioni, indipendentemente dal colore assegnato. Rispetto alle regole attuali, è previsto che nelle aree in zona rossa sarà vietato fare visita a parenti e amici nelle abitazioni private.

Ieri pomeriggio Mario Draghi ha avuto una conversazione telefonica con Angela Merkel. Al centro del colloquio, fa sapere una nota di Palazzo Chigi, la lotta al Covid e gli sviluppi nella regione del Mediterraneo in preparazione del Consiglio europeo di giovedì e venerdì.

Il coronavirus in Italia

Persone vaccinate (due dosi): 1.332.163 (2,21% della popolazione)

Persone vaccinate (una dose): 2.205.812 (3,66% della popolazione)

Attualmente positivi: 387.903

Deceduti: 95.992 (+274)

Dimessi/Guariti: 2.334.968 (+10.335)

Ricoverati: 20.273 (+375)

di cui in Terapia Intensiva: 2.118 (+24)

Tamponi: 38.229.611 (+170.672)

Totale casi: 2.818.863 (+9.630, +0,34%)

[YouTrend]

Il tasso di positività, che domenica era al 5,3%, ieri è salito al 5,6 (una settimana fa era al 4,1%).

I morti per Covid-19 sono meno di 300 per il terzo giorno consecutivo. Non era mai successo nel 2021.

Solo tre regioni ieri avevano un incremento di positivi sopra quota mille: Emilia-Romagna (+1.847 casi), Lombardia (+1.491) e Campania (+ 1.202).

Il Ponente della Liguria e in particolare Ventimiglia, Sanremo e i Comuni limitrofi, da domani a venerdì 5 marzo saranno zona rossa. La decisione è stata presa «per evitare che la zona di confine possa traghettare l’ondata del virus dalla Francia all’Italia», ha spiegato Giovanni Toti, che oggi firmerà l’ordinanza. Sempre ieri, il prefetto della regione di Nizza, le Alpes-Maritimes, al confine con l’Italia, ha annunciato il «rafforzamento dei controlli alle frontiere».

Da ieri per entrare e uscire da Merano è obbligatorio presentare un test antigenico negativo non più vecchio di 72 ore. La decisione è stata presa dalla commissaria straordinaria Anna Aida Bruzzese per evitare la diffusione della variante sudafricana del coronavirus, di cui sono stati accertati alcuni casi nella città alpina in Alto Adige.

Nella provincia di Brescia si registra un boom di contagi, con più di 700 infezioni al giorno nelle ultime 72 ore. «La regione Lombardia ha mandato la documentazione al Comitato scientifico nazionale, che dovrebbe decidere a breve se adottare misure più restrittive, come la zona rossa» ha fatto sapere il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono.

«In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha minacciato il ritorno in zona rossa: “Vi siete divertiti a mangiare sul lungomare? Bravi, ora siamo in zona arancione e forse entriamo in zona rossa”» [Galluzzo, CdS].

In tutta Italia c’è stata una manifestazione della Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo intitolata «Facciamo luce sul teatro». Ieri sera, tra le 19.30 e le 21.30, i teatri che aderivano all’iniziativa hanno illuminato le insegne e aperto le porte delle sale.

Il coronavirus nel mondo

Joe Biden ha ordinato le bandiere a mezz’asta sugli edifici federali per il raggiungimento di mezzo milione di morti per Covid negli Stati Uniti.

Il premier britannico Boris Johnson ha presentato alla Camera dei Comuni il suo piano per allentare «con cautela, ma in modo irreversibile» le misure di contenimento contro il Covid in vigore nel paese. Un piano in quattro fasi. Il passaggio a ogni fase dipenderà da quattro fattori: il successo della campagna di vaccinazione, il numero di ricoveri in ospedale, la pressione sul sistema sanitario e l’impatto di eventuali nuove varianti. Se tutto andrà nel verso migliore, ha detto Johnson, tutte le misure di contenimento attualmente in vigore nel paese saranno ritirate il 21 giugno. Tra una fase e l’altra dovranno trascorrere almeno cinque settimane. Si parte l’8 marzo con il ritorno a scuola degli studenti.

