Caiazzo. 20 anni dopo, riproposta la storia di Palumbo al Costanzo Show dal free lance Giuseppe Sangiovanni

A beneficio degli smemorati e soprattutto dei meno giovani,

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 affinché mai più abbiano a verificarsi storie sì degradanti in una città “del buon vivere”, il tenace quanto valente giornalista Giuseppe Sngiovanni ha approntato una lunga quanto interessante cronistoria del “caso Palumbo” che venti anni fa al Mauriio Costanzo Show commosse mezza italia… e mezzo mondo:

Posto il reportage sul caso Palumbo che commosse l’ Italia su Canale 5, al Costanzo Show, ignorato completamente qui.
Eppure è interessante scoprire tutti i retroscena, le segnalazioni fatte al sindaco Sorbo, gli articoli che pubblicai denunciando il caso.
Tutto un mese prima di collocare il caso al Maurizio Costanzo Show. Sorbo fece orecchie da mercante.
Mi disse quando andai a segnalare il caso: si, vai, Costanzo pensa a te. Sappiamo come andò. Suicidatosi in TV, quel pomeriggio del 23 gennaio 2001.
OGGI 20 ANNI, DALL’ESPLOSIONE DEL CASO PALUMBO AL MAURIZIO COSTANZO SHOW, IL VECCHIETTO DI SAN GIOVANNI E PAOLO CHE VIVEVA IN UN TUGURIO CON IL COMUNE BEATO SPETTATORE.
TUTTA LA VERITÀ, I RETROSCENA DELLA TRISTE VICENDA IN QUESTO REPORTAGE INEDITO.
20 ANNI FA(IL 23 GENNAIO 2001 IL CASO CASO PALUMBO ESPLODE AL COSTANZO SHOW)
RETROSCENA, APPELLI, LETTERE, ARTICOLI “OSSESSIVI”- RACCONTATI E PUBBLICATI DA GIUSEPPE SANGIOVANNI , RIGUARDANTI LA SCANDALOSA VICENDA DI ANTONIO PALUMBO, SBARCATO CON IL GIORNALISTA FREELANCE E CON GIANNI GOSTA IN UNA MEMORABILE PUNTATA DEL “MAURIZIO COSTANZO SHOW” –SU CANALE 5 , IL 23 GENNAIO 2001- ESATTAMENTE 12 ANNI FA. I MORALISTI DI PROFESSIONE CHE ALL?EPOCA SI SCAGLARONO CONTRO GOSTA E SANGIOVANNI, FAREBBERO BENE A LEGGERE COSA ERA STATO PUBBLICATO SULLA STAMPA LOCALE, PRIMA DI PORTARE IL CASO AL COSTANZO SHOW.
Con l’aiuto di un anziano alla luce la casa-lager
SCOPERTO COSI IL CASO PALUMBO
L’allucinante storia di miseria di Antonio Palumbo
Da anni viveva peggio di un cane abbandonato:senza luce, acqua, servizi igienici. Tutti sapevano, istituzioni civili e religiose. Tutti ignoravano quel tugurio posizionato in pieno centro. E lui, Antonio Palumbo-un uomo esile di settantacinque anni non aveva altra scelta-rassegnato a “tribolare”-in condizioni disumane:costretto a mangiare ,dividere con i topi qualche pezzetto di formaggio e qualche tozzo di pane. Pochi metri di orrore(meno di quindici)-per dormire, “mangiare”,fare i propri bisogni-in una bacinella, tutto nella stessa stanza.
Nei primi giorni dello scorso dicembre la svolta. Ad avvicinare Giuseppe Sangiovanni, il giornalista pubblicista, che ha scoperchiato il calderone, un compaesano di Palumbo- “oriundo”, nativo di Salerno, che ritorna nella frazione per le vacanze estive ed invernali.Un uomo di ottanta anni, che chiede opera di sensibilizzazione al cronista-che recatosi a “casa” di Palumbo si trova di fronte una scena raccapricciante: pochi metri di orrore, per fare tutto-pochi metri dove Antonio-non ha mai potuto accendere la luce, aprire il rubinetto,fare una doccia, tirare la catenella, riscaldarsi davanti ad un camino.Una topaia.
Il nove dicembre viene pubblicato il caso sul Gazzettino Casertano-a dare man forte la Gazzetta di Caserta-che da ampio risalto alla vicenda.La storia di Palumbo fa il giro dell’intera provincia, ma al comune di Caiazzo fanno finta di nulla. Il cronista impertinente va in municipio e segnala –la Palumbostory. Diversi i contatti con l’assistente sociale, ma non ci saranno evoluzioni.Passano i giorni, settimane, un mese –poi ancora quindici giorni-e Palumbo sarà ancora li a marcire tra i rifiuti nell’orribile stamberga. La porta del mega ufficio del sindaco Nicola Sorbo- non sarà mai aperta al cronista-killer, perchè cane da guardia del potere in rare occasioni. Mai ricevuto.
E poi missive a Piazzetta dei Martiri(sede del comune), al vescovo di Caserta, di Alife- Caiazzo, al curato del paese.A nulla servite. Coinvolte le Suore Maestre Pie Venerini del luogo. Palumbo resta un fantasma, mai consegnati a lui aiuti Caritas, finiti sulle mense di gente tutt’altro che povera.Un Ufo,un oggetto non identificato, un morto-vivente- privato della sua dignità: il signor nessuno-a cui puntualmente viene consegnato dal messo comunale il certificato elettorale.
A metà gennaio Giuseppe Sangiovanni allerta la redazione del “Maurizio Costaanzo Show”-nel giro di venti ore Paola Bosco della redazione del talk-how-piomba a Caiazzo-per le opportune verifiche-fotografa il tugurio di Palumbo-e Costanzo letteralmente scioccato-invia il giorno dopo una troupe- per girare un movie-da mandare in onda nel corso della trasmissione- registrata qualche giorno dopo.
Ad accompagnare al Parioli Palumbo saranno i giornalisti Sangiovanni e Gosta.
