Calabria. ‘Ndrangheta’, maxi blitz, 48 arresti ‘importanti’, si dimette il segretario UDC Cesa

Raffica di arresti; ecco quanto accaduto

Sono state coinvolte  tutta una serie di persone tra cui boss mafiosi, imprenditori, colletti bianchi e pure politici, come il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, che risulta indagato, e l’assessore al Bilancio in Calabria Francesco Talarico, finito ai domiciliari.
Sono nomi pesanti quelli coinvolti nella maxi-operazione contro la ‘ndrangheta coordinata dalla Procura distrettuale di Catanzaro.
Alle prime luci dell’alba 370 uomini delle forze dell’ordine, supportati da un elicottero e quattro unità cinofile, hanno eseguito 48 misure di custodia cautelare su tutto il territorio nazionale.
Nell’inchiesta, denominata “Basso profilo”, sono coinvolti alcuni tra i maggiori esponenti delle ‘ndrine’ più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro, tra cui ‘Bonaventura’ ‘Aracri’, ‘Arena’ e ‘Grande Aracri’.
A vario titolo sono contestati i reati di associazione mafiosa, corruzione, scambio elettorale politico-mafioso, rivelazione di segreto, associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e al riciclaggio, intestazione fittizia di beni, traffico di influenze illecite, accesso abusivo ai sistemi informatici, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente nell’ambito di appalti pubblici.
La casa romana del politico è stata perquisita. Queste le dichiarazioni di Lorenzo Cesa “Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura.

E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato”, quanto affermato da Cesa, che incassa la solidarietà dei suoi tre colleghi di partito in Senato.

L’assessore al Bilancio in Regione Calabria, Francesco Talarico, segretario regionale dell’Udc, è invece ai domiciliari.

Nel comunicato della procura si legge che nel corso delle indagini “la consorteria ‘ndranghetista” ha interferito nelle “Elezioni Politiche del marzo 2018, per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nel corso delle quali ha stipulato un ‘patto di scambio‘” con Francesco Talarico, all’epoca candidato a Montecitorio e risultato il secondo dei non eletti.

Per i pm, l’obiettivo dei boss era quello di ottenere “appalti per la fornitura di prodotti antinfortunistici” banditi da enti pubblici “attraverso la mediazione dell’europarlamentare Lorenzo Cesa in cambio della promessa di un ‘pacchetto’ di voti” per il candidato del suo partito.

Agli arresti domiciliari è finito l’assessore regionale al bilancio Franco Talarico, segretario regionale dell’Udc ed ex presidente del Consiglio regionale. Anche la sua casa a Lamezia è stata passata al setaccio. Quarantanove gli arresti, 13 in carcere e 36 ai domiciliari.

Coinvolti nell’operazione amministratori locali, imprenditori, il notaio Rocco Guglielmo di Catanzaro, interdetto dalla carica, oltre a una schiera di ‘ndranghetisti legati alle due famiglie mafiose del Crotonese.

La Dia ha effettuato anche il sequestro di beni per un valore di cento milioni e accertato un movimento di denaro illecito per oltre trecento milioni di euro

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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