Il gruppo francese Sanofi produrrà, negli stabilimenti di Mercy l’Etoile, vicino a Lione, il vaccino sviluppato dallo statunitense Johnson & Johnson.

Causa collettiva dei grillini espulsi

Cinque senatori cacciati dal M5s per non aver votato la fiducia a Draghi hanno deciso di avviare un ricorso collettivo in tribunale e chiedere una sospensiva dei provvedimenti di espulsione. A presentare l’istanza sarà l’avvocato genovese Daniele Granieri. Al gruppo di senatori dovrebbero aggiungersi a breve alcuni deputati.

Il nome di Alessandro Di Battista non è più consultabile sulla piattaforma Rousseau. È la formalizzazione dell’addio dell’ex parlamentare al Movimento.

«Modificare lo statuto a favore dell’ex premier. C’è fibrillazione nel M5s non solo per la composizione del direttorio, ma anche rispetto a un eventuale ruolo da protagonista di Conte. Qualora infatti l’ex presidente del Consiglio dovesse decidere di entrare a pieno titolo nel Movimento, fonti dei grillini annunciano all’Adnkronos che si potrebbe “modificare lo statuto per creare un ruolo all’altezza” per lui» [Pucciarelli, Rep].

Sospeso il prof che ha insultato la Meloni

Giovanni Gozzini, il docente di Scienze politiche dell’università di Siena che ha offeso l’onorevole Giorgia Meloni dandole della «scrofa» e della «vacca», da oggi non può più insegnare e non potrà farlo fino a quando non avrà scontato la pena che verrà stabilita dall’università. Il rettore Francesco Frati ha chiesto che Gozzini sia condannato a tre mesi di sospensione da insegnamento e stipendio e, intanto, ha deciso di allontanarlo in forma cautelativa. Spiega Gasperetti sul CdS che «il Collegio di disciplina dell’ateneo di Siena, composto da tre professori ordinari, uno storico e due giuristi, deciderà entro due o tre settimane. Ma non è detto che accetti la sanzione proposta dal rettore. I regolamenti prevedono la semplice censura, la sospensione da pochi giorni sino a un anno e infine il licenziamento in tronco e dunque ci potrebbero essere sorprese anche se l’ipotesi licenziamento sembra essere la più improbabile».

Clamoroso

«Secondo la Banca d’Italia, con l’inverno demografico nei prossimi 20 anni noi perderemo 15 punti di Pil» [Graziano Del Rio a Giovanna Vitale, Rep].

In prima pagina

• In Congo, al confine con il Ruanda, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo sono morti in un attacco a un convoglio dell’Onu

• Il governo Draghi proroga lo stop agli spostamenti fra Regioni fino al 27 marzo. In zona rossa niente visite a parenti e amici

• Ieri i morti di Covid sono stati 274. Il tasso di positività cresce ancora, ora è al 5,6% (una settimana fa era al 4,1%). Continua a salire anche il numero di ricoverati in terapia intensiva (+24).

• Sono oltre 3,5 milioni le dosi di vaccino contro il coronavirus somministrate in Italia finora; 1.332.163 quelli che hanno ricevuto due dosi

• Ventimiglia e Sanremo saranno zona rossa fino al 5 marzo (il Festival si terrà dal 2 al 6)

• Negli Stati Uniti Biden ordina bandiere a mezz’asta per i 500 mila morti per Covid negli Usa, in Inghilterra Boris Johnson ha presentato il piano in quattro fasi per uscire dal lockdown

• I senatori cacciati dal M5s preparano una causa collettiva, Alessandro Di Battista non è più iscritto al Movimento

• L’Università di Siena ha sospeso Giovanni Gozzini, il professore che aveva dato della «scrofa» e della «vacca» a Giorgia Meloni

• I ministri degli esteri dell’Ue hanno trovato un accordo per imporre sanzioni a quattro alti funzionari russi per il caso Navalny

