Clinica Pineta Grande Hospital: la “resa dei conti ,48 RINVII A GIUDIZIO ECCELLENTI.

Castel Volturno. E’ bufera  sulla Clinica Pineta Grande Hospital di Castelvolturno, unico presidio sanitario del litorale domizio.

Nella giornata di oggi, lunedi’18 maggio 2020, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere  ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 48 persone, tra imprenditori privati della sanità, funzionari della Regione Campania, dell’Asl di Caserta e della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento, dipendenti ed ex amministratori del Comune di Castel Volturno, tutti indagati a vario titolo per reati di corruzione, falso, indebita induzione, abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio.

L’indagine riguarda, per l’appunto,  gli illeciti che si sarebbero consumati attorno ai lavori di ampliamento del ‘Pineta Grande Hospital’ di Castel Volturno .

Per  la Procura guidata da Maria Antonietta Troncone, i permessi edilizi relativi all’ampliamento della clinica sarebbero stati illegittimi, e frutto di corruzione posta in essere dal titolare della clinica, il noto imprenditore della sanità Vincenzo Schiavone, nei confronti di dipendenti e amministratori comunali, contraccambiati con assunzioni di parenti presso la clinica Pineta Grande; Schiavone finì ai domiciliari nel gennaio scorso, poi è tornato in libertà.

Tra i funzionari che rispondono di corruzione, anche il dirigente responsabile della Direzione Generale della Regione per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale Antonio Postiglione, il funzionario della giunta regionale Antonio Podda e Arturo Romano, consigliere delegato per i rapporti con il sistema sanitario regionale.

Tra gli indagati figurano inoltre l’ex direttore generale dell’Asl di Caserta Mario De Biasio, l’ex sindaco di Castel Volturno (Caserta) Dimitri Russo con tutti i suoi ex assessori e consiglieri comunali, il presidente di Aiop Campania (Associazione Italiana Ospedalità Privata) Sergio Crispino, l’ex dirigente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, Salvatore Buonomo, trasferito a Potenza nel novembre scorso.

Nell’ordinanza di arresto il Gip scrisse che Schiavone avrebbe creato “una serie di relazioni che gli hanno consentito di accedere ai vari livelli istituzionali per ottenere agevolazioni e per soddisfare i propri interessi imprenditoriali ed è persona capace di assoggettare gli uffici pubblici locali alle proprie esigenze personali”.

Nel mirino degli inquirenti – sostituti Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano – oltre ai permessi a costruire dati alla clinica dal Comune di Castel Volturno, e’ finita anche una circolare emanata dalla Direzione Generale della Regione per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale, retta dal dirigente Antonio Postiglione ; un atto che avrebbe consentito a Schiavone di “porre una pezza” alla questione dei posti letto ospedalieri, su cui, secondo la Procura, Schiavone avrebbe prodotto atti non corrispondenti al vero, non presentando alcun piano preventivo, sebbene fosse richiesto dalla legge regionale.

Con l’ampliamento della clinica, i posti letto sarebbero dovuti passare secondo gli inquirenti da 150 a 574, ma violando le norme regionali. La direzione della clinica si e’ sempre difesa dicendo che i posti letto erano stati recuperati dalla chiusura delle altre strutture della stessa proprieta’, in particolare “80 posti letto della Casa di Cura Padre Pio di Mondragone, 54 posti letto della Casa di Cura Villa Bianca di Napoli, 49 posti letto della casa di cura Villa Ester di Avellino”; e che la concentrazione dei posti letto in un’unica struttura derivava dall’obbligo di dare seguito al Decreto “Balduzzi”.

Si tratta di un proseguimento dell’indagine, per la quale era stata già emessa dal gip del tribunale di Santa Maria  Vetere, il 23 gennaio scorso, la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di Vincenzo Schiavone;la misura cautelare del divieto di dimora nella Regione Campania a carico di Domenico Romano, tecnico di parte della struttura sanitaria; – la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio dei pubblici uffici per anni uno, a carico di Giuseppe Schiavone, Funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Caserta.

Prima ancora era stata applicata, in data 7 gennaio 2019, l’ordinanza cautelare confermata dal Tribunale del Riesame, che compendiava una molteplicità di vicende illecite coinvolgenti il geometra Carmine Noviello, nella sua veste di responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale di Castel Volturno e che aveva fatto emergere l’esistenza di un sistema di connivenze, collusioni tra la parte pubblica, in persona di Noviello e la parte privata, nelle persone di tecnici privati e di imprenditori, con interessi economici rilevanti sul territorio castellano. Uno tra questi, appunto, Vincenzo Schiavone. Allo stesso modo e nello stesso filone di indagine, era stato emesso, in data 16 settembre 2019, un decreto di sequestro preventivo dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, riguardante le opere di ampliamento, in corso di realizzazione, presso la struttura sanitaria Pineta Grande di Castel Volturno (che opera nella Provincia di Caserta in regime di accreditamento istituzionale), oggetto di autorizzazione amministrativa con delibere del Consiglio Comunale di Castel Volturno numero 30/2014 e numero 12/2015 e con i permessi di costruire numero 40/2017 e numero 83/2018 rilasciati dallo stesso Utc.

Le complesse risultanze probatorie ed investigative – si legge in una nota della Procura sammaritana – hanno fatto emergere come l’ampliamento, in corso di realizzazione, della Casa di Cura Pineta Grande, autorizzato con delibere del Consiglio Comunale e successivi permessi di costruire, si ponesse in palese violazione della normativa riguardante la realizzazione o ampliamento di strutture sanitarie di cui al decreto legislativo 229/1999 e della regolamentazione regionale di cui alla Delibera di Giunta Regionale Campania numero 7301/01, nonché della normativa edilizia/urbanistica. Con riferimento all’adozione di tali atti, non solo da organici tecnici ed amministrativi del Comune di Castelvolturno, ma anche da quelli politici, risultano essere indagati il sindaco dell’epoca, Dimitri Russo, la sua Giunta e l’intero Consiglio Comunale, con riferimento appunto alle delibere consiliari 30/2014, 2/2015 e 3/2016. A fronte di tali atti illegittimi, ben otto persone legate da vincoli di parentela, affinità o colleganza di altro tipo a soggetti riconducibili al Comune di Castel Volturno, Ente che ha rilasciato i permessi di costruire illegittimi o