Succederà di tutto nella infuocata puntata:con il caso Palumbo in primo piano-che sconvolge l’intera platea del Parioli e milioni di telespettatori che seguiranno la puntata-che registra un notevole aumento di share, confermato dall’Auditel.
Momento importante, quando Costanzo dice a Sorbo: si dimetta!reo di essere responsabile del fallimento della comunità da lui amministrata-come ammesso dallo stesso sindaco.Una disfatta per il primo cittadino di Caiazzo, invitato a dimettersi con l’assessore ai servizi sociali e l’assistente sociale.
Caso preso a cuore dal Maurizio nazionale- alla fine della puntata visibilmente soddisfatto-chiede ai due cronisti di tenerlo informato sugli sviluppi. Colorate le affermazioni dello stordito Sorbo,e in platea e sulla stampa- che parla di chi ha sfruttato le disgrazie altrui, per costruire uno scoop-cronisti accusati dal primo cittadino, di sciacalaggio politico-che avrebbero mortificato l’intera comunità, rafforzando la sua immagine politica-contenente “il nulla”,il vuoto-come per il teatro di Jonesco.
Il day-after il terremoto piacevole per tantissimi caiatini, pronti ad organizzare una festa mundial,con tanto di maxischermo-dove fare scorrere le immagini della storica puntata puntata. Anche i burocrati dell’Asl interverranno prontamente.
La missiva inviata al sindaco di Caiazzo Nicola Sorbo- il 12 dicembre 2000(11 giorni prima dell’infuocata puntata riguardante il caso Palumbo)
“Egregio signor sindaco,
le scrivo in merito alla brutta storia di miseria vissuta da Antonio Palumbo-da me segnalata più di un mese fa. Non era mia intenzione cercare scoop, neanche vendere la brutta storia alle reti nazionali(come per il caso di Pagani dove c’è scappato il morto-irradiato dai media nei giorni scorsi)- ma solo informare i servizi sociali del comune-con cui ho avuto diversi contatti- trasformandomi in “mediatore” per l’anziano vecchietto dimenticato da Dio e dagli uomini(parenti,vicini, paesani, istituzioni civili e religiose).
E’ passato Natale, Capodanno ma Antonio Palumbo continua a vivere in una “casa” priva di luce, acqua, servizi igienici-ma la giaculatoria delle privazioni potrebbe continuare all’infinito-a giacere tra l’immondizia-meno di venti metri,per dormire, mangiare, fare i propri bisogni-meno di venti metri di orrore. Fantasma per i servizi sociali-a cui era sfuggito il caso(parola monitoraggio,vocabolo sconosciuto) – per il messo comunale che gli ha consegnato per anni il certificato elettorale, in quel tugurio, per il curato del paese che porta ogni anno la benedizione pasquale nelle case dei “cristiani”, per il medico curante- che avrà sicuramente visitato una volta nella vita il povero Antonio, per le Maestre Pie Venerini del luogo- che mai hanno consegnato a Palumbo aiuti Caritas-che pure hanno distribuito-che potrebbero d’ora in avanti assicurargli un pasto caldo e offrirgli alloggio più dignitoso- compiendo missione di bene per le persone più deboli- come testamentato ai primi di gennaio del 1945 dalla donante(Laura Sangiovanni)dell’immobile – attuale mega- residenza delle Maestre Pie Venerini.
Non è nelle sue possibilità “intimare” la prospettiva? Un po’ tutti responsabili.
Non crede che dovremmo vergognarci nel consegnare la scheda elettorale al povero vecchietto? Chi gli ha rilasciato quel certificato di abitabilità? Palumbo non ha mai chiesto niente, chiuso a riccio
nella sua miseria-mai si è lamentato delle sue tremende privazioni(repetita Juvant: senz’acqua, luce,
servizi igienici, frigorifero, lavatrice, televisione, telefono per avvertire il medico se si sente male).
Ma questi ultimi sono superlussi! Non riesce a gestire le poche lire che percepisce. Le istituzioni e qualche persona di buona volontà, devono sostituirsi alla latitanza dei parenti-non essere più beati spettatori dell’amara vicenda- il chiacchiericcio su verosimili “vizietti” dell’anziano vecchietto,non devono essere elemento di “distrazione”.Palumbo va aiutato comunque. Aiutato a lasciare quel tugurio, fargli accendere la luce al risveglio, aprire il rubinetto, lavarsi-inserendolo nella lista per ottenere l’assistenza domiciliare. Mi auguro un provvedimento esecutiv-che consenta a Palumbo di vivere da essere umano, senza sradicarlo dal suo ambiente. Per l’occasione mi preme ricordarle-di essere sindaco di tutti, di chi le è vicino, e di chi sporadicamente, non ossessivamente, come me -pronuncia verità amare,sulla “frazione dei senza”,da lei non “metabolizzate” Un ruolo scomodo, chi racconta quello che i politici fanno, non fanno, che potrebbero fare, che ignorano(in un mondo civile succede): ruolo che non va denigrato e demonizzato. Buonista e di regime- altrimenti si diventa cecchino che “imbraccia” una penna-mitra. Il lasciarmi fuori la porta del suo “blindato” ufficio, dove mi ero recato(per la terza volta in venti giorni) mercoledi 10 gennaio, per sollecitare la soluzione del caso Palumbo,ne è la riprova.
Non sempre ciò che legale è giusto!Cum grano salis si può trovare la soluzione della Palumbostory”
Giuseppe Sangiovanni
La lettera inviata a Don Gerardo Fava, curato di San Giovanni e Paolo, al vescovo e Maestre Pie Venerini
“DIO NON PUO’ DIMENTICARE I POVERI”
Nell’incertezza che Antonio Palumbo non continui ad essere un “fantasma”-anche per le istituzioni religiose del luogo-come contestatomi da un lettore del giornale “Gazzettino Casertano”(16 dicembre 2000)-invio fotocopie della vergognosa e triste vicenda,vissuta da Antonio Palumbo,dimenticato da “Dio e dagli uomini”.