• Ci sono state altre due donne ammazzate, una vicino a Trento, l’altra nel Ferrarese. In provincia di Rovigo, dopo una lite, un uomo ha spaccato la testa al padre a martellate. A Torino un 27enne ha tentato di accoltellare la sua ex fidanzata

• Frana parte del cimitero di Camogli, centinaia di bare in mare

• Maltrattavano anziani in una casa di riposo, quattro arresti a Palermo

• Dopo 28 anni si scioglie il duo elettronico francese dei Daft Punk

• Fiorella Mannoia, 66 anni, si è sposata con il suo fidanzato storico, Carlo Di Francesco, di anni 41

• Gabriele Gravina è stato rieletto alla presidenza della Federcalcio

• Rinviato a giudizio per pedopornografia l’ex calciatore tedesco Metzelder

• A Torino la Juventus ha battuto 3-0 il Crotone, tornando così al terzo posto in classifica dopo Inter e Milan

Titoli

Corriere della Sera: «Portati nella foresta e uccisi»

la Repubblica: Congo, agguato all’Italia / ucciso l’ambasciatore

La Stampa: Luca e Vittorio, l’Italia migliore

Il Sole 24 Ore: Vaccini, svolta su Europa e industria

Avvenire: Congo, morti per la pace e lo sviluppo. La strage che strazia

Il Messaggero: Riaperture, la settimana chiave

Il Giornale: I segreti di Arcuri

Qn: Il debutto di Draghi: lockdown duro

Il Fatto: Draghi, un Conte 3 senza opposizione

Libero: Richiudono tutto, pochi vaccini

La Verità: Se non sblocca vaccini e ristori Draghi farà la fine di Giuseppi

Il Mattino: Regioni, inutilizzati 1,2 milioni di vaccini

il Quotidiano del Sud: Uscire dalla trappola dell’emergenza

il manifesto: La sua Africa

Domani: La crisi politica è finita, ora Renzi / deve rispondere dei soldi sauditi

Delitti e suicidi

Nel pomeriggio di ieri, verso le 14.30, i carabinieri della Compagnia di Adria sono intervenuti in una casa in via Siviero, a Porto Viro, provincia di Rovigo, per una lite familiare. Gabriele Finotello, 29 anni, al culmine di una lite ha afferrato un martello, ha colpito il padre Giovanni, 56 anni, gli ha spaccato la testa e l’ha ferito al petto. Ricoverato in gravi condizioni alla casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro, l’uomo è morto qualche ora più tardi. Il figlio è stato arrestato e ora è nel carcere di Rovigo.

Ieri mattina, a Bondeno, in provincia di Ferrara, Rossella Placati, 50 anni, da undici dipendente della Haemotronic, nel reparto produttivo di Mirandola, divorziata, due figli, è stata ritrovata in un lago di sangue nel bagno di casa, profonde ferite le squarciavano la testa. Il pm Stefano Longhi ha sentito S.D., 45 anni, artigiano edile di Bologna, l’uomo con cui, un anno e mezzo fa, Rossella era andata ad abitare. «S.D. ha riferito, tra l’altro, che domenica tra i due c’è stato un litigio e che lui sarebbe andato via e ritornato in mattinata, quando ha trovato la donna già morta. Ma nell’abitazione non ci sono segni di effrazione: è quindi probabile che sia stata uccisa da qualcuno che conosceva, che ha fatto entrare o che era già all’interno» [Mess].

