Il Benevento in rimonta vince a Marassi, esordio da sogno

Esordio da sogno per il Benevento di Pippo Inzaghi che vince la sua prima partita dal ritorno in Serie A con una clamorosa rimonta in casa della Sampdoria per 3-2. Finisce sotto di due gol (Quagliarella e Colley) la squadra giallorossa, ma non smette mai di crederci e di attaccare e, alla lunga, domina la formazione di Ranieri che finisce alle corde, subisce la rimonta (doppietta di Caldirola) e, nel finale, il colpo del ko di Letizia che ribalta completamente il risultato. Primo tempo frizzante ed equilibrato, giocato su ritmi alti da entrambe le squadre. Incisiva in avvio la Sampdoria che trova già un’occasione al 6′ con Bonazzoli ma, sul capovolgimento di fronte, risponde il Benevento con Insigne. All’ 8′ arriva il gol che sblocca la partita: disastro di Montipò che passa il pallone a Bonazzoli in area di rigore, assist per Quagliarella che segna il più facile dei suoi 165 gol in Serie A. Al 18′ arriva il raddoppio della Samp con Colley che spinge di testa un cross dalla destra di Candreva.

Al 34′ arriva il gol che accorcia le distanze per il Benevento: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla respinta da Tonelli viene calciata al volo da Caldirola che segna il suo primo gol in Serie A.

La ripresa vede i giallorossi spingere tanto da costringere Colley all’errore in fase d’appoggio con Insigne che si invola ma il suo diagonale finisce a lato.
I due tecnici decidono di operare alcuni cambi così Thorsby, Depaoli e Ramirez entrano in luogo di Verre, Candreva e Bonazzoli per la Sampdoria, mentre c’è Improta, davvero prezioso il suo contributo, per Dabo. Proprio l’ex Genoa serve al centro per Insigne, poi in acrobazia Moncini  mette a lato.
Al 26′ il Benevento trova il pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto ancora da Improta sui cui di testa Caldirola trova l’impatto vincente.
Inzaghi fa entrare Sau e Lapadula per Caprari e Moncini e quindi Hetemaj e Tuia per Insigne e Foulon.
Al 37′ Depaoli impegna Montipò con un colpo di testa, mentre un minuto dopo fa il suo ingresso Gabbiadini per Quagliarella. Proprio l’ex Bologna e Southampton su un traversone dalla sinistra di Augello di testa centra in pieno il palo alla destra di Montipò. Al 43′, però, il Benevento completa l’impresa e firma la vittoria.
Improta, ancora lui, si invola sulla fascia e mette al centro per Sau che appoggia per l’accorrente Letizia che di destro basso batte Audero.

SAMPDORIA-BENEVENTO 2-3

8′ Quagliarella (S), 17′ Colley (S), 33′ e 72′ Caldirola (B), 88′ Letizia (B)

SAMPDORIA (4-42): Audero; Bereszynski, Colley, Tonelli, Augello; Candreva (60′ Depaoli), Verre (60′ Thorsby), Ekdal, Jankto; Quagliarella (84′ Gabbiadini), Bonazzoli (63′ Ramirez). All. Ranieri

 

BENEVENTO: (4-3-2-1): Montipò; Letizia, Caldirola, Glick, Foulon (81′ Tuia); Ionita, Schiattarella, Dabo (60′ Improta); Insigne (81′ Hetemaj), Caprari (75′ Sau); Moncini (75′ Lapadula). All. F. Inzaghi

Ammoniti: Augello (S), Tonelli (S) e Dabo (B)

 

Le voci dagli spogliatoi

Claudio Ranieri, allenatore Sampdoria
“E’ incredibile. Sul 2-0 devi saper controllare la partita. Abbiamo preso gol, sbagliato tanto. Loro avevano in mano la partita e noi siamo stati a subirli, subito gol su calcio d’angolo e su rinvio del portiere. Dobbiamo saper reagire. Non è una questione di mercato, dobbiamo giocare in altro modo. Ho visto determinazione e volontà ma anche frenesia. Sul 2-0 devi essere padrone del campo. Sul gol di Caldirola se lo sono lasciato sfilare. Siamo frenetici ragioniamo poco.
Avevo un orologio che si è inceppato. Parlerò presto con i ragazzi e troveremo una soluzione. In allenamento facciamo tutto bene, come l’anno scorso, poi in partita non capisco che succede. Ho fatto i complimenti a Pippo, hanno meritato di vincere. Non siamo riusciti a fare quello che dovevamo. Ho visto qualcosa che appare inspiegabile ma è spiegabilissimo. Ne parlerò con la squadra”.

Filippo Inzaghi, allenatore Benevento
“Io perdevo ed ho visto il gol di Lazzari (della Lazio ndr) sul tabellone. Quindi c’è stata una piccola felicità pur sullo svantaggio. Simone (Inzaghi ndr) è un esempio per tutti noi allenatori, oggi è stata una bellissima giornata per entrambi. Lui non è più una sorpresa, per noi è importantissimo aver vinto nonostante fossimo andati in svantaggio. Ho chiamato a casa, a mio padre arrivava la linea ma piangeva. Volevo salutarlo. Credo molto in questa squadra e mi era piaciuto l’atteggiamento, al di là del due a zero. Volevo giocassimo in quel modo, mi è piaciuta la mentalità. Con quella poi si possono ribaltare i risultati. Sentire i complimenti di Ranieri mi dà grande soddisfazione, poi il percorso è ancora molto lungo e non dobbiamo illuderci. Ma la squadra è stata brava e sono contento. E’ più facile ricordare i momenti complicati, è meno facile ad esempio ricordare i tempi di Venezia. Se non ci fosse stata la delusione in A probabilmente non ci sarebbe stato il Benevento, in questo sono fatalista.
Io, lo staff e il presidente siamo orgogliosi di questi ragazzi, che vengono a giocarsela a testa alta. Poi è chiaro che non sia andata a Bologna, ma è andata bene a Venezia.
Ricordatevi sempre che la fortuna di un allenatore la fanno i giocatori. Mercoledì abbiamo questa amichevole (la gara contro l’Inter per il recupero della prima giornata ndr), e speriamo di fare bene. A me non interessa vendere il mio prodotto, cerco di ottenere il meglio dai miei giocatori. Non posso chiedere giocatori più forti alla società, conosco la realtà in cui sono, per cui cerco di far rendere i singoli al meglio”.

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