Aversa. Violenze di gruppo: grave fenomeno giovanile spulciato dalla criminologa Cardillo

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La nostra rubrica, intitolata “Per ogni donna“ dalla dottoressa in giurisprudenza e criminologa Speranza Anzia Cardillo, non si limita a raccontare fatti gravi che si verificano quotidianamente, ma si avvale spesso di commenti e interpretazioni talvolta molto utili a comprendere anche i fattori che sono alla base di alcuni meccanismi che generano gravi forme di violenza.

L’argomento che vogliamo trattare oggi è molto serio e rappresenta una vera piaga della società.

Si tratta della violenza di gruppo e si verifica veramente molto spesso non solo sotto forma di violenza sessuale di gruppo ma anche di semplice violenza del branco.

Molti, infatti, sono gli episodi che si verificano, molto di frequente, anche a danno di minorenni o anche reati gravi commessi dal branco ai danni di pubblici ufficiali.

Di qualunque forma di violenza di gruppo si tratti ciò che si può notare è sempre la stessa costante: l’estrema efferatezza che li caratterizza.

Commento della dottoressa Speranza Anzia Cardillo

La vertiginosa crescita in senso numerivo di reato di gruppo ha reso necessaria negli ultimi anni una legislazione appropriata e volta a punire simili crimini.

Anche se da un punto di vista giuridico si cerca di affrontare il problema, rimane sempre aperto il dilemma circa le cause e le origini di queste gravi forme di aggressività.

In primis va chiarito che quando si parla di comportamenti aggressivi bisogna distinguere tra diversi tipi di aggressività.

Esiste un’aggressività naturale, intesa come funzione basilare dell’organismo, che fin dall’antichità l’individuo usava per la conquista di beni primari.

C’è, poi, un’aggressività primaria, cioè un impulso distruttivo fine a se stesso ed esiste, inoltre, un’aggressività che consegue alle frustrazioni, alle inibizioni e alle mortificazioni di istinti naturali.

Nella nostra area di civiltà, che ormai comprende quasi il pianeta intero, è quasi un’impresa disperata riuscire a separare l’aggressività vitale dalla pura distruttività. In quanto, invece, ai reati di gruppo ciò che risulta lampante è innanzitutto il fatto che ogni componente da solo non avrebbe mai commesso quel reato che invece nasce dal rapporto di interazione con altri individui.

Infatti la dinamica di gruppo é proprio l’insieme delle interazioni che si sviluppano tra i membri di un gruppo a seguito dell’influenza che ogni partner esercita con le sue dinamiche personali sugli altri.

Dai processi di socializzazione delle società moderne è possibile che scaturiscano aggregazioni fondate su determinate credenze o particolari regole che esulano anche dalle convinzioni dei singoli individui che compongono un gruppo.

Non è da sottovalutare, poi, il fatto che il singolo normalmente osserva le regole ed ha anche una percezione intuitiva di se stesso, delle proprie emozioni, pensieri e comportamenti. Spesso viene usata l’espressione che il branco e le masse fanno paura e, purtroppo, è proprio così in quanto negli individui che formano un branco o una massa viene meno la coscienza.

Vengono, inoltre, a galla istinti primordiali e come se non bastasse ,in altri casi ancora, l’uso di alcol o di sostanze stupefacenti distrugge ogni freno inibitore, per cui accade molto spesso che vengano commessi in gruppo crimini dalla ferocia inaudita.

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)
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