Salvini e la difficile giornata trascorsa a Mondragone

In occasione della sua visita a Mondragone, il senatore e leader della Lega Matteo Salvini era atteso in città nella giornata di ieri, lunedì 29 giugno, alle ore 18,00.
Divise fra oppositori e sostenitori le centinaia e centinaia di persone che si sono radunate in via Domiziana, angolo via Razzino nei pressi dei Palazzi ex Cirio. Ne sono derivati degli inevitabili assembramenti in un’area che si è presentata blindata dalle forze dell’ordine. Sul posto anche Guardia di Finanza e Carabinieri. Questi ultimi hanno istituito un cordone per arginare e così allentare l’agitazione sociale che non è di certo venuta a mancare, andando a caratterizzare alcuni dei momenti che hanno preceduto nonchè seguito l’arrivo dell’onorevole Salvini.
Ad un clima tutt’altro che disteso ha infatti dato luogo la manifestazione rivelatasi nei toni accesi che l’ hanno fin da subito contraddistinta, lo specchio dell’impopolarità di cui gode il leader della Lega.
Impopolarità che se vogliamo imputare alle problematiche di cui si prende atto solo ora col ritorno del Covid che le ha palesemente riportate alla luce, sarebbe da estendere anche ad altri esponenti della classe politica. Negli ultimi giorni, si sono infatti susseguite visite che una dopo l’altra lì hanno visti calcare il palcoscenico offerto da quella che è stata definita una passerella politica per portare a casa un maggiore consenso elettorale, facendo leva su una difficile realtà territoriale rimasta irrisolta: quella della convivenza pacifica delle diverse etnie presenti nel complesso residenziale delle palazzine Cirio divenute “un ghetto verticale” soprattutto per molti dei lavoratori riconducibili all’etnia bulgaria che vive in condizioni di degrado e schiavitù sotto la spada di Damocle del caporalato. Immagine questa che non ci propone una visione affatto diversa da quella che ci è stata presentata fino ad oggi, incentrata unicamente sul dibattito da parte delle amministrazioni locali senza vedere poi approntare delle soluzioni.
A gran voce è ad esse che guarda un’ intera città, una città che all’insegna dell’accoglienza chiede solo di non divenire uno strumento di propaganda politica nelle mani di chi vorrebbe farne una strategia per tessere quelle trame che siano poi di supporto alla riaffermazione o al consolidamento dei propri poteri.
Salvini resta, e non lo possiamo certo dimenticare, alla guida di un partito “La Lega per Salvini premier” che continua a chiamarsi Lega per l’indipendenza della Padania e fra i cui obiettivi, riportati nell’articolo 1 del suo statuto, vi è “il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi Democratici e il suo riconoscimento Internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”. Sorge spontaneo chiedersi se sia dunque possibile che vi siano altri motivi al di fuori di quello puramente elettorale dietro la decisione di programmare una sua visita a Mondragone e a causa della quale si è visto tributare all’arrivo epiteti di ogni sorta: buffone, cafone, razzista, oltre che, e soprattutto, sciacallo da cacciare via. Bersagliato da una pioggia di insulti, i contestatori hanno raggiunto l’obiettivo che si erano prefissati: impedirgli di parlare. Intento, reso chiaramente manifesto dagli striscioni in cui si ravvisava tutto il dissenso e il biasimo circa il suo disinteressamento per il nostro territorio quando era Ministro dell’Interno. Ma non solo. Si sono infatti levati cori di voci che riecheggiavano in slogan del tipo “Salvini, non ti vogliamo” ; Ma che sei venuto a fare? “. Delle vere e proprie grida di guerra quelle suscitate dal disappunto alla notizia di una visita ritenuta inopportuna e non voluta perchè sospinta dai venti delle diatribe politiche e delle speculazioni elettorali.
” Fare sempre e solo alleanza con gli interessi dei Cittadini non certo con le convenienze di partito” e ” Rimanere con la gente e tra la gente” sono state le espressioni pronunciate appena qualche giorno fa dal consigliere provinciale Massimo Schiavone, in una nota stampa indirizzata al consigliere Regionale On. Grimaldi e al Presidente della Provincia di Caserta Magliocca. Esiste forse modo migliore per dimostrare di volersi fare carico in modo prioritario delle esigenze dei cittadini, al fine di ricercare ed offrire risposte concrete?

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