I moralisti di professione, i tuttologi-dovrebbero capire che “zio Antonio” va aiutato al di là del chiacchiericcio sul suo conto, vizietti e difetti tipici della sua età: al di là delle poche lire che percepisce ogni mese e che verosimilmente non sa gestire.Gli uomini e la chiesa non possono essere “distratti” dai rumori-da “Bar dello Sport” o da piazza! Antonio Palombo ha diritto a vivere da essere umano.I parenti? Fantasmi anch’essi! Le istituzioni civili e religiose- non possono essere beati spettatori: il cittadino Palumbo, la pecorella smarrita-vanno aiutati. In tutti i modi.Cordiali saluti.
Giuseppe Sangiovanni
Palumbostory
La storia di Palumbo viene fuori nei primi giorni di dicembre. A parlarmi delle condizioni allucinanti di Antonio è una persona anziana del luogo-Dopo gli opportuni accertamenti, il Gazzettino Casertano, il 9 dicembre pubblica il caso Palumbo. Passa qualche giorno mi reco in comune per segnalare il caso Palumbo-ricevuto dalla segretaria comunale-che “intima” via telefono all’assistente sociale-di recarsi nel pomeriggio a casa Palumbo-dicendogli che metterà a disposizione un vigile per accompagnarla-cosa che avviene.Una settimana dopo mi reco in comune per sapere cosa si è fatto. Parlo con l’assistente sociale-che ipotizza di prendere contatti con una casa di riposo che dista da Caiazzo 50 km circa.Altro appuntamento il mercoledi successivo- con l’assistente sociale desaparecido. Intanto per altre due settimane la vicenda Palumbo occuperà la prima pagina del “Gazzettino”-ripresa dalla Gazzetta di Caserta. Lancio una sottoscrizione “Un aiuto per Palumbo”.Nessuno alza un dito(tranne una persona che porterà alimenti al vecchietto). Scrivo al sindaco, al vescovo, al curato del paese, informo il locale educandato delle suore. Non succederà nulla. Dopo la pubblicazione sul giornale, si fa avanti un giovane- qualificandosi come volontario di una associazione-che mi dice che già è a conoscenza del caso-e che da novembre era stato avvertito il sindaco e l’assessore alle politiche sociali. “Qualche volta gli diamo un passaggio quando lo incontriamo a piedi”-le parole testuali del giovane. Giovani che dichiareranno (dopo la trasmissione televisiva),di fare visita ogni giorno a Palumbo-che mi riferisce che mai ha ricevuto dai suddetti un pasto caldo.Giovani fattisi vivi nel giorno dell’arrivo delle telecamere Mediaset, cercando goffamente di mettersi in mostra-avvicinandomi con la scusa di pianificare interventi in favore di Palumbo. Pur avendo capito lo scopo dell’avvicinamento, gli ho detto “ne parliamo con più calma, appena possibile”:aspettavo la troupe per le riprese. E dire che avevo preannunciato in comune in caso di inerzia, l’arrivo di telecamere. Niente, è prevalsa la linea dura di un Sorbo chiuso a riccio(lasciato fuori del suo ufficio,con l’impiegato testimone). La mia è rimasta una voce che ha gridato per più di un mese nel deserto.Trentotto giorni di inferno prolungati a Palumbo dal Comune-che avrebbe dovuto sistemare subito Palumbo, senza aspettare l’intervento di Costanzo. Ho sperato fino alla fine di evitare la vergogna, auspicancando un intervento dell’ultima ora,che avrebbe potuto evitare il terremoto.Ma è prevalso il delirio di onnipotenza del sindaco-che non ha creduto all’interessamento di Costanzo alla triste vicenda;ai sopralluoghi della redattrice puntualmente riportati sulla stampa;alle annunciate riprese della troupe;alla imminente partecipazione di Palumbo al talk-show.Una waterloo voluta, cercata, meritata-che ha condotto l’Houdini di piazzetta dei martiri- a riconoscere il suo fallimento(almeno in tre occasioni durante la trasmissione)- prima demonizzando, poi ringraziando la stampa che aveva scoperto il caso, facendo da filtro con le istituzioni. Attaccando poi con parole sprezzanti in un comizio, “il mio disperato tentativo di mettermi in mostra”,(se cosi avrei rinunciato a salire sul palcoscenico,lasciando la vetrina del Parioli a Gosta?)- i due giornalisti-rei di aver infangato la comunità-con un caso che c’è, riscontrabile, ma Palumbo ha vissuto ancora al buio, senza acqua, senza servizi igienici-finchè non gli è stato notificato lo sgombero-e dopo essersi fatto leggere la disposizione- è andato in panne-sentendosi poi male.
E’ stato, lui ad andare incontro al “suicidio mediatico ”,sapeva da mesi del caso Palumbo, degli altri casi, da anni. Perché l’Asl non è stata mai informata a dicembre? Cronisti(secondo Sorbo)che avrebbero avuto la capacità di “circuire” Costanzo-che con la redattrice aveva raccomandato di evitare polemiche-tanto avrebbero “parlato” le immagini del tugurio “abitato” dall’anziano caiatino, dimenticato da tutti.
Una storia autenticamente vera-che mi ha portato via tempo ed altro: non era mia intenzione cercare lo scoop-la dimostrazione è riscontrabile in più di trenta giorni di inutile attesa, per la soluzione del caso. Anche se io e Gosta abbiamo tutti contro,sarò felice il giorno che Palumbo potrà aprire il rubinetto,fare un bagno,accendere la luce.
Giuseppe Sangiovanni
(Copia articolo-denuncia del caso Palumbo, da me pubblicato su tre giornali, ai primi di dicembre(oltre a numerosi appelli, ignorati dal sindaco Sorbo, protagonista di due clamorosissimi suicidi mediatici al “Costanzo Show”(23 gennaio e 6 febbraio 2001)- dove ha dichiarato telefonicamente ben 4 volte a Costanzo di essere un sindaco fallito- invitato a quel punto da Costanzo a dimettersi.
“Gazzettino Casertano”-
CAIAZZO: VIVE MISERAMENTE DA ANNI SENZA LUCE, ACQUA, SENZA SERVIZI IGIENICI
VERGOGNA!
