Aversa, infondata l’accusa di voto di scambio/creato un falso profilo Facebook

Aversa– Infondata l’accusa di voto di scambio, finita al centro di un’indagine della Procura di Napoli Nord, che ha coinvolto, all’indomani dell’elezione a sindaco di Alfonso Golia,il consigliere regionale Stefano Graziano e Pasquale Fiorenzano, consigliere comunale di Aversa.

La vicenda era nata dall’esposto di un cittadino che aveva dichiarato di aver aver avuto contatti con Stefano Graziano e Pasquale Fiorenzano e di aver favorito l’elezione di quest’ultimo in cambio della promessa del superamento di un concorso come operatore socio sanitario. Oggi emerge che era tutto costruito ad arte, tant’è che il sostituto procuratore Patrizia Dongiacomo  ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del procedimento.

Dalle indagini è infatti risultato “che lo stesso denunciante aveva creato il falso profilo Facebook, riportante i messaggi che sarebbero stati condivisi con Graziano Stefano“. Grazie alla Polizia Postale è stato dimostrato che l’indirizzo Ip da cui sarebbero partiti i messaggi del Consigliere regionale era condiviso da 23 Ip privati, assegnati ad altrettanti “caller id” completi di anagrafica, fra i quali è risultata un’utenza intestata al denunciante.

Quanto esposto dal denunciante, in definitiva, “non appare supportato dai necessari riscontri”, anzi, sottolinea il sostituto procuratore, “le sue stesse dichiarazioni sono risultate inficiate dalle prove fornite, artatamente precostituite dallo stesso”.

La notizia è stata commentata dallo stesso Stefano Graziano 

Avevo scelto di non divulgare la notizia in attesa che il giudice per le indagini preliminari firmasse il provvedimento di archiviazione rendendolo definitivo. Volevo che anche arrivasse la parola fine su questa brutta vicenda, ma di fronte alla solita macchina del fango che puntualmente si è messa in moto ho cambiato idea. Non c’è stata alcuna richiesta di rinvio a giudizio ma una richiesta di archiviazione”. Così Stefano Graziano, difeso nel procedimento dall’avvocato Vittorio Giaquinto, subito dopo la firma del provvedimento da parte del gip. “Chi è ossessionato da me se ne faccia una ragione. – continua il consigliere regionale – L’inchiesta di Aversa era basata su un grande falso costruito ad arte per danneggiare la mia figura politica. Un falso account Facebook con la mia fotografia e il mio nome e cognome nella cui chat di Messenger si parlava di impegni non mantenuti circa un concorso nella sanità. Un falso, fatto male come abbiamo dimostrato anche con l’ausilio di Facebook che ha riscontrato gli indirizzi Ip dei soggetti coinvolti. Questi mesi sono stato in silenzio perché ho sempre avuto rispetto e fiducia nella magistratura, rispetto e fiducia che ribadisco anche oggi con l’auspicio che adesso si vada a fondo di questa vicenda attorno cui ci sono tante ombre che non riguardano me e le altre persone vicine a me che erano state coinvolte ingiustamente”.

e dal consigliere Fiorenzano

“In questi mesi spesso la sera le lacrime dei miei genitori e dei miei affetti mi hanno tolto il sonno. Con gli occhi pieni di emozione dedico questo giorno a chi non ha mai dubito di me. Ai maligni da oggi possono fare i conti con la propria coscienza. Ma la Giustizia prima o poi trionfa”, ”.

 

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