Il No al biodigestore arriva anche dall’associazione in difesa dei Colli Tifatini

L’Associazione “Difendiamo i Tifatini” esprime il proprio fortissimo e motivato “NO” al biodigestore da realizzarsi, secondo la delibera adottata dalla Giunta comunale di Caserta, nella cosiddetta Cava Mastellone, sui Colli Tifatini, a confine con il comune di Valle di Maddaloni.
I motivi che sono alla base del “no” sono i seguenti:
la totale e costante mancanza di partecipazione dei cittadini a delle scelte importantissime, che avranno delle ricadute negative soprattutto per le generazioni che seguiranno; si evidenzia che il Comune dovrebbe rappresentare gli interessi della maggioranza dei cittadini e non attivare scelte né comunicate, né condivise dalla cittadinanza;
l’indicazione di un tipo di gestione dei rifiuti che si può ritenere facilmente superato e che andrebbe a peggiorare irrimediabilmente la zona interessata: già oggetto di attività estrattiva da diversi decenni; quella limitrofa: atteso il notevole transito di grossi automezzi (all’in circa uno ogni dieci minuti), transito che annichilerebbe la zona di Centurano oppure quella dei Ponti della Valle, bene UNESCO, e che non merita ulteriori vandalizzazioni; ben tenendo presente che nessun altro intervento va pensato e/o realizzato in termini di un ennesimo consumo di suolo;
la totale assenza di studi sanitari, che, proprio in virtù del gravissimo problema epidemico che stiamo vivendo, dovrebbero essere posti all’apice di una qualsiasi scelta;
la totale mancanza di un diverso tipo di gestione dei rifiuti che dovrebbe favorire sempre più meccanismi attivi dei cittadini, al fine di comprimere l’imposizione tributaria sugli stessi e favorire nel contempo una rinascita ambientale che andrebbe a perequare il consumo di suolo;
la totale assenza di uno studio sulla flora e sulla fauna dei Colli Tifatini, atteso che nella zona in parola ed in quelle viciniori si registra la presenza di ecotipi vegetali e di alcune specie animali proprio tipiche della zona e che, purtroppo, già stanno evidenziando segni di estinzione;
la totale assenza di uno studio sulla valenza storico-culturale dell’intera area, conosciuta e visitata sin dai tempi più antichi da grandissimi scrittori come Polibio, Tito Livio, Strabone, per poi passare a Gioviano Pontano e Goethe ed arrivare a Salvatore Di Giacomo e Pier Paolo Pasolini; sulla valenza religiosa pre-cristiana, che faceva affermare ad Amedeo Maiuri che i Tifatini sono uno dei luoghi più religiosi del mondo romano, si pensi al tempio di Giove Tifatino, oggigiorno abbazia di San Pietro ad Montes, a Piedimonte di Casolla, e sulla valenza religiosa cristiana con i santuari di Santa Lucia e di San Michele e dell’Eremo di San Vitaliano a Casola;
la totale assenza di studi di flussi turistici per l’esistenza di un buon numero di beni culturali sul territorio comunale, come Palazzo Reale ed il Parco Reale, il complesso vanvitelliano di San Leucio, il Borgo Medioevale di Casertavecchia, il Borgo Medioevale di Piedimonte di Casolla, le emergenze dell’archeologia industriale a San Leucio e a Casolla, i tantissimi palazzi e chiese siti nelle frazioni pedecollinari e collinari, i Ponti della Valle, i succitati santuari, oggetto di un consistente e crescente turismo religioso;
il totale contrasto con l’istituendo Parco dei Colli Tifatini, scelta questa, sì, che andrebbe a cambiare letteralmente forma e sostanza per i cittadini casertani e per il territorio.
Riservandosi di inviare all’ Amministrazione Comunale una ben più dettagliata petizione, l’Associazione “Difendiamo i Tifatini” chiede che il Comune revochi con la massima celerità la delibera avente ad oggetto il biodigestore ed inizi una stagione nuova nella gestione dei rifiuti e nella reale partecipazione dei cittadini, istituendo anche un’apposita commissione, alle varie scelte che vanno ad impegnare il futuro di tutti.
L’Associazione “Difendiamo i Tifatini” nell’ottica di una forte, qualificata e pluralistica partecipazione al problema invita tutte le associazioni e gli altri organismi che esistono sul territorio a condividere tale comunicato ed i successivi atti finalizzati a far revocare la scelta del biodigestore.

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