AntonioPalumbo,75 anni , lasciato “vivere” come una bestia in un tugurio
La tormentata vita di Antonio Palumbo,comincia a Caiazzo, cittadina in provincia di Caserta- dove viene alla luce il 5 maggio 1926: da Raffaele Palumbo e Clorinda Cimino.Tempi difficili, duri, per Antonio-costretto a diventare “adulto” subito .Niente
istruzione, la parola scuola è vocabolo sconosciuto. All’età di otto anni già conosce il faticoso lavoro dei campi: grandi levataccie al mattino, per seguire i genitori nello spostamento di bestiame, per poi guidare i buoi nell’aratura.
LE STELLE COME TETTO
A dieci anni è “abilitato” a guidare un piccolo gregge, con cui si sposta, per cercare pascoli migliori; spesso sono le stelle a fargli da tetto.Infanzia terribile. Migliaia i pasti saltati. Gli anni passano, tra stenti e sacrifici inimmaginabili. Per Antonio dopo l’infanzia rubata,arriva la gioventù. All’età di trentatrè anni incontra l’amore-Antonietta Cusano-che sposa dopo poco tempo. Il matrimonio però non porta nessun erede nella famiglia Palumbo-Antonio e Antonietta sbarcano il lunario come possono, in cambio di poche lire lavorano in campi altrui. La miseria è sempre li però. Cominciano anche i primi problemi di salute per la consorte di Antonio-con sempre più frequenti attacchi epilettici-che costringono Antonio a disertare i campi ed accudire la moglie malata. Dopo anni di sofferenza Antonietta viene a mancare-Antonio a questo punto potrebbe andare al lavoro-ma non ha più l’età- ne per lavorare, ne per avere la pensione(non ha marche versate).
VIVE COME UNA BESTIA CON LE ISTITUZIONI ALLA FINESTRA
La miseria, compagna di ventura è sempre li-“residente”nel tugurio dove “vive” Antonio, nell’infelice condizione di questo sventurato essere umano dimenticato da tutti-con le istituzioni alla finestra.Una piccola, unica “stanza”per dormire, fare i propri bisogni in una bacinella.L’anziano caiatino(75 anni),dopo aver combattuto per tutta la sua esistenza contro la miseria-oggi sopravvive in una stanzetta-che chiamare tale è usare un eufemismo-una “casa” priva di luce, acqua, servizi igienici(con un balcone senza protezione). Ci chiediamo: ma il comune(con l’assessorato alle politiche sociali), l’Asl dove sono? Chi ha rilasciato quel certificato di abitabilità? E’ possibile che nel 2000 un cittadino debba vivere in simili condizioni, tra l’indifferenza di tutti? Un alloggio più dignitoso e il sostegno dell’amministrazione civica spetterebbe ad Antonio Palumbo.E’ sconcertante che in un piccolo comune come Caiazzo, non si sappia o non si vuole sapere, che esistono casi vergognosi come questo. Ai tecnici del comune, ed ai sanitari dell’Asl, il compito di ispezionare e constatare che il tugurio deteriorato e fatiscente “abitato” dal povero Antonio Palumbo, non è abitabile da esseri umani- verosimilmente per le mucche, non sarebbe abitabile-secondo le nuove norme. Situazione tragica e paradossale.Ma dove sono i “burocrati” dell’Asl, molto attenti ad “intimare” piastrelle ella sala mungitura di un coltivatore e ignorare la Palumbo story? E i servizi sociali del comune su cosa vigilano? L’odissea per Antonio continuerà anche nel 2001? La prima parola che viene in mente è vergogna!
LUCE, ACQUA, DOCCIA:PAROLE SCONOSCIUTE
Chissà che l’anziano caiatino non possa nei prossimi tempi vedere la “luce”, avere l’acqua, fare una doccia: parole a lui sconosciute finora. Lui non chiede il telefono , il gas, la televisione!la lavatrice,il frigorifero-s’intende! Che nemmeno ha. Ma questi sono superlussi!.Per affrontare gli anni che gli restano, “vivendo”,con un poco di serenità nel cuore.
18 METRI QUADRATI DI ORRORE
Scena raccapricciante, quella presentatasi agli occhi del cronista, accolto con dignità dallo sfortunato-rassegnato 75enne caiatino, dimenticato da tutti.
Diciotto metri quadrati,per cucinare, mangiare, dormire, fare i propri bisogni.Una baracca di un villaggio sperduto africano è più dignitosa del tugurio “abitato” da Antonio Palumbo;tra l’indifferenza di tutti, pseudo-parenti e istituzioni. Il quarto mondo è qui, a due km da Caiazzo, a diciassette da Caserta. Meno di venti metri di orrore. Ai piedi del povero letto, un altrettanto povero tavolo-per “elaborare” e consumare pasti-tutto e rigorosamente a lume di candela- che campeggia al centro del tavolo. Diciotto metri per riposare-dov’è impossibile per Antonio persino sognare. Sognare un giorno di svegliarsi, accendere la luce, andare in bagno, aprire il rubinetto, lavarsi con acqua corrente, fare una doccia, fare i propri bisogni, tirare la “catenella”, affacciarsi al balcone, fare un bidè, riscaldarsi davanti ad un camino; volendo esagerare, bere acqua fresca di frigorifero, guardare la tv, rispondere al telefono.Tra le povere cose disperse nella “suite”, un alberello di natale che Antonio tiene li da più di trenta anni.Gli è mancata la forza e lo spirito di rimuoverlo.Lasciato li ad “abbelire” la stanza. Da pochi giorni è passato natale, un natale di freddo e di fame- ma per il povero Antonio-costretto a vivere nella topaia, una topaia di diciotto metri quadrati;dove ogni giorno Antonio vive da animale.Dopo un mese dalla pubblicazione del pezzo, Antonio è ancora li, in quel tugurio fatiscente-costretto a vivere tra l’immondizia e i topi. Ignorato da tutti, con i servizi sociali che fanno “melina” da un mese. I prossimi freddi potrebbero portare via Palumbo-preferiremmo le telecamere, non in quella triste occasione!Antonio Palumbo ha diritto a vivere in condizioni umane.Quousque tandem? Quod bonum faustum felix fortunatumque sit.
