LA CISL CASERTA AFFONDA SU POSTEITALIANE

CASERTA. La   SITUAZIONE delle Posteitaliane un po’ in tutta la provincia casertana non è delle migliori questo quanto emerso dalla CISL Caserta.Dopo mesi di lavoro ad alto rischio, ora che si avvicinano le festività natalizie la situazione dei lavoratori di Poste Italiane, sia in termini di organico che di carichi di lavoro, sta diventando insostenibile. È la denuncia di SLC CGIL e Camera del Lavoro di Caserta.

“Come già dall’inizio della pandemia, lo scorso marzo, sottolineano Matteo Coppola, Segretario Generale CGIL Caserta, e Sonia Oliviero, Segretaria Generale SLC Cgil Caserta “tutte le lavoratrici e lavoratori di Poste Italiane stanno dimostrando un enorme senso di responsabilità, pienamente consapevoli del loro ruolo in un momento di limitata mobilità per l’intero paese. Nonostante i rischi  a cui sono esposti giorno dopo giorno, il personale del recapito e di sportello è letteralmente in prima fila a sostegno della cittadinanza, spesso pagando un alto prezzo. Proseguono ancora  in un periodo – quello delle festività natalizie – in cui già normalmente si moltiplicano i carichi di lavoro per il personale dei centri di recapito (mole di lavoro già aumentata esponenzialmente in tempo di pandemia) i lavoratori vengono caricati oltre ogni regola, producendo un insostenibile e preoccupante stress, sotto le pressioni e l’indifferenza di un’azienda che ha dimostrato a più riprese di anteporre il profitto alla tutela e alla dignità di ogni singolo lavoratore.

Corre l’obbligo di segnalare lo sfruttamento incontrollato dei lavoratori con contratto a tempo determinato impegnati in questi ruoli. Con la minaccia di non vedersi rinnovato il contratto, lavoratrici e lavoratori addetti al recapito di pacchi e corrispondenza subiscono un sovraccarico impressionante di lavoro, con con evidenti limitazioni dei normali livelli di sicurezza”.

“Analoghe criticità si registrano negli uffici postali (come Caserta, Maddaloni Marcianise e in generale tutti gli uffici della Provincia), dove evidente è la situazione di carenze strutturali del personale applicato agli sportelli, a cui si aggiunge la solita logica del profitto. Per ovviare alla politica aziendale che prevedere l’azzeramento delle ferie residue entro la fine dell’anno (a fronte del raggiungimento del budget aziendale), si lasciano uffici sguarniti di personale, caricando oltremodo gli sportellisti sui quali già pesano tutte le nuove operatività previste dai provvedimenti governativi in merito all’emergenza Covid”.

“La carenza di personale in Poste Italiane sta assumendo dimensioni preoccupanti, causando ripercussioni sui lavoratori ma anche sui cittadini, che subiscono le inevitabili ricadute in termini di qualità del servizio. Poste Italiane non può sfuggire ai problemi: la CGIL ha più volte ribadito che senza un intervento strutturale su organici e rispetto delle regole si rischia un tracollo sociale preoccupante, in termini di lavoro e di servizi offerti al cittadino. La tutela viene prima di qualsiasi logica aziendale. Dinanzi al perpetrarsi di tali atteggiamenti aziendali e all’indifferenza davanti all’evidenza di tali criticità, ci riserveremo di coinvolgere ogni organo preposto alla salvaguardia dei lavoratori e della loro dignità

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