“La Fragilità degli Onesti”, intervista allo scrittore e poeta Francesco Lisbona

Aversa- Aspettatissimo esordio in narrativa quello di Francesco Lisbona, classe 1995, giovane aversano naturalizzato fiorentino già balzato agli onori della cronaca per i suoi successi internazionali in ambito poetico (oltre agli innumerevoli premi vinti, ha infatti collaborato con la prestigiosa rivista internazionale di poesia edita da Olschki, Gradiva, catalogandosi come uno dei poeti più giovani che la stessa abbia mai scelto di pubblicare, e il “Simposio italiano” dell’Associazione Notre Italie).

Al mondo della narrativa si presenta con una creatura di carta che ha lo stesso nome di una sua creatura digitale (una piattaforma culturale), “La Fragilità degli Onesti“.

Il suo romanzo, edito dalla Società Editrice Fiorentina e introdotto dalla prefazione di Luigi Fontanella -autorevole critico letterario e docente alla State University of New York-, è un prezioso collettore di ritratti di vita.

BelvedereNews ci presta i suoi microfoni per presentarlo, direttamente con le parole del suo creatore.

Raccontare la trama del libro, mi chiedi? Provo a farlo in breve.” ci dice.

“Il protagonista è Victor,” comincia, “un ragazzo difficile, con un passato tormentato e un presente turbolento. Fugge da Parigi per rifugiarsi a Firenze e qui incontrerà gli occhi di persone nuove che però non riusciranno ad allontanarlo mai del tutto dai suoi fantasmi. Al centro vi è Sant’Acario, il collegio in cui Victor alloggerà per tutto il soggiorno fiorentino, e due donne amate, una da dimenticare, l’altra da capire. Questa storia è la storia di tutti quelli che in un momento della propria vita si sono sentiti fragili per la difficile accettazione della propria onestà”.

A questo punto gli chiediamo da dove sia nata l’idea dell’opera

In parte ho preso spunto dalle mie esperienze personali, in parte dalle vite delle persone che reputavo interessanti, nonostante non lo sembrassero a tutti gli altri. Si tratta comunque di personaggi che appaiono quasi disadattati, fuori dal mondo e fuori contesto”.

Ci incuriosiamo per la scelta di descrivere delle esistenze così poco comuni.

“Mi ritengo un attento osservatore e colgo più sfumature nella diversità che nella normalità, nonostante nella normalità si possano celare grandi tragedie, a volte molto più grandi di quelle della diversità”, ci spiega.

La domanda di rito sorge spontanea: Flaubert affermò: “Madame Bovary, c’est moi!”, vale lo stesso per il protagonista? Victor è Francesco Lisbona?

“Mi piace pensare che lo sia solo in parte e che dall’altro lato sia il mio completo opposto”, conclude.

E cosa si augura questo giovane autore per il futuro?

“Mi auguro di poter creare curiosità nei giovani, riportarli a leggere di più, magari ritrovandosi nelle vicende di un giovane protagonista che non ha niente a che vedere con i modelli di riferimento che ci circondano quotidianamente. Quindi, un ritratto apparentemente infelice in cerca della propria felicità.”

Il libro sarà disponibile in tutte le librerie e store online dal 14 settembre. Qui, invece, il pre-order:

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