In una baracca degli attrezzi in zona Maso Saracini, nella campagna di Cortesano, poco distante da Trento, Lorenzo Cattoni, 39 anni, imprenditore agricolo, già ammonito due volte dalla questura per violenza domestica, ha afferrato un’accetta e colpito alla carotide Deborah Saltori, sua moglie, madre di quattro figli dai 4 ai 17 anni, tre dei quali avuti da una precedente relazione, che lo aveva lasciato proprio perché troppo violento. «Cattoni, che era agli arresti domiciliari a casa dei genitori a Nave San Rocco, a circa 15 chilometri da Trento, ma aveva il permesso di assentarsi per lavorare, solo pochi mesi fa era stato arrestato perché negli ultimi quattro anni – secondo quanto avevano verificato gli inquirenti – aveva più volte malmenato e vessato, fisicamente e psicologicamente, Deborah Saltori. Pugni in faccia, anche durante la gravidanza, in un crescendo di violenza culminato con l’omicidio» [Mess]. Resosi conto che la donna era morta, il Cattoni ha cercato di farla finita recidendosi la giugulare. È stato trovato in un lago di sangue, ma ancora vivo: ora è ricoverato in rianimazione.

SECONDA PAGINA

«La mia epoca e io
non siamo fatti l’una per l’altro»
Schopenhauer

Accordo Ue per le sanzioni alla Russia

I ministri degli esteri dell’Ue hanno deciso di adottare nuove sanzioni mirate contro i responsabili dell’arresto e della condanna dell’oppositore russo Alexei Navalny e delle violente repressioni dei manifestanti. Durante l’incontro del Consiglio Affari esteri è stato raggiunto un accordo politico per sanzionare quattro alti funzionari russi, ma l’elenco con i loro nomi non è ancora noto.

Improbabile che includa oligarchi, perché le misure restrittive devono avere basi solide di fronte ad eventuali contestazioni legali, ed è molto difficile stabilire la responsabilità degli oligarchi nella vicenda.

La Virginia abolisce la pena di morte

Ieri il Senato della Virginia ha approvato la legge già passata alla Camera per abolire la pena di morte. Il governatore Ralph Northam, democratico, ha promesso che la firmerà.

«La Virginia aveva istituito la pena di morte prima ancora dell’esistenza degli Usa. Nel 1608 aveva giustiziato a Jamestown una spia spagnola, e da allora ha aveva ucciso 1.390 condannati. Da quando la Corte Suprema ha ristabilito la pena di morte, nel 1976, in questo stato sono avvenute 113 esecuzioni, ossia il numero più alto dopo il Texas, e davanti all’Oklahoma» [Mastrolilli, Sta].

Nuove accuse a Palamara

Ieri, durante l’udienza preliminare davanti al giudice Piercarlo Frabotta, la Procura di Perugia ha modificato le accuse nei confronti di Luca Palamara: corruzione per lo svolgimento della sua funzione, per atti contrari ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari. I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ex collega.

Bare in mare a Camogli

«Dicono gli abitanti di questa parte di riviera, fatta di roccia più che di sabbia, che “ogni cento anni la falesia cambia pelle”, cioè si staccano pareti rocciose che piombano in mare ridisegnando il profilo di questo bellissimo litorale. Ieri la falesia ha cambiato pelle e lo ha fatto precipitando in mare un costone accompagnato dal macabro spettacolo di centinaia di bare che galleggiano in acqua. Sono immagini spaventose per due ragioni, quelle che arrivano da Camogli dove è franato il terreno che ospitava una parte del cimitero. Da un lato è l’ennesima dimostrazione della fragilità del territorio ligure, anche quello urbano, quello più famigliare, frequentato. Dall’altro, appunto, l’angosciante visione delle bare semidistrutte che si schiantano sulla scogliera e poi come rovine di navi naufragate finiscono trasportate verso il largo dalla corrente. A dare l’allarme sono stati alcuni operai che stavano lavorando alla ristrutturazione di colombai. Hanno prima sentito un forte rumore, poi il terreno ha iniziato a vibrare e in pochi secondi la parete della falesia si è staccata ed è precipitata in mare da diverse decine di metri» [Bush e Preve, Rep].

Tenta di ammazzare la ex fidanzata

Domenica sera, a Torino, in una strada del quartiere San Salvario, tale Jetmir Kurtsmajlaj, un 27enne di origini albanesi, incontrata la ex fidanzata, una studentessa ventenne di origini greche, ha tentato di ammazzarla colpendola con un coltello al volto, all’addome e al torace. I passanti hanno dato l’allarme, consentendo ai carabinieri di fermare il giovane. Lei ora è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Mauriziano. È stata operata per sei ore.

