Aversa, (giorno della memoria) il contributo degli allievi del liceo classico “D. Cirillo”

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Aversa, Nell’ambito del modulo di cittadinanza imperniato, per quanto concerne la storia, sul concetto di fonte (come riconoscere i falsi storici:la falsa Donazione di Costantino e i Protocolli dei Savi di Sion) e su come  valutare le fonti on line  (Fake news and information disorder: dis-informazione e mis-informazione) gli allievi della terza E del liceo classico della comunicazione (DS Luigi Izzo) hanno redatto un testo sull’antisemitismo medievale e sui Protocolli dei Savi di Sion, per il “Giorno della memoria”, istituto con la legge 4557 del 5 luglio 2000 il 27 gennaio giorno della liberazione del campo di Auschwitz ( lunga fu la discussione fra chi come Furio Colombo proponeva il 16 ottobre  1943 per ricordare i 1022 ebrei romani e chi come l’Aned proponeva il 5 maggio, giorno della liberazione di Mauthausen, ultimo lager ad essere raggiunto dagli alleati-Si veda sul tema G. De Luna, la Repubblica del dolore, Feltrinelli 2011)

“Che appunto perché il Lager è una gran macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo si può sopravvivere, e perciò si deve voler sopravvivere, per raccontare, per portar testimonianza; e che per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro, l’impalcatura, la forma della civiltà. Che siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti a ogni offesa, votati a morte quasi certa, ma che una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l’ultima: la facoltà di negare il nostro consenso. Dobbiamo quindi, certamente, lavarci la faccia senza sapone, nell’acqua sporca, e asciugarci con la giacca. Dobbiamo dare il nero alle scarpe, non perché così prescrive il regolamento, ma per dignità e per proprietà. Dobbiamo camminare diritti, senza strascinare gli zoccoli, non già in omaggio alla disciplina prussiana, ma per restare vivi, per non cominciare a morire.” [Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, 1947, p.33]

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Queste sono le toccanti parole pronunciate da un ebreo a Primo Levi, nel terribile campo di concentramento di Auschwitz durante il periodo che denominiamo con il termine Shoah.

In primis, è necessario distinguere tra il termine “Shoah” e “Olocausto“: la parola “olocausto” deriva dal greco e significa “bruciato del tutto” e, proprio perché fa riferimento ad un rito religioso che era anticamente celebrato in onore di un dio, non è ritenuto adatto per descrivere la terribile vicenda che ha coinvolto gli ebrei. (https://storicamente.org/giorno-della-memoria-facchini_link)

Al contrario, il termine “Shoah” deriva dalla stessa lingua ebraica («tempesta devastante»,Isaia 47, 11) e si propone di indicare in modo molto più preciso il terribile sterminio degli ebrei.

Inoltre, occorre fare un’ulteriore distinzione tra antisemitismo e antigiudaismo: mentre il primo è un sentimento di ostilità basato sul concetto di razza e ha quindi un fondamento biologico, il secondo ha motivazioni di tipo religioso

Sebbene oggi si tenda a credere che l’antisemitismo sia un prodotto del nazismo, uno dei primi esempi di astio nei confronti degli ebrei risale al basso Medioevo quando, i quali con la rinascita economica e delle prime banche, acquisirono la fama di usurai e successivamente, durante la stagione della peste del 1437-1348,di untori.

Tra i primi documenti storici ,diffusi tra XV e XVI secolo,atti a testimoniare un diffuso antigiudaismo si possono individuare il Decreto dell’Alhambra o Edicto de Granada di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, che ordinava agli Ebrei spagnoli di lasciare il Paese entro quattro mesi; Centinela contra jiudìos di Francesco de Torrejoncillo, (sugli statuti per la purezza del sangue)  parlava addirittura di un’ “infezione ebraica” contraibile anche soltanto bevendo il latte di una bàlia ebrea o avendo antichissimi avi giudei.

In “Assimilazione e antisemitismo razziale”,dello storico Yosef Hayim Yerushalmi, si fa presente che l’odio contro gli ebrei in Spagna avesse avuto come causa la conversione forzata ,e per questo finta, di molti di loro al cristianesimo. I cristiani iberici mal tolleravano che i conversos (gli ebrei convertiti) avessero i loro stessi diritti e iniziariano a perseguitarli per motivi razziali. È proprio in questo momento che, secondo lo storico, l’antigiudaismo diventa antisemitismo.
Il mistero della razza aveva, quindi, trasformato gli ebrei in un principio del male, cosa non nuova per loro, poiché erano già abituati ad essere assimilati all’anticristo durante il medioevo.

