Caiazzo. Chiosco ‘fluttuante’ progettato per la frazione? amaro sarcasmo della minoranza ‘Bene Comune’

Torna sulla vicenda del chiosco da abbattere e quindi pericolante perché costruito su base franosa, senza adottare le necessarie precauzioni, il gruppo consiliare di minoranza “Bene Comune”, capeggiato dal colonnello Michele Ruggieri domandandosi con malcelato sarcasmo se avessero pensato a una struttura fluttuante, tanto da far immaginare agli avventori di essere in crociera ovvero “com’è stato possibile che tante professionalità, esperti e dotti Amministratori della nostra città non si siano resi conto, in quel momento, che le fondazioni, progettate e realizzate a quella ridicola profondità, non sarebbero state idonee a sopportare il peso del chiosco?

Dalla relazione geologica allegata al progetto del chiosco-bar di SS.Giovanni e Paolo -incalza la minoranza- si  evince che, in quel punto, il terreno si presenta stratificato e di natura differenziata: fino alla profondità di 4 metri è presente terreno vegetale e di riporto; dai 4 ai 6,80 metri limo-sabbioso e argilloso; oltre i 6,80 metri terreno arenaceo.

Anche il tecnico progettista più inesperto sa che le fondazioni, con questo tipo di terreno, devono essere spesse e collocate nello strato più profondo di terreno costituito da limo sabbioso e argilloso.

Ed invece nella circostanza vennero realizzate fondazioni spesse 10 centimetri e profonde solo 70 centrimetri, che poggiavano quindi sul terreno vegetale e di riporto, praticamente come una zattera su terreno molle…

Tutti saremmo portati a pensare, in prima battuta, ad un clamoroso e colossale errore progettuale; ma basta un attimo e si fa strada l’interrogativo su come mai nessuno si sia reso conto dell’evidente errore del progettista!

Com’è stato possibile che tante professionalità, esperti e dotti Amministratori della nostra città non si siano resi conto, in quel momento, che le fondazioni, progettate e realizzate a quella ridicola profondità, non sarebbero state idonee a sopportare il peso del chiosco?

La risposta forse andrebbe ricercata in un quid che sfugge a noi comuni mortali.

Ci siamo sforzati di capire, abbiamo effettuato ricerche e forse siamo giunti a una conclusione: Sindaco e collaudatore dell’opera di allora, rispettivamente Giaquinto (ma non è un geometra?) e ingegnere Marra, come i più avveniristici progettisti che immaginano città fluttuanti sul mare, dai design futuristici, anche a Caiazzo, hanno immaginato il chiosco-bar fluttuante sul terreno vegetale e di riporto.

Peccato che l’esperimento, realizzato a spese dei caiatini, non sia riuscito, per cui –conclude il capogruppo Ruggeri-adesso, sempre a spese dei caiatini, il sindaco Giaquinto e il tecnico comunale ingegnere Marra (gli stessi di allora, sigh!) tentano di correre goffamente ai ripari, investendo altri 45.000 euro. Complimenti Sindaco“.

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