Riforma della Curia e finanze al centro del confronto via web convocato da Papa Francesco

Si lavora da anni alla nuova Costituzione apostolica sulla riforma della Curia Romana e per il governo della Chiesa.  Si pensava potesse essere promulgata e pubblicata il 28-29 giugno 2020 la nuova Costituzione dal titolo provvisorio “Praedicate Evangelium”, che sarebbe andata a sostituire la Pastor Bonus di Giovanni Paolo II, promulgata 32 anni fa, il 28 giugno 1992.

A complicare la conclusione dei lavori, la pandemia da coronavirus. Non ebbe infatti luogo la sessione di aprile e la conseguente prosecuzione della lettura del testo, dopo essere stato “rielaborato alla luce dei contributi offerti dai Dicasteri della Curia Romana e da alcuni esperti” in occasione dell’ultimo incontro svoltosi nelle giornate dal 17 al 19 febbraio 2020.

La riunione del C9 di appena una settimana fa (si è svolta,infatti,il 13 ottobre), è solo l’ultima in ordine di tempo partendo dalla data del primo incontro avvenuto il 1 ottobre del 2013.

Il C9, il Consiglio dei Cardinali attualmente composto solo da sei cardinali e due segretari, fu istituito dallo stesso Francesco col Chirografo del 28 settembre 2013 con un duplice obiettivo: essere consigliato nel governo della Chiesa universale e studiare al contempo un progetto di una nuova Costituzione apostolica sulla Curia. Oltre alla riforma sulla Curia, non è passata inosservata l’analisi finanziaria, che non poteva non essere fra i temi da prendere in esame, soprattutto a seguito del non poco clamore suscitato dagli ultimi scandali a cominciare dalla vicenda dell’acquisto del Palazzo di Londra, gestita dal dicastero retto dal Segretario di Stato, Pietro Parolin, fino a giungere al caso Becciu.

A caratterizzare questa riunione, la decisione di imprimere una spinta alla realizzazione della riforma. Pertanto al papa sarebbe pervenuta la richiesta, da parte del ristretto Consiglio dei Cardinali, di una data per la pubblicazione della nuova Costituzione, dopo la consegna di un dossier contenente una copia stampata del documento con le ultime modifiche necessarie, alle quali sarebbe dovuta seguire la sua revisione finale avvalendosi dei consiglieri geograficamente a lui più vicini: Pietro Parolin ed il card. Bertello, rispettivamente Segretario di Stato e  “Governatore” del Vaticano.

Ad incidere sulla decisione di dare uno sprint finale alla riforma sembrerebbe essere stata anche la sostituzione dei cardinali Parolin, Collins e Bozanic in favore del filippino Tagle, l’elemosiniere Krajewski e l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi, quali nuovi tre membri della Commissione Cardinalizia di Vigilanza sullo IOR, la Banca Vaticana.

Potrebbe dunque cambiare per sempre la struttura ecclesiastica della Santa Sede guardando ad una riforma, i cui contenuti, in breve tempo, dovrebbero apportare quelle modifiche sostanziali che puntano a semplificare l’organizzazione clericale ; riformando in particolare quei meccanismi che risultano desueti, non mancando, però, di portare un’innovazione non di poco conto: la laicizzazione nella gestione parrocchiale ed ecclesiastica.

Una prima semplificazione si avrebbe nel cambio di titolazione che avvierebbe il passaggio Congregazioni – Dicasteri, anche se sono tuttora già esistenti. Ciò potrebbe vedere i laici alla guida dei ministeri del Vaticano in assenza di una prescrizione che ponga al vertice, nel ruolo di prefetto, un porporato, un vescovo o un consacrato mentre, allo stesso tempo, viene meno l’istituzione delle Congregazioni così come le conosciamo.

Segue la questione della Congregazione per la Dottrina della Fede, cioè l’ex Sant’ Uffizio, con una sorta di “declassamento” per la figura del prefetto anche definita “custode della fede”.

Un’ unica funzione per la quale sarebbe previsto un obbligo specifico in favore di un porporato è quella del Segretario di Stato.

Infine,verrebbe ad essere un po’ depotenziata la prefettura della Casa pontifica.

Importanti cambiamenti sono stati proposti e già realizzati dal Consiglio ristretto dei cardinali come la creazione dei dicasteri e l’accorpamento di altri.

Nel suo discorso alla Curia romana (21 dicembre 2019)  Papa Francesco si soffermò “sulle grandi sfide e i necessari equilibri, molte volte non facili da realizzare, per il semplice fatto che, nella tensione tra un passato glorioso e un futuro creativo e in movimento, si trova il presente in cui ci sono persone che necessariamente hanno bisogno di tempo per maturare”. Durante la riforma il mondo e gli eventi non si fermano in quanto – prosegue il Papa –  “le questioni giuridiche e istituzionali vanno risolte gradualmente così come le circostanze storiche vanno gestite nella quotidianità propria di un mondo che vive non solo in un’epoca di cambiamenti ma di cambiamenti epocali”.

Da qui l’urgenza di una nuova mentalità pastorale e missionaria ad ogni livello della Chiesa Cattolica per la quale alcuni cambiamenti sono già in atto, anche se nel senso stretto di una riforma interna della Chiesa, il programma di Francesco è fermo, di fronte alla richiesta di aprire un’eccezione regionale al celibato ecclesiastico e di creare ministeri simili al diaconato per le donne.

Un teologo italiano che insegna in Germania, don Marcello Neri, ha lamentato che per molti Francesco non passerà alla storia come il Papa delle riforme della Chiesa, ma come colui che non ha mantenuto le promesse non avendo trovato “sponda adeguata nel personale episcopale cattolico”.

Rispetto alla riforma della Curia, si guarda alla riorganizzazione dei dicasteri mentre sul piano della gestione dei fondi finanziari ne viene ancora una volta messa in discussione la sua “trasparenza”.

Da quando il C9 ha iniziato il suo operato sono però trascorsi 7 anni. Ci si aspettava che il percorso della riforma della Curia si sarebbe avviato e concluso in tempi rapidi.

Stando alle parole del cardinale Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) rilasciate nel corso di un’intervista alla “Voce e il Tempo” la dilazione temporale fu riferita al fatto che “l’amministrazione economica della Santa Sede presentava così gravi lacune e distorsioni da richiedere una corsia di precedenza nei lavori,in vista di una radicale revisione. In un settore di vitale importanza filtrarono abusivamente interessi inammissibili per la Chiesa. Il nuovo dicastero preposto a questo settore è un primo, notevole frutto della riforma all’insegna dell’assoluta trasparenza, come voluto con determinazione dal Papa”.

L’articolo Riforma della Curia e finanze al centro del confronto via web convocato da Papa Francesco proviene da BelvedereNews.


(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Teleradio News

tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935; mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati