Il Presepe vivente

Trascorse le festività autunnali, ci si avvia verso il Natale. Mario Pasquale racconta il Presepe vivente, com’è stato rappresentato dal 2015 

SAN GIORGIO A CREMANO (NA) –  Nella chiesa di Santa Maria dell’Aiuto il Natale 2020 si sarebbe dovuto celebrare anche con la VI edizione della Sacra rappresentazione del Presepe vivente, una cerimonia ormai consolidata. Un evento quasi istituzionale con centinaia e centinaia di persone impegnate tra artisti, ballerini, coristi, figuranti, sarte, truccatori, valenti carpentieri e pittori per la costruzione delle scene. Tutti uniti e con lo stesso spirito per allestire il Presepe e far partecipare la popolazione  alla nascita del Bambeniello, il Santo Natale, la ricorrenza più bella e sentita.

La realizzazione del Presepe vivente, proposto dal 2015 per volontà della autorità parrocchiali, mi venne affidata dal primo momento. Da allora, con la mia compagnia Le Ali del Teatro, coadiuvato dalla co-regista Maria Giustiniani,  nonostante varie difficoltà, abbiamo sempre rinnovato l’impegno attirando l’attenzione di testate giornalistiche locali e della RAI.

La  particolarità di questo Presepe era che ogni anno la venuta di Dio sulla Terra veniva allestita con scene e presentazioni di volta in volta differenti. Già alla fine del mese di  gennaio si iniziava a pensare come stupire i visitatori l’anno successivo, come creare qualcosa che rimanesse impresso nella mente. Purtroppo l’emergenza sanitaria in corso ha impedito che la VI edizione di questa iniziativa prendesse forma.

Certo, anche senza Presepe vivente si vivrà il Natale: la comunità parrocchiale sarà vicino ai fedeli con una celebrazione più austera ma sicuramente ricca di sentimenti.

Nel frattempo, vorrei proporre un piccolo ricordo di ciò che è stato fatto in questi cinque anni.

2015. Due personaggi immaginari accolgono i visitatori e li trasportano in un viaggio nel tempo, con cinque scenografie: le Profezie, l’Annunciazione, La Visitazione, la Nascita e il Battesimo di Gesù.

2016. Un barcone trasporta emigranti, mentre si rievoca la fuga in Egitto della Sacra Famiglia con canti e musica. Il tutto preceduto da una processione per le vie di San Giorgio a Cremano con figuranti vestiti con abiti d’epoca e negozi trasformati in botteghe d’arte e di mestieri antichi.

2017. La volontà e il pensiero fisso di un vecchietto che spera sempre che la venuta di Gesù possa avvenire a Napoli. Il suo desiderio viene esaudito e da qui si verificano un susseguirsi di avvenimenti che fanno sì che Gesù possa nascere nei vicoli di Napoli portando fiducia e speranza nel futuro.

2018. Scioperano i pastoni perché vengono utilizzati una sola volta all’anno e poi riposti nello scatolone insime ai sentimenti e lo spirito di Natale. L’unico che può salvare questo spirito è Luca Cupiello, da sempre costruttore ufficiale del Presepe, che convince i pastori a tornare.

2019. Rievocazione storica del Natale di Greccio, così come lo vide e lo realizzò San Francesco con l’aggiunta di po’ di Napoli.

La compagnia Le Ali del Teatro augura a tutti che questa catastrofe che ha colpito l’intero pianeta possa finire presto. Da essa si dovrà necessariamente trarre un grande insegnamento, quello di essere più attenti e voler bene alla Natura e ai nostri simili.

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