‘Il rito’: dopo le feste c’è quasi sempre da fare i conti con qualche imprevisto

Il nostro autore racconta che, passate le feste, rimane ancora da celebrare un rito, molto doloroso ma necessario.

Ormai erano rassegnati: di lì a poco si sarebbe svolto il rito.

Il solstizio d’estate era giunto e il loro destino stava per compiersi.

Avevano vissuto quella breve stagione della loro vita ben coperti, al riparo dalle intemperie, occultati a sguardi indiscreti o indagatori.

Chi li aveva visti crescere in cattività se ne era quasi compiaciuto, immaginando il doloroso, ma liberatorio, distacco finale.

A dispetto della sua crudezza, il rito era caratterizzato da un’assoluta mancanza di pregiudizi o discriminazioni.

Qualunque fosse la loro dislocazione, la pigmentazione, il numero, la dimensione o la morfologia erano tutti accomunati da uno stesso destino.

L’aumento costante della temperatura li aveva già messi sull’avviso e sapevano che l’improvvisa esposizione alla luce sarebbe stata il preludio della fine.

Godevano della carezza dell’aria e del tepore del sole che li riscaldava: quel sole che, allo stesso tempo, beffardo, ne rivelava però l’esistenza sino ad allora tenuta nascosta.

Finendo per tradirli, condannandoli all’inevitabile destino di essere strappati dalle proprie radici.

Così, ogni estate,in un rito che faceva da preludio alla prova costume, sul lettino dell’estetista s’interrompeva la breve esistenza dei peli di braccia, gambe e ascelle.

Solo momentaneamente, però.

Nel giro di qualche mese i bulbi piliferi sarebbero riusciti a prendersi la rivincita.

Giovanni Renella, nato a Napoli nel ‘63, vive a Portici. Agli inizi degli anni ’90 ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI. Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017). Nel 2017 con il racconto “Bellezza d’antan” ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto “Sovrapposizioni”. Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018). Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni. Il libro ha meritato il Premio Speciale della Giuria al Premio Letterario Internazionale Città di Latina. Nel 2020 il racconto “Vigliacco” è stato inserito nell’antologia “Cento Parole” e il racconto “tepore” è stato inserito nell’antologia “Ti racconto una favola”, entrambe pubblicate dalla Casa Editrice Kimerik. Inoltre, con il racconto “Come un dito nel culo”, pubblicato dalla Giovane Holden nel volume n. 7 “Bukowski. Inediti di ordinaria follia”, è risultato finalista al Premio Bukowski. Sempre, nel 2020 i suoi racconti“Il sogno”, “Innocente evasione” e “Mamme!”sono stati premiati e inseriti nell’antologia “Io resto a casa e scrivo” edita dalla Kimerik. 

(di Giovanni Renella – Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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