Giuseppe Sangiovanni
Il primo cittadino di Caiazzo oggi pomeriggio al “Maurizio Costanzo Show”
SIGNOR SINDACO “IN BOCCA AL LUPO”
Si difenderà sul caso Palumbo
di Giuseppe Sangiovanni
Caso Palumbo ancora in primo piano. A due settimane dal terremoto, dopo la messa in onda della seguitissima puntata del talk-show, condotto da Maurizio Costanzo, in città non si parla di altro. Mai i riflettori della tv, avevano centrato per cosi tanto tempo, aspetti e problematiche, emersi dopo la scossa-Palumbo- l’anziano caiatino, dimenticato da anni tra i rifiuti, senza acqua, luce e servizi igienici. Un caso che ha commosso l’Italia intera: tante le offerte di aiuto pervenute alla redazione del Costanzo Show, dopo la puntata;quasi interamente dedicata al “signor Nessuno”-lasciato vivere come un cane abbandonato, fra l’indifferenza di tutti. E sotto accusa era finito Nicola Sorbo, sindaco di Caiazzo da sei anni-che nel corso della trasmissione, tra tante contraddizioni, aveva recitato giocoforza-in almeno tre occasioni il “Mea Culpa”-in collegamento telefonico con Costanzo che, prendendo la palla al balzo gli aveva risposto: Sindaco, ai fallimenti o si reagisce o si presenta la lettera di dimissioni. Un k.o durissimo per Sorbo, stordito dagli incalzanti “montanti” di S.Maurizio: un quasi ex sindaco alla fine della infuocata telefonata, in debito di ossigeno e con le idee annebbiate. Day-after al vetriolo per Sorbo,che prima di trovare decorosa sistemazione a Palumbo,era sceso in piazza-per fare una conferenza stampa, trasformata in delirante comizio. Accuse durissime per Costanzo(è un cafone,si circonda di baldracche …),con richiesta di risarcimento di venti miliardi al conduttore pariolino-reo di averlo trattato come un sindaco-cafone e di aver infangato l’immagine della città. Parole durissime per i due cronisti-attentatori, colpevoli di aver messo in cattiva luce la comunità e il suo primo cittadino-con un caso che c’era, che andava risolto prima.Cronisti che le avevano tentate tutte: decine e decine di articoli per sensibilizzare le istituzioni informate poi di persona del caso; lettere al sindaco(ed istituzioni religiose).Niente, nessun intervento per Palumbo-lasciato marcire in quel tugurio tra topi e spazzatura. Era pure stato preannunciato l’interessamento, poi l’arrivo delle telecamere Mediaset ma, Sorbo non aveva
creduto all’intervento di Costanzo-facendo prevalere la linea dura: avviandosi cosi verso il “suicidio mediatico” di quel grigio fine gennaio (23)-quando milioni di telespettatori hanno assistito alla sua debacle. Ma avrà oggi pomeriggio, la grande possibilità di snocciolare dati e programmi(virtuali finora,visto come vive ancora Palumbo),sull’assistenza anziani; vomitare fasulli interventi di una associazione di volontariato che dice di sapere da mesi delle disperate condizioni di Palumbo, però fino ad una settimana fa lasciato giacere tra topi e sterco(ancora oggi senza luce,acqua e servizi igienici).Cosa ha fatto finora questa associazione?Avvisato il sindaco e l’assessore alle politiche sociali-mai intervenuti. Intervenuti dopo la segnalazione fatta in comune dal cronista. Ma dov’è la relazione dell’assistente sociale accompagnata a casa Palumbo da un vigile dopo quella segnalazione? Perché il comune è intervenuto solo dopo la nota trasmissione?-consegnando all’anziano abbandonato il decreto di sgombero. Interrogativi a cui dovrà rispondere oggi Sorbo. Signor sindaco “in bocca al lupo”! Il lupo più famoso della comunicazione italiana. A meno di interventi di personaggi divini, questo pomeriggio lei potrebbe ricordarlo come il secondo “suicidio mediatico”.Una grande opportunità a lei offerta su di un piatto d’argento: un sogno da lei inseguito da anni-(salire sul palcoscenico del Parioli)-che potrebbe trasformarsi in incubo. Nemmeno pagando un miliardo lei poteva coronare questo sogno! Ci ringrazi. Repetita Juvant “In bocca al lupo”!
Giuseppe Sangiovanni
Terremoto Palumbo a Caiazzo
CRONISTI-KILLER O MENTI DA MACELLO?
di Giuseppe Sangiovanni
Diceva bene Rosenthal,il vecchio direttore del New York Time: “Noi non siamo preti o suore,ma abbiamo dei valori etici e questi sono dettati soprattutto dal rispetto di se stessi e dalla professione.Il nostro ruolo è di far si che gli altri non abusino del potere,il nostro compito è quello di andare,guardare e raccontare in nome e per conto dei lettori,che sono anche elettori.
Si sa, quando un giornale dice le cose come stanno, quando attacca, è sempre un brutto guaio- se poi “si spara” su soggetti istituzionali iperinadempienti,tutto diventa un gioco, un bersaglio facile. Un cronista , se dice la verità,puo’ infastidire, non farsi gradire “dalla cricca locale”,puo’ godere di cattiva fama, non è amato perché dice la verità. In tutto il mondo civile, sono i giornali,che giudicano l’operato dei politici, in nome e per conto dei lettori- informare, per le autorità caiatine, diventa un crimine. Denigratori, demonizzatori, killer spietati: questi, i cronisti che informano- i cronisti la considerano una notizia, i guru Nobel caiatini, opinioni omicida. Se fai si che gli altri non omettono o non adempiono,diventi “wanted” con taglia.Buonista e di regime,altrimenti diventi un cecchino che imbraccia una penna-mitra. A Caiazzo, non amano questo ruolo, il diritto di critica,è optional prezioso-cecchini liberi, senza mandanti-con il ruolo di raccontare quello che i politici fanno, non fanno, che potrebbero fare, che ignorano. Liberi di attaccare gli illusionisti politici cittadini, che nel loro non senso, trovano senso”, con una sarabanda di intrecci dialettici, con parole che nascondono quasi sempre “il nulla”, il vuoto di contenuti,come per il teatro di “Ionesco”. Verità amare,non metabolizzate dal regime,beato spettatore per un mese e mezzo della vicenda Palumbo.
