Caiazzo. Comune, Consiglio al teatro: il sindaco chiede… e l’opposizione, benevolmente, (con)cede

Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, la cronaca del primo civico consesso caiatino che ha avuto quali attori, cioè sul palco del teatro Jovinelli, adibito – non è dato sapere a quale titolo, cioè in “forza” di quale conforme atto – ad aula consiliare, il sindaco, la presidente del consiglio, una segretaria supplente e un consigliere, scenograficamente contrapposti agli altri amministratori, sparpagliati sugli scanni, insieme a un paio di funzionari comunali e uno-spettatore-uno.

Ed è già tanto che ce ne fosse uno, peraltro ex assessore, atteso che, a quanto è dato sapere, è rimasta chimera la pubblicità istituzionale dell’assise anche stavolta che all’ordine del giorno c’era addirittura, fra l’altro, l’approvazione del preliminare PUC, acronimo di Piano Urbanistico Comunale, strumento edilizio subentrato al Piano Regolatore Generale, avviato da vari lustri ma mai approvato, la cronaca del quale ha fatto registrare fra l’altro varie dimissioni e anche un decesso fra i vari professionisti incaricati dall’ente.

Stavolta invece è filato tutto liscio come l’olio, al punto da registrarsi il voto favorevole unanime, giusta richiesta del sindaco, espressamente rivolta alla minoranza e non certo ai fedelissimi del proprio gruppo.

Ciò sebbene il consigliere indipendente Amedeo Insero abbia evidenziato molteplici carenze eccepite da vari enti sovraordinati, per le quali occorre ottemperare con urgenza, atteso che pende sull’ente la spada di Damocle del commissariamento qualora non si ottemperasse entro il corrente anno.

Voto unanime (anche per l’esecutività immediata, che rappresenta ormai una costante) anche per gli altri punti all’Ordine del Giorno (approvazione precedenti verbali; cessione di due residui lotti in area PIP allo stesso, unico interessato; accettazione di un terreno donato e già acquisito a inizio d’anno; interpellanza di Insero, peraltro dichiaratosi insoddisfatto, sulla delicata questione inerente la sede per Guardia Medica e 118, al momento ospitati in un plesso scolastico che presto dovrà tornare a tale primaria destinazione; argomento sul quale contiamo di tornare con maggiori dettagli, essendo apparse delle sostanziali discordanze fra quanto inteso (l’audio, tanto per non cambiare, difettava) dal vice sindaco e dal sindaco.

L’unico distinguo nella votazione si è rilevato per un punto aggiuntivo, inerente la ratifica di una delibera del 3 marzo, evidentemente perché “intempestiva”, da parte dei due consiglieri di “Bene Comune” Mone e Della Rocca, stante l’assenza del leader Ruggieri.

Non è tutto perché nel corso della seduta è parsa di intendere una delicata contrapposizione fra quanto dichiarato e quanto effettivamente riportato in documenti ufficiali dell’ente, che vedrebbe coinvolto non solo qualche consigliere ma anche la presidente e perfino l’ex segretaria; si è poi appreso di un recente, duplice blitz della Benemerita, accennato proprio dal sindaco, per un’indagine inerente i beneficiari dei buoni spesa “covid”, già percettori di altri sussidi, come il reddito di cittadinanza, e per altro imprecisato motivo, pure accennato dal primo cittadino fra un argomento e l’altro, senza però ulteriori precisazioni.

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