Violenze in una casa di riposo a Palermo

Maltrattamento, lesioni personali, violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono i reati contestati a vario titolo dalla Guardia di finanza di Palermo a quattro persone, agli arresti domiciliari, ritenute responsabili di vessazioni e angherie sistematiche nei confronti degli ospiti di una casa di riposo. Decine gli episodi documentati in meno di due mesi, con gli anziani costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura. La Onlus “I nonnini di Enza”, che gestiva la struttura, è stata sequestrata a titolo preventivo e affidata a un amministratore giudiziario. Dalle intercettazioni sono emerse ingiurie e minacce («ti prendo a bastonate, t’ammazzo a legnate», «cosa inutile, prostituta… devi buttare il sangue qua e devi morire», «tanto se muori che mi interessa») e violenze fisiche (calci, schiaffi, strattoni, intimidazioni per costringere gli anziani a stare seduti).

I Daft Punk si sono sciolti

I Daft Punk, duo francese di musica elettronica tra i più influenti e celebrati degli ultimi trent’anni, si sono sciolti. Lo hanno annunciato con un video su YouTube che contiene una famosa scena muta del loro film del 2006 Electroma, in cui è stata inclusa una grafica con la scritta “1993-2021”, con riferimento all’anno di formazione del duo. «I Daft Punk erano i due dj e produttori parigini Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, che si contraddistinguevano nell’immagine per i vestiti da robot e i caschi metallici sempre addosso, a nascondere i volti. Dal 1993 ad oggi hanno pubblicato quattro album – l’esordio è stato Homework nel 1997 – e vinto tra l’altro sette Grammy Awards (cinque solo per Random Access Memory che è stato eletto nel 2014 album dell’anno oltre che album dance/elettronico dell’anno). Nel 2010 hanno composto la colonna sonora del film di fantascienza Tron Legacy, in cui compaiono anche per un cameo. È del 2016 la loro collaborazione più recente, quella con The Weeknd in due brani del suo disco Starboy» [Visentin, CdS].

L’accusa a Metzelder

A fine aprile Christoph Metzelder si dovrà presentare in tribunale a Düsseldorf per rispondere all’accusa di essersi procurato e di aver successivamente inviato materiale pedopornografico. Nel 2019 l’ex difensore di Dortmund, Real Madrid e Schalke sarebbe entrato in possesso e avrebbe poi diffuso 29 fra immagini e video, fra le quali anche alcune nelle quali i minorenni venivano violentati. Metzelder avrebbe girato i file in questione a una donna di Amburgo (anche lei indagata). Lui si dichiara innocente.

«In Germania Metzelder è sempre stato dipinto come un modello di comportamento perché aveva più volte promosso pubblicamente i diritti dei minori (nel 2006 ha fondato un’associazione proprio per aiutare giovani in difficoltà). Proprio per questo, nel 2017, ha ricevuto una Croce federale al merito» [Bergonzini, GdS].

Gravina resta a capo della Figc

Gabriele Gravina, 67 anni, avvocato di Castellana, è stato rieletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio per un nuovo mandato. Ha ricevuto il 73,4% dei voti dell’assemblea della Figc. Battuto il numero uno della Lega Dilettanti, Cosimo Sibilia, fermo al 26,2%. «Il secondo tempo della nostra partita sta per iniziare», ha detto Gravina. Dopo aver guidato il movimento calcistico italiano nella sua rifondazione in seguito alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali del 2018, i piani di Gravina per il prossimo quadriennio prevedono il rilancio dei campionati minori ancora bloccati dalle restrizioni per il Covid, una più ampia riorganizzazione dei campionati professionistici, il rafforzamento dell’immagine del cosiddetto Club Italia, che riunisce tutte le squadre nazionali, il rinnovamento degli impianti e nuovi investimenti per il movimento femminile.

 



(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)