Da quasi due mesi tutti sapevano della difficile condizione di Palumbo:sindaco, assistente sociale, qualche assessore-(che due anni fa provò ad allacciare l’acqua), una fantomatica associazione di volontariato-che dice di averlo saputo tempo fa-fattasi avanti nell’imminente venuta di Canale 5-che nulla ha fatto finora-con prete e suore –prontamente messi al corrente tramite missiva.Per tre settimane il caso Palumbo aveva occupato le prime pagine del Gazzettino e della Gazzetta-rispettivamente settimanale e quotidiano-dando ampio risalto alla triste storia.I moralisti di professione, gli pseudo-intellettuali-tuttologi di Piazza Porta Vetere-che oggi inviperiti gridano allo scandalo-perché non hanno alzato un dito?Dov’erano? Perché non si sono fatti avanti quando abbiamo proposto una sottoscrizione per il povero Palumbo? Dieci nostri pezzi a nulla serviti- La nostra è rimasta una voce che ha gridato nel deserto! Avevamo preannunciato nostro malgrado l’intervento di Mediaset,se non ci sarebbero state evoluzioni.Orecchie da mercant.Costanzo perde tempo appresso a voi! il commento intimo dei nostri interlocutori.Trentotto giorni di promesse,con Palumbo sempre li in quel girone dannato-a combattere con i topi, con cui divideva e divide tutt’ora il formaggio. Abbiamo sperato fino alla fine di evitare la vergogna-sperando in una telefonata-che avrebbe aggiustato tutto.Ma è prevalso il delirio d’onnipotenza dell’Innominato-che non ha creduto all’interessamento di Costanzo-ai sopralluoghi Mediaset puntualmente riportati dalla stampa, alle annunciate riprese della troupe, nella cittadina del Medio Alto Casertano-alla partecipazione di Palumbo al talk-show più seguito d’Italia.Una Waterloo voluta, cercata, meritata-stavolta l’imbonitore, l’illusionista, l’Houdini di Piazzetta dei Martiri-è dovuto soccombere di fronte ad un agguerritissimo Costanzo-un ko clamoroso-botte devastanti che hanno indotto l’Innominato a parlare del suo fallimento-ringraziando chi aveva pubblicato l’allucinante storia-parlando di un gemellaggio che sarebbe partito nel 1997:che sarebbe costato una ventina di milioni.
Costanzo circuito dai due “pennivendoli”?Per verificare basta fare un giro in casa di Palumbo.Possibilmente prima che calino le tenebre.Perché l’anziano caiatino è ancora li, in quel tugurio senza luce, acqua e sevizi igienici.Al sindaco, alla giunta: la precedenza-a seguire le immacolate menti da macello di piazza Porta Vetere-curato e suore per chiudere la processione.
Platone ci è amico ma più amico è la verità!
Unico rammarico è quello di aver dato altra grande opportunità al primo cittadino di Caiazzo:farlo parlare con Costanzo-dopo l’ultima di qualche anno fa-quando lo facemmo telefonare da Luigi Necco, giornalista compagno” della Rai-che si occupava di un programma su inefficienze di enti , in onda su Raitre.Cum grano salis!(Con un po’ di sale in testa) Tutto questo si poteva evitare.
L’associazione di volontariato del luogo beata spettatrice
IN TANTI MESI UN PASSAGGIO IN MACCHINA A PALUMBO
Solo dopo il nostro interessamento è spuntata fuori la fantomatica associazione di volontariato. Cosa ha fatto in questi mesi? Fattisi vivi il giorno che la troupe di Canale 5 era a Caiazzo.Momento di gloria cercato da due giovani del luogo-che pur di apparire ha fatto di tutto-infilando una serie di autogol.Raccontando una caterva di bugie.L’aiuto dato al vecchietto in diversi mesi dall’associazione di volontariato: un passaggio in macchina offerto al povero Palumbo.Tutto qui. Gli asini come capre farebbero bene a comprendere il significato di volontariato
Giuseppe Sangiovanni
Dal comizio del sindaco Nicola Sorbo tenuto in Piazza Porta Vetere il 28 gennaio c.a, a margine del caso Palumbo, trasmesso da Canale 5 martedi 23 gennaio 2001, durante la trasmissione “Maurizio Costanzo Show”.
“Per mezz’ora in mia assenza Maurizio Costanzo con la complicità di due diffamatori di professione….ripeto due diffamatori di professione….che mi querelino se hanno il coraggio di farlo…ripeto diffamatori di professione…ho subito un processo di ridicolizzazione.
Il signor Giovanni Gosta, un esempio di dirittura morale. Chi è Giovanni Gosta? All’albo Pretorio del comune di Caiazzo, qualcuno di voi lo avrà anche letto, c’è scritto che il signor ….è stato scritto perché adesso è tolto dall’albo comunale…comunque è un atto ufficiale…c’è scritto che il signor Gianni Gosta, non può far parte dei giudici popolari, per un solo motivo: perché gli manca il requisito di cui all’articolo 9, lettera B, della legge 287-del 1951.
Che cos’è l’articolo 9 della legge 287 del 1951? E’ la mancanza di buona condotta morale, ripeto la mancanza di buona condotta morale: è un atto pubblico…è stato pubblicato all’albo pretorio e quindi autorizzato a saperlo, autorizzato a riferirvelo. Se il signor Gianni Gosta si sente leso mi quereli, io stò riportando un fatto.
Vi rendete conto dell’idiozia del signor Costanzo, di Gianni Gosta e di Giuseppe Sangiovanni
Cioè, queste persone hanno avuto la possibilità di massacrare me e di massacrare una comunità intera, sostenendo delle falsità. Se mi avessero consentito..anzitutto , avrei suggerito a Costanzo di allontanare Gosta da Palumbo: era il primo provvedimento da fare.
