Maradona ‘Adiòs’: Ultime ore di vita e risultato dell’autopsia del ‘campione dei campioni’

 

Ripercorriamo gli ultimi minuti di vita del Pibe De Oro secondo la ricostruzione della Procura di San Isidro e riportata da un noto quotidiano argentino che è stato il primo a dare la notizia della morte di Maradona.

Diego era stato operato il 3 novembre al cervello a causa di un ematoma subdurale che aveva generato un coagulo in una regione del cervello.

L’11 novembre viene dimesso dall’ospedale e trasferito nell’abitazione di San Andres per proseguire la riabilitazione e sconfiggere la dipendenza alcoolica che l’aveva fatto sprofondare in una crisi depressiva.

Alle ore 11.30 di mercoledì 25 novembre lo psicologo Carlos Dìaz e la psichiatra Augustina Cosachov entrano nella stanza del campione argentino e subito si rendono conto che qualcosa non va.

Diego non risponde ma inizialmente pensavano che dormisse.

Nella casa sono presenti anche il nipote e un assistente dell’ex fuoriclasse argentino.

Dopo un po’ provano a svegliarlo ma non arrivano cenni di vita.

Così chiamano i primi soccorsi: arrivano i sanitari che provano la rianimazione cardiopolmonare. Niente. Diego non reagisce.

Vengono chiamate numerose ambulanze, circa una decina. Nel frattempo un medico chirurgo che abita nelle vicinanze prova a soccorrerlo

Quando arrivano i rinforzi, oltre al medico Leopoldo Luque (quello che lo ha operato al cervello), vengono portate avanti le manovre di rianimazione con somministrazione di adrenalina e atropina, prima di constatare il decesso.

Nel frattempo arrivano al capezzale del Pibe de Oro anche le figlie DalmaGianinna e Jana e l’avvocato Matìas Morla.

Secondo il risultato preliminare dell’autopsia, la morte è stata determinata da uno scompenso cardiaco acuto che ha generato un edema polmonare.

La notizia inizia a diffondersi intorno alle 13.20 (le 17.20 in Italia) e viene confermata dalla Procura Generale di San Isidro, con il procuratore John Broyad che dispone l’esame autoptico poi effettuato intorno alle ore 19 (23 in Italia) all’ospedale di San Fernando.

Le indagini, guidate da un pool di tre magistrati, sono chiamate a stabilire le cause che hanno portato al decesso.

Maradona negli ultimi giorni, secondo quanto descritto dai suoi familiari e dalle persone che lo frequentavamo, era molto ansiosodepresso e angosciato.

Il suo staff medico valutava la possibilità di proseguire la riabilitazione a Cuba, isola dell’amico Fidel Castro (morto anche lui il 25 novembre, ma dell’anno 2016) dove già curò in passato la sua dipendenza dalla cocaina ma non c’è stato tempo.

Diego è morto probabilmente nel sonno. Triste, solitario y final. Se ne è andato con il rimorso di non aver riunito tutti i suoi figli in occasione dei 60 anni: oltre a Dalma e Gianinna, anche Jana, Diego Fernando e Diego Armando Maradona jr, il figlio napoletano che proprio nelle scorse ore è stato dimesso dall’ospedale Cotugno di Napoli dopo settimane di ricovero per positività al coronavirus.

Il presidente argentino Alberto Fernández ha disposto tre giorni di lutto nazionale a partire da mercoledì 25 novembre.

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