Castel Campagnano. Elezioni locali: cambia tutto ‘per non cambiare niente’?

Le premesse sembrano essere quelle, a circa un mese dalla presentazione delle liste e, quindi, dal vero inizio della disfida, perché nulla cambi, sebbene all’apparenza molto sembri prossimo al cambiamento.

Almeno nella sostanza, se è vero che fra qualche mese gli elettori campagnanesi e della frazione Squille si troveranno a vivere l’ennesima contesa, fra sole due liste, di cui una espressione del capoluogo; l’altra della frazione, sicché è temibile ancora una volta, senza esclusione “di colpi bassi”, anche  spaccafamiglie.

Se è vero che deve restare fuori -giocoforza, in ossequio alla legge che impedisce la terza candidatura consecutiva- il sindaco uscente Giuseppe Di Sorbo, infatti, lo sembra altrettanto che si prospetti la presentazione di una lista a lui ispirata pressoché totalmente, anche se guidata da Gennaro Marcuccio.

L’altra invece, nonostante le contrapposte voci tuttora circolanti, dovrebbe essere nuovamente capeggiata dall’ex sindaco Nicola Campagnano, cinque anni addietro sconfitto per soli dieci voti, anzi cinque, se si considera che ognuno ipoteticamente aggiunto sarebbe venuto a mancare alla controparte.

Decano indiscusso della politica locale, il dottor Nicola Campagnano, del capoluogo, avrebbe già stretto qualche accordo importante, in termini di presunti consensi, nella frazione dove peraltro altri approcci si susseguirebbero quotidianamente e, si dice, anche col favore delle tenebre, ad evitare immaginabili spie.

Ma anche Marcuccio, sostenuto dal suo presunto mecenate e sindaco uscente si sarebbe già accaparrato delle candidature autorevoli, nel capoluogo come nella frazione, tanto da far ipotizzare anche qualche fuoriuscita “importante” come quella, di cui tanto si vocifera, dell’assessore e “fac totum” per la frazione Pietro Sivo.

Di nomi, invero, ne circolano tanti, anche coniugi di uscenti candidati, ma, come peraltro espressamente richiesto da qualcuno, ci guarderemo bene dal farli, ben consci che spesso, soprattutto in politica locale, significa “bruciarli”, attendendo pazientemente che siano gli stessi interessati (o contrapposti) a farli o, nel peggiore dei casi, la presentazione delle liste, di qui a poche settimane.

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