Gianni Gosta è andato a dire che voi lo minacciate, mentre voi tutti i giorni lo aiutate il signor Palumbo…Gianni Gosta ha davvero superato il colmo….Ma siamo talmente democratici, hanno scritto quelli di Rinascita, da consentirci il lusso di tenere qui, anche Gianni Gosta.
Martedi ho l’incontro con uno dei più grossi avvocati italiani, esperti in diffamazione a mezzo stampa…la comunità di Caiazzo si potrà permettere il lusso di spendere un bel po’ di quattrini…..perché chiederemo un risarcimento di venti miliardi al signor Costanzo….e chiederemo un risarcimento di sette miliardi al Direttore della Gazzetta di Caserta, che in questi anni ha sistematicamente buttato fango su una comunità operosa, su una comunità civile e su una amministrazione…consentitemelo, che si è inventata di sana pianta tutti i servizi sociali, che esistono sulla faccia della terra. Tutti!
Un’amministrazione civile che ha avuto il coraggio di buttar fuori dal comune Gianni Gosta, che dal 1985 distruggeva sistematicamente tutti gli atti deliberativi…siamo arrivati noi di Rinascita e lo abbiamo buttato fuori.
Perché andai dal Prefetto a dirgli questa semplice cosa: o il sindaco è un ladro o i dipendenti sono degli imbecilli o Gianni Gosta è un farabutto.
Se non siamo stati sciolti, se i dipendenti non sono stati licenziati, devo dedurne che il Prefetto ha scelto la terza ipotesi.
Ma Gianni Gosta aveva bisogno comunque di esprimere la sua rabbia…il fatto che non poteva consentire che solo lui aveva questo marchio..era necessario che tutta una comunità fosse uguale…perché questo è il suo principio di uguaglianza. Siete tutti uguali a me!
Da tutta Italia hanno capito che Maurizio Costanzo si è prestato al gioco di un farabutto che si chiama Gianni Gosta, teso a vilipendere l’onorabilità di Caiazzo.
Un gruppo di ragazzi volontari nel mese di novembre aveva cominciato a visitare il sig.Palumbo: un giorno arriva però il sig.Sangiovanni e dice: ragazzi non vi preoccupate, da oggi in poi ci penso io- cosi Giuseppe Sangiovanni lo ha lasciato nella merda. Doveva farlo, perché a lui in quel momento interessava una sola cosa: fregare il sindaco; come interessava Gianni Gosta, fregare il sindaco.
Vi rendete conto della follia di questi nostri concittadini!
Io me ne strafotto di Maurizio Costanzo! Me ne strafotto di Gianni Gosta! E me ne strafotto di Giuseppe Sangiovanni! Come può immaginare di offendere le suore, la comunità cattolica…ma esiste solo lui a Caiazzo stù Giuseppe Sangiovanni?
Io sinceramente spero che ad Antonio Palumbo gli abbiano dato qualcosa di soldi, come succede in tutte le trasmissioni e mi auguro che quei soldi l’abbia Antonio Palumbo, sinceramente mi auguro che quei soldi l’abbia Antonio Palumbo”.
SORBO FINISCE A BLOB
di Giuseppe Sangiovanni
Sorbo ancora Sorbo! La Waterloo di Nicola Sorbo, sindaco di Caiazzo, dopo la mitica puntata del “Maurizio Costanzo Show” in onda su canale 5,mercoledi scorso-è approdata in prima serata a Blob, trasmissione-cult di Raitre.Trasmessa con rito ossessivo da “Telekabul”-da diverse sere. Non bastavano gli incubi notturni, per l’onnipotente Nicola, diventato Nicolino poche sere fa, non per mano dei cronisti-killer: ridimensionato, umiliato, annientato dal santone della comunicazione italiana. Domande che hanno inchiodato il primo cittadino di Caiazzo(ancora per quanto?) producendo danni irreversibili nella fragile psiche di Sorbo-come emerso dal comizio-reazione all’allucinante figura rimediata su Canale 5, davanti a milioni di telespettatori. Sindaco che potrebbe non essere in più in grado di amministrare con serenità, una comunità che alle ultime elezioni provinciali gli ha tributato centottanta voti.Costanzo non gli ha teso nessuna trappola:è stato lui a dichiararsi fallito,(almeno in 4 occasioni)la comunità nel suo fallimento nulla c’entra.
E’ stato, lui ad andare incontro al “suicidio”, sapeva da mesi del caso Palumbo, degli altri casi, da anni.Perché l’Asl non è stata mai informata? Cronisti che avrebbero avuto la capacità di “circuire” Costanzo-che con la redattrice aveva raccomandato di evitare polemiche-tanto avrebbero “parlato” le immagini del tugurio “abitato” dall’anziano caiatino, dimenticato da tutti. E poi la storiella dell’autofinanziamento per il gemellaggio, (dal 1997?)-
I cinque/sei milioni all’anno, spesi -la fantomatica associazione di volontariato, esistente nella frazione-un’altra associazione di Caiazzo, che aveva avvisato sindaco e assessore alle politiche sociali-nei primi giorni di dicembre-con i risultati evidenti di questi giorni-il falso scoop dei cronisti killer, il ringraziamento agli stessi, per aver fatto da filtro con il servizio di assistenza sociale. Una serie di bugie e contraddizioni, vomitate da un sindaco ormai giunto alla frutta. Goffo tentatìvo, quello del comizio:una difesa disperata, pietosa-usando disprezzo contro chi lo aveva avvertito del caso-non solo pubblicando l’articolo, titolato “Vergogna”-ma segnalando, seguendo l’evoluzione del caso, in comune-con funzionari e tecnici dello stesso-prospettando l’arrivo delle telecamere, in caso di mancata soluzione del problema. Ma Sorbo ha scelto la linea dura, rinchiuso nel suo blindato ufficio-ha tirato troppo la corda , ha continuato ad ignorare Palumbo e chi sollecitava interventi:per tre settimane il nostro giornale aveva preannunciato l’interessamento di Costanzo, dell’arrivo della redattrice, dell’arrivo della troupe Mediaset, dell’imminente registrazione della puntata; e lui sornione è rimasto nella sua tana-cadendo dalle nuvole, sprofondando sotto terra, in quel funereo pomeriggio e serata , rispettivamente di martedi e mercoledì 23 e 24 gennaio. Giorni indimenticabili per Nicolino, verosimilmente stressato dagli incubi di quella serataccia-quando diversi milioni di telespettatori ha assistito alla disfatta. Si sarà però consolato, urlando la rabbia incubata nei giorni precedenti: nella “Via Veneto” caiatina-davanti a qualche centinaia di persone.
