La vera pandemia è il diabete!

Il 9 Marzo, con un DPCM proclamato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte in diretta nazionale, gli italiani sono stati chiusi nelle loro case. Da quel giorno e per i successivi interminabili 2 mesi è iniziato il lockdown durante il quale la paura di contrarre l’infezione da coronavirus, ha purtroppo avuto la meglio sulla necessità di continuare a tenere sotto controllo la patologia cronica di cui sono affetti circa 4 milioni di italiani: il diabete. “Nei due mesi di chiusura in cui i riflettori sono stati puntati solo sul coronavirus, le patologie croniche non si sono purtroppo fermate. Infatti la macchina Abetaia, centro di riferimento nazionale per lo studio e la cura del diabete sito in Casagiove, ha continuato a tenere i battenti aperti nonostante pochi siano stati i pazienti che hanno rispettato l’appuntamento per il controllo trimestrale a cui li sottoponiamo” dice il dott. Giuseppe Marotta , l’imprenditore a capo di questa struttura che ha registrato un calo di circa l’ 80% dei pazienti in questi ultimi  2 mesi: dai 150 accessi abitudinari giornalieri ai 30 di media nei mesi di Marzo ed Aprile.

Il calo si è dunque rivelato preoccupante per la salute degli oltre 14000 pazienti iscritti al centro, per i quali il controllo della propria patologia risulta fondamentale per la prevenzione delle temibili complicanze a cui sono soggetti. Il nostro paziente diabetico ed in generale il paziente campano ha potuto continuare ad assumere la sua terapia regolata da piani terapeutici con scadenza semestrale, grazie al rinnovo effettuato di default dai responsabili della piattaforma regionale SANIARP utilizzata dai medici a tale fine. “Se da un lato questa politica del contenimento dell’espansione del COVID-19 ha consentito ai pazienti di non rimanere sprovvisti dei farmaci in utilizzo, dall’altro molte, o meglio troppe, sono state le situazioni in cui si è verificato uno scompenso del quadro glico-metabolico del paziente dove sarebbe stato invece necessario un cambio terapeutico” afferma uno dei diabetologi dell’Abetaia. “Da una verifica statistica degli accessi di questo bimestre” continua il dott. Marotta, “abbiamo notato un incremento della percentuale di incidenza di nuovi diagnosticati”. I diabetici e le loro famiglie sono stati chiusi nelle loro case. Sui social impazzavano fotografie di pietanze home-made, pratica che sicuramente si è resa necessaria per ammazzare il tempo, ma deleteria per gli affetti da questa patologia cronica e degenerativa.

La fetta di popolazione situata fino ad allora nella “zona grigia”, definita di alterata glicemia a digiuno dove non è ancora manifesto il diabete biochimicamente ha subito una slatentitazzazione  della malattia in un’elevata percentuale dei casi. In soldoni persone fino ad allora sane con valori minimanete alterati, si sono ritrovati ad essere nuovi pazienti diabetici. “ Molto spesso si è portati a credere che in 3 mesi non possa alterarsi il quadro glico-metabolico dei pazienti “ interviene il diabetologo “ ma quello che stiamo vedendo in questi primi giorni di ripresa sconsacra questa convinzione. La cadenza trimestrale volta al monitoraggio dell’emoglobina glicata (parametro che registra la media di glicemia nel sangue nei tre mesi precedenti all’esame) è fondamentale per la tutela del paziente. Quello che resta tuttora incomprensibile è che il budget dato alla branca della diabetologia sia fermo a 20 anni fa, quando i pazienti diabetici erano un terzo di quelli di oggi: andrebbe assolutamente rivisto alla luce sia dell’aumento esponenziale del numero di casi sia della incapacità della struttura pubblica a contenere da sola un numero così elevato di pazienti. Sarebbe auspicabile quindi una sempre più cospicua collaborazione tra gli enti preposti, i centri erogatori ed i medici di medicina generale.

Passato il coronavirus con l’avvento, ci auguriamo, di un vaccino, si continuerà invece a morire di diabete, che ad oggi è ancora la prima causa di morte cardiovascolare, la prima causa di insufficienza renale e la prima causa di cecità. Per questo motivo, sempre e comunque nel rispetto delle regole imposte dal governo ( utilizzo dei DPI e mantenimento della distanza sociale), è obbligo morale ‘, etico e professionale di strutture come l’Abetaia, mettersi dalla parte dei pazienti che hanno e continueranno sempre ad avere bisogno di cure. ”Screening ed esami gratuiti verranno garantiti a tutti coloro che lo vorranno al fine di rendere il nostro impegno anche sociale, rappresentando la prevenzione l’unica vera arma di contenimento dell’espansione pandemica del diabete, male insidioso e subdolo con gravi complicanze mortali” questo l’impegno assunto dal proprietario dell’Abetaia.

Sempre e solo dalla parte del paziente!

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