Caiazzo. Decò: altra ‘stangata’ del TAR che ne ordina (nuovamente) la chiusura immediata
Non possono esserci dubbi interpretativi, a quanto riferito da autorevoli giuristi, nella sentenzacon cui, a circa un mese dal’udienza, i giudici del Tribunale Amministrativo regionale campano hanno nuovamente sancito l’illegittimità di tutti gli atti autorizzativi, anche in sanatoria, in forza dei quali l’iperstoreDecòha finora potuto continuare l’attività, nonostante il contrapposto responso “definitivo” del Consiglio di Stato e nonostante i vari ricorsi e denunce, a quant’è dato sapere penali e con ingenti richieste risarcitorie, prodotte dal concorrenteGolden Market.
Mutatis mutandis, ora lapatata bollentepassa nelle mani del nuovo comandante della polizia municipale Sergio De Luca, sull’imparzialità del quale anche noi saremmo pronti a giurare, che -senza alcun indugi-o dovrebbe disporre la chiusura coatta del Decò, mentre dall’ufficio tecnico dovrebbe partire l’iter finalizzato alla demilizione della struttura .
Questo anche se, incredibilmente, c’è da aspettarsi un nuovo ricorso al Consiglio di Stato (che però sull’argomento si è già pronunciato ed è logico presumere che non potrà discostarsi dal suo medesimo verdetto) dei legali rappresentanti del Decò, cui evidentemente non ha portato bene sostituire in corso di giudizio l’avvocato casertano Pasquale Marotta con un luminare del comparto giuridico-amministrativo, circostanza che ci ricorda la biblica storia di Davide e Golia.
Il nuovo verdetto conferma peraltro quanto sostenuto in tempi non sospetti dal consigliere comunale di opposizione e sempre attento avvocato Amedeo Insero, che ha sempre rimarcato l’illegittimità dei provvedimenti in forza dei quali i preposti comunali avevano consentito la ripresa dell’attività commerciale in questione in zona riconosciuta “agricola semplice”, memore dell’adagio, famoso anche se non evangelico, a mente del quale prima o poi “tutti i nodi vengono al pettine”…
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