Da qualche giorno può accendere la luce, aprire il rubinetto andare in un vero bagno
RISOLTO IL CASO PALUMBO
Il miracolo avvenuto con l’intervento di Maurizio Costanzo
A quasi due mesi dall’esplosione del caso Palumbo(9dicembre-Gazzettino Casertano),S.Maurizio Costanzo, ha fatto il miracolo. Non era bastata la nostra voce che ha gridato per settimane nel deserto. Non sapendo più cosa fare avevamo inviato l’articolo ai redattori del talk-show più seguito della penisola- che titolava “Vergogna”, per le condizioni disumane a cui era costretto Antonio Palumbo. E Costanzo non si era fatto pregare, inviando redattrice, troupe e tecnici-per verificare e immortalare il misero tugurio di Palumbo. Dopo una trasmissione infuocata e tante polemiche, un giorno prima della replica del sindaco a Costanzo(5 febbraio)- gli angeli hanno trovato casa, con tutti i servizi all’anziano caiatino- che da qualche giorno può finalmente accendere la luce, aprire il rubinetto, andare in bagno, lavarsi con acqua corrente. Potenza della televisione! Pur tra mille polemiche e violenti attacchi(anche di colleghi arrivati sulla notizia bruciata),per aver scoperchiato il calderone degli orrori-oggi siamo felici e contenti di aver contribuito in mimima parte alla soluzione del caso. Non cercavamo nessuno scoop, intendavamo solo fare vivere in modo civile una persona anziana dimenticata tra l’indifferenza da tutti.
CASO PALUMBO: GRAZIE MAURIZIO COSTANZO
A tre mesi dallo scoppio del caso Palumbo(nella foto nella nuova casa), irradiato dalle telecamere di Canale 5-torniamo seppur brevemente a parlarne. Per dire poche cose. Per dire grazie a Maurizio Costanzo, che ci ha consentito di compiere, lasciatecelo dire una missione-per noi impossibile, nonostante il caso avesse occupato per tre settimane la prima pagina del nostro settimanale: ignorato dai reggenti di piazza dei Martiri Caiatini. Aver contribuito seppur in minima parte alla soluzione di un caso umano ci ha gratificato enormemente. Inutile ricordare cronologicamente tutte le omissioni, l’effetto tv, le dure accuse della gente “perbene” di Caiazzo e di San Giovanni e Paolo-che verosimilmente risponderanno davanti alla Magistratura dei veleni vomitati sui due nostri cronisti-che le avevano tentate tutte, prima di avvisare la redazione del “Costanzo Show”, attivatasi immediatamente nell’opera di sensibilizzazione, nella persona di Paola Bosco-chiamata perché un vecchietto 75enne viveva senza luce,acqua e servizi igienici- verità fotografata e ripresa dalle troupe di Canale 5 .
Grazie Costanzo.
PARLA IL SOCIOLOGO
Il caso Palumbo è l’occasione buona per riaffermare ciò che io avevo già nel 1998 evidenziato in un articolo apparso su un giornale locale (IL GIORNALE DI CASERTA ).In quella sede affermavo che se un tale paese resta “meridionale” spesso la colpa non è da addebitarsi alla cattiveria delle persone che si offrono come classe dirigente ma alla loro ignoranza,ovvero alla loro non conoscnza dell’ ambiente in cui come amministratori si trovano ad operare.Ero convinto, ed adesso lo sono più di allora,che per poter bene operare un’amministrazione deve avere un immagine puntuale della realtà , deve conoscere i problemi della popolazione che insiste sul suo territorio, in poche parole consigliavo, per poter bene operare, come primo atto uno screning sociologico.
Il caso Palumbo, comunque, solleva un problema la cui soluzione certamente non può essere demandata ad una semplice autonomia locale quale è il Comune; ma deve essere affrontata, a mio giudizio, a livello legislativo: secondo me, l’assistenza non si deve dare solo a chi ne fa richiesta ma soprattutto a chi ne ha bisogno, individuare le persone bisognose e quindi aiutarli, deve essere compito delle istituzioni (siano esse politiche o religiose o quant’altro..).Il caso di Palumbo sta a testimoniare che le attuali politiche sociali hanno fallito.Sono stati stanziati fondi per l’assistenza domiciliare, ma Palumbo non usufruisce di nessuna assistenza; sono stati stanziati fondi in aiuto per chi vive in case a fitto, Palumbo non ha una casa, ha un reddito da fame eppure non ha usufruito di nessun’aiuto per quanto riguarda la casa e così di seguito. Il problema delle attuali politiche sociali secondo me, sta proprio nel fatto che per poterne usufruire si deve farne domanda (la tal cosa la può fare sia il diretto interessato come chiunque ne sia a conoscenza). Da persone nelle condizioni di Palumbo quindi analfabeti, anziani, lasciati soli a se stessi, senza parenti prossimi che possono prestargli aiuto; come si può pensare che sappiano, senza che nessuno gli e lo dice, che lo Stato prevede anche per loro (seppure non previdenti o forse soltanto perché sfortunati in gioventù) una vita dignitosa? Se diverse persone si trovano nelle condizioni di Palumbo è proprio perché da sole non riescono a badare a se stesse. Uno Stato può definirsi moderno o da terzo millennio solo se riesce a dare una risposta e trovare una soluzione a simili problematiche.
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