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Lo storico Hilberg  in “la distruzione degli ebrei d’Europa, Einaudi 1994 sostiene che potremmo dividere la giudeofobia in
età antica: “Se rimanete ebrei, non avete il diritto di vivere tra di noi”
medioevo e età moderna: “Voi non avete il diritto di vivere tra di noi”
XX secolo con il nazismo: “Voi non avete il diritto di vivere”

Proprio negli ultimi decenni del XIX sec. e nella prima metà del successivo, come suggerisce Mosse in “Il razzismo in Europa dalle origini all’olocausto, Laterza, Roma-Bari 1978, pp. 124-29” le leggende tradizionali che nel passato avevano interessato gli ebrei furono rispolverate per dare risalto alla mistica razziale e come mezzo di mobilitazione politica.

In questo periodo il concetti di patria, territorio e popolo diventano inscindibili. Un popolo senza patria e senza territorio e un popolo nomade che in terra altrui diventa paria. Contro gli ebrei è esercitata una vera e proprio persecuzione politica, di cui i Protocolli dei Savi di Sion rappresentano una testimonianza

I Protocolli dei Savi (Anziani) di Sion , come ci informa V. Baccelli, Uno storico falso-protocolli dei Savi di Sion, Ed. della Mirandola, 2009, pp. 3-4 sono un documenti segreti  che descrivono un ipotetico piano per la conquista del dominio del mondo da parte degli ebrei. A partire dalla prima pubblicazione nell’Impero Russo nel 1903, diverse ricerche hanno, in più di un’occasione, dimostrato che si tratta di un falso storico; in particolar modo, una serie di articoli pubblicati anche sul Times di Londra nel 1921 sono state ritenute il frutto di plagio da precedenti opere di satira politica
Il 21 novembre 1999, il The Washington Times riferì:
“Le ricerche di un importante storico russo, Mikhail Lepekhine, negli archivi da poco aperti al pubblico, hanno portato alla scoperta che il falso è stato opera di Mathieu Golovinski, rampollo di una famiglia aristocratica ma ribelle, che si dedicò ad una vita di spionaggio e propaganda. Dopo aver lavorato per il servizio segreto zarista, cambiò sponda e si unì ai Bolscevichi “.
La scoperta di Lepekhine, pubblicata nella rivista francese l’Express sembrerebbe chiarire l’ultimo mistero che ancora circondava i Protocolli.
A dispetto di ciò, alcuni negazionisti continuano a considerare il testo autentico soprattutto in quelle aree dove l’antisemitismo, l’antigiudaismo o l’antisionismo sono diffusi.

Secondo la vulgata, gli anziani avrebbero cospirato per impossessarsi del mondo, complottando di riunire tutta la ricchezza nelle loro mani, di assicurarsi il possesso completo della terra, delle ferrovie, delle miniere, delle case; di occupare i posti di governo; di impadronirsi della stampa e guidare così tutta l’opinione pubblica. La loro falsificazione avvenne in Francia, nel pieno sviluppo dell’affare Dreyfus, con la collaborazione della polizia segreta russa, probabilmente tra il 1894 e il 1899. La destra francese voleva avere, infatti, un documento che collegasse Dreyfus alla supposta cospirazione della sua razza, la polizia segreta russa, invece, aveva bisogno di giustificare la politica antiebraica zarista. Questa volta i “Saggi anziani di Sion” riflettevano ogni aspetto del mondo moderno, tanto temuto dai reazionari in Francia e in Russia, ma anche nel resto dell’Europa. Le armi di cui si sarebbero dovuti servire per assicurarsi il dominio sul mondo andavano dall’uso del motto della rivoluzione francese (libertà, uguaglianza e fraternità), alla diffusione delle dottrine liberali e socialiste. I popoli del mondo sarebbero stati privati di ogni fede in Dio e la loro forza sarebbe stata indebolita incoraggiando la pubblica critica nei riguardi dell’autorità. Contemporaneamente sarebbe stata provocata una crisi economica e l’oro in mano agli ebrei sarebbe stato manipolato in modo da dar luogo ad un generale rialzo dei prezzi.

Alla fine, “in tutti gli Stati del mondo vi dovranno essere, oltre a noi, solo masse di proletariato, pochi milionari fedeli ai nostri interessi, una polizia e dei soldati alle nostre complete dipendenze”. Allora si sarebbe pretesa obbedienza cieca al re degli ebrei, reggitore dell’universo.

Il mito della cospirazione si nutriva, dunque, delle incertezze e dei timori del XIX secolo, colmando così la distanza tra l’antica leggenda antisemita e i moderni ebrei in un mondo di drammatici mutamenti.

Questo falso storico costituirà una delle basi su cui Hitler giustificherà il proprio antisemitismo

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