Covid-19, la pandemia incrementa il consumo di droga e alcol

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Con l’obiettivo di fare luce su un dramma che durerà per molto tempo a seguito della crisi sociale strettamente legata alla pandemia, ai condizionamenti che il Coronavirus ha imposto alle nostre vite; il programma televisivo “Le Iene” ha dedicato nei giorni scorsi un servizio di approfondimento sul consumo di droga, in aumento fra i tossicomani gravi e i soggetti psicologicamente più fragili, sulla base delle esperienze riscontrate nel territorio comprensivo dei comuni di Modena e Bologna dallo psicoanalista Maurizio Montanari e dal medico Michele Garagnani, che si occupano di disagio psicologico, fisico e mentale con il centro multidisciplinare di psicoanalisi applicata Libera Parola. Fra le nuove vittime della tossicodipendenza figurano gli adolescenti che riescono grazie all’uso di Internet e dei social a procurarsi con facilità le droghe più diffuse fra i giovani. Possono infatti essere reperite ed ordinate droghe sintetiche, quali gli acidi, attraverso “una rete capillare di telefonate, bigliettini, corrieri, Whatsapp, social network e dark web che arriva alla consegna a domicilio” secondo un sistema di spaccio che risulta meglio strutturato in funzione del suo adattarsi all’evoluzione tecnologica. In seguito a quanto spiegato, Montanari evidenzia che il venir meno dei rapporti sociali con l’allentamento dei contatti e “il mancato controllo della scuola, garantito con occhio attento e rischio sanzioni sui comportamenti” hanno spinto sempre più giovani a cercare rifugio, così come accade con l’abuso di cibo, alcol o psicofarmaci, nella “soddisfazione” attribuita al mondo degli stupefacenti. Guardando all’impatto esercitato sulla psiche dalla seconda ondata dell’emergenza sanitaria, la rassegnazione che è andata progressivamente sostituendosi alla speranza di poterla ritenere superata entro l’estate emerge tra i motivi predisponenti alla fuga nella droga: “se non c’è scampo, perchè mi devo preservare? “L’allarme riguarda anche l’abuso di alcol. Senza il limite di dover andare a scuola o al lavoro, di dover guidare o comunque uscire, sono stati sdoganati gli abusi in casa da soli” chiarisce Garagnani. “L’aumento di tossicodipendenti e alcolisti è un dramma che non si risolverà con la fine della pandemia” in considerazione dei danni derivanti tanto dall’abuso di droghe che va indirizzandosi verso l’assunzione di eroina e cocaina, quanto di alcol, che rappresenta un diverso volto della stessa piaga sociale, quella del consumo di droghe, che distrugge mente e fisico di chi resterà in questo tunnel per anni: “se continuiamo a trascurare il problema, pagheremo prezzi sociali e individuali molto alti” conclude Montanari.

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