Vairano Scalo. Il Comune ‘sconfigge’ l’Anticorruzione al TAR che boccia il ricorso contro un appalto

Con sentenza n. 3982/2020, il TAR Campania ha bocciato la richiesta, 

formulata dall’ANAC, acronimo di Autorità Nazionale Anti Corruzione, di annullare la gara indetta dal Comune di Vairano Patenora per l’efficientamento della pubblica illuminazione.
La controversia è sorta, nel gennaio scorso, a seguito di un Parere dell’Anticorruzione che contestava gravi violazioni al Codice degli Appalti riscontrate nella procedura di gara e invitava l’Ente ad adeguarsi.
Il rifiuto comunale è stato netto e deciso e ciò ha comportato l’immediato ricorso al TAR da parte dell’Autorità, che ha assediato il Tribunale con reiterate e vane richieste di un intervento urgente per la sospensione della gara, nelle more della conclusione del giudizio.
Il Comune si è opposto con tenacia e, dopo ben quattro provvedimenti, che respingevano le richieste ANAC, il Tribunale ha definitivamente accolto le ragioni del piccolo Comune casertano e respinto, nel merito, il ricorso ANAC.
Il motto sullo stemma cittadino “Vairanum impugnans in nullo profecit” (assediando Vairano non ottenne nulla), rivolto nel 1193 all’imperatore Enrico VI, riemerge attuale oggi, ma rivolto ad un’Autorità la cui autorevolezza mai avrebbe lasciato presagire la vittoria – senza se e senza ma – del fiero Comune di 6000 anime.
Il Giudice ha riconosciuto il diritto dell’Autorità ad impugnare la gara, in forza di una precisa norma del Codice che ne legittima la costituzione in Giudizio, quando rileva gravi violazioni del Codice da parte di una Stazione appaltante.
Ma ha dichiarato infondato un ricorso, fondato sulla presunta illegittimità di una clausola che non può determinare “l’illegittimità del bando di gara nella sua interezza”.
Insomma, ANAC ha utilizzato un cannone per sparare ad una mosca, la clausola con cui i Comuni soci di ASMEL Consortile imputano, in capo all’aggiudicatario, un corrispettivo per i servizi di committenza che essa eroga.
«Una clausola -afferma Michele Iuliano, CEO di ASMEL Consortile- da noi applicata fin dalla prima gara con l’avallo esplicito della stessa Autorità. Sono poi intervenute le proteste di CONSIP, che sostiene di essere l’unica Centrale legittimata a imputare il corrispettivo, e le oscillazioni dell’Autorità, che dal 2012 al 2018 è riuscita ad esprimersi sul punto con ben otto pronunce, ognuna a smentire quella precedente».
«A fronte di tanta incertezza -incalza Francesco Pinto, consigliere ai rapporti istituzionali- ci siamo adeguati alla Sentenza 3042/2014 del Consiglio di Stato, che ne sancisce la piena legittimità.
Nella gerarchia delle fonti, il Consiglio di Stato è al vertice, ben al di sopra di ANAC. Abbiamo applicato la clausola oltre 5000 volte.
Beninteso, quando e se il Giudice esprimerà una nuova e diversa posizione, ci adegueremo prontamente, visto che la Centrale è composta esclusivamente da Enti pubblici.
Anzi è divenuta, dopo 7 anni di attività, la prima Centrale di proprietà comunale con i suoi 1589 Comuni soci in tutt’Italia. ANAC non spiega perché si accorge solo a gennaio della presenza di “gravi violazioni” e le ragioni di tanto accanimento dopo tanti anni e tante gare.
Sarebbe bastato confrontarsi con la Centrale e se anche ne fosse conseguito un contenzioso, sarebbe comunque emersa da tempo una risposta definitiva su una questione che coinvolge oltre un migliaio di Comuni.
Il classico vezzo degli apparati romani che evitano il confronto con le associazioni rappresentative, a meno che non siano accondiscendenti. ANAC ha sbagliato con solo con ASMEL, ma soprattutto con i Comuni».
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Vairano Patenora Bartolomeo Cantelmo: «Si conclude un’assurda vicenda giudiziaria che pesava su una procedura di grande importanza per la nostra comunità, la messa in sicurezza e l’efficientamento della pubblica illuminazione.
Questa amministrazione, sicura della bontà del suo operato, nonostante il parere negativo e la contestuale richiesta di annullamento da parte di ANAC, coadiuvata egregiamente dalla nostra Centrale di committenza, ha comunque portato a termine la procedura di affidamento dei lavori, per assicurare la realizzazione di un’opera pubblica tanto attesa dai cittadini.
Con questa sentenza si chiude l’ennesimo tentativo di boicottaggio dell’azione amministrativa, naturalmente con un aggravio di spese per i contribuenti, con il rammarico che noi amministratori dobbiamo combattere anche contro organi istituzionali, che dovrebbero, credo, sostenere il loro operato e non ostacolarlo».
(ASMEL – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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