Napoli. Visita guidata virtuale alla scoperta dei mille segreti del centro storico

Dai Greci a Federico II, a De Magistris: il nostro autore ci accompagna 

in una passeggiata nel centro storico di Napoli, fra testimonianze d’epoca greco-romana, medioevale e moderna

Napoli è stata fondata dai Greci 2500 circa anni fa. In questi secoli si sono succedute varie dominazioni che hanno lasciato un patrimonio artistico, culturale ed archeologico molto ricco.

La struttura urbanistica della Nea Polis (città Nuova) costruita secondo i principi di Ippodamo da Mileto prevedeva Tre strade principali dette Decumani, varie strade perpendicolari, i cardini. La città era poi circondata da mura di cinta che avevano lo scopo di difendere il nucleo abitativo centrale, con varie porte che si aprivano nelle varie direzioni.

Molte delle porte sono state distrutte o sostituite con altre di epoca diversa, come Porta San Gennaro, Porta Capuana, Porta Nolana, Port’Alba, tanto per citarne alcune. In molti punti sono rimasti alcuni resti delle antiche mura greche, caratterizzate da grossi massi di tufo che si reggevano senza malta, ma con il proprio peso, per cospicue altezze, anche fino a 10 metri.

Dalla pianta della città si può notare un perimetro piuttosto ampio con strade che si sono modificate nei secoli per la sovrapposizione di costruzioni anche importanti come palazzi storici, chiese ed edifici universitari.

E proprio l’Università degli Studi di Napoli Federico II, una delle Università più antiche del mondo: fondata il 5 giugno  del 1224 dall’Imperatore Federico II di Svevia del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, rappresenta il simbolo della cultura e delle scienze che si sono sviluppate a Napoli nel corso dei secoli.

Nella sede centrale che si estende dal corso Umberto I salendo per via Mezzocannone ed estendendosi verso largo San Marcellino tra le strutture medievali dell’Ateneo si trovano numerose testimonianze delle epoche precedenti.

La più caratteristica si trova in uno dei cortili interni, adiacente allo Scalone della Minerva. In questa corte, facente parte del Dipartimento di Scienze Politiche, c’è un tratto delle mura di cinta, lasciate a testimonianza delle origini della città.

Molte mura greche sono state sfruttate dagli architetti e costruttori poiché fornivano un punto di appoggio per le fondamenta degli edifici che dovevano costruire, infatti, la stessa via Mezzocannone presenta altre testimonianze greche anche alla base di edifici moderni, come ad esempio il palazzo in cemento armato, costruito negli anni ‘50 del Millenovecento adiacente all’ingresso del cinema Astra: si possono vedere i grossi massi di tufo lasciati a vista vicino ai pilastri dell’edificio.

Salendo ancora, in piazza San Domenico Maggiore,  in uno dei palazzi storici, Palazzo Saluzzo di Corigliano, che attualmente ospita alcuni locali, aule ed una Meravigliosa Biblioteca dell’Istituto Universitario L’Orientale, è possibile ammirare all’interno di un aula – ricavata sotto il livello della strada – un tratto di mura greche, costruzioni antiche che ne adornano la parte posteriore, e proprio per questo denominata Aula delle Mura Greche.

 

Andando verso la Acropoli della città di Neapolis, la collina di Sant’Aniello a Caponapoli, si incontrano gli edifici del Vecchio Policlinico, ex Federico II, dove vi è la omonima Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli: durante i lavori di consolidamento statico sono venute alla luce mura di costruzioni greco-romane, lasciate a vista nell’area centrale della Chiesa.

 

Infine, scendendo verso piazza Cavour, si possono notare resti di mura greche adiacenti la clinica Psichiatrica Villa Chiara e lungo il perimetro della Clinica universitaria di Ostetrica e Ginecologica, per poi arrivare alle rampe di via Maria Lorenza Longo, dove si possono scorgere le mura di cinta della parte alta della Neapolis. nello spazio posteriore dell’Istituto Comprensivo Scolastico Casanova-Costantinopoli.

 

Le mura si “perdono” sotto la strada antistante l’Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili, attualmente chiuso per dissesti idrogeologici che hanno provocato il crollo di una Chiesa all’interno dello stesso Ospedale.

Attraverso questa passeggiata virtuale lungo le varie sedi dell’Università Federico II si possono scorgere tante altre testimonianze della bellezza e della unicità di questa città, ma anche lo stato di scarsa manutenzione del territorio con i conseguenti dissesti idrogeologici, i quali,  probabilmente si verificano proprio per la particolare conformazione del sottosuolo caratterizzata dalla presenza di grossi massi di tufo alternata a grosse cavità,  lasciate aperte o riempite con materiali di risulta nel corso dei secoli, crea delle difformità che con il tempo e con le infiltrazioni idriche di varia natura hanno indebolito la struttura portante di edifici e strade.

Resta comunque il fatto che il Centro storico di Napoli è ricco di testimonianze che si susseguono da secoli in oltre 2500 anni di storia e di vita.

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