Grazie, Nunzio, per averci donato le tue profonde parole

Nel giorno più bello dell’anno, nel giorno di San Lorenzo, quando si è stati con il naso all’insù per tutta la nottata in attesa di poter esprimere il desiderio più voluto, il carissimo amico Nunzio De Pinto ci ha salutati tutti, facendoci sentire di punto in bianco attoniti.

Sì, attoniti. Ognuno di noi che ha ricevuto o che di rimbalzo passava la notizia si limitava al fatto in sé e per sé, perché non c’era nulla da aggiungere, e dall’altro lato le parole di punto in bianco venivano meno.

Le parole, già, le parole. Nunzio con le parole ci ha giocato, si è divertito, perché costruiva articoli su articoli, era sempre disponibile, sempre a partecipare ad iniziative, a dare il suo sommesso consiglio e sempre con garbo e profonda educazione di quei signori napoletani di un tempo. Ha lavorato fino a questa mattina, quando ha inoltrato l’ultimo articolo alla nostra redazione; poi nel pomeriggio…

Nelle discussioni, negli interventi a cui partecipava attivamente spesso capitava che le sue idee non trovavano adesione negli altri o ne trovavano poca, non se ne dispiaceva, anzi, cercava in tutti i modi di approfondire le questioni proprio con chi era più lontano da lui, perché il dialogo per lui era indispensabile. Amava parlare ed intrattenersi a colloquiare con chiunque e seguiva con attenzione ciò che sentiva e con gentilezza poneva poi le sue posizioni, cercando in tutti i modi di non urtare l’altra parte, rispettoso com’era tanto della persona quanto delle idee altrui. Un vero signore, un vero signore napoletano d’altri tempi.

Nunzio si dava da fare per far conoscere a tutti il mondo dell’Esercito Italiano, di tutti quegli uomini che partono per le missioni, che stanno mesi e mesi in luoghi lontanissimi dai propri affetti.

Circa quattro anni fa aveva ricevuto un premio dall’Associazione “Liberalibri” per aver contribuito a divulgare e pubblicizzare e partecipare a tutte le iniziative dell’associazione. Era il 16 ottobre 2016 il presidente di “Liberalibri”, Enzo De Rosa, gli conferiva nella libreria “La Feltrinelli” di Caserta la “Menzione d’Onore di Liberalibri” per ringraziarlo di tutto ciò che fino a quel momento aveva fatto in modo del tutto disinteressato per fare da megafono alle varie attività culturali dell’associazione, ma anche e soprattutto per aver proposto temi di discussione, per aver proposto l’artista , lo scrittore e sempre facendo un passo indietro, perché per Nunzio l’unico discrimine è sempre stato quello di fare, andando al di là delle parole, le quali, sottolineava, servono solo a far incontrare le persone, a farle discutere, farle costruire insieme qualcosa. Nunzio veramente praticava il ‘bene comune’, perché era fondamentalmente un uomo buono, sempre pronto a prodigarsi per la famiglia, gli amici, per i conoscenti e per tutti quelli che non conosceva. Bastava una parola per far scoccare in lui il bisogno di dialogare ed imbastire un rapporto all’insegna della lealtà e della correttezza.

Un incommensurabile ‘grazie’ diciamo a Nunzio per averci fatto dono dei suoi valori ideali, di quei valori intramontabili, sempre praticati con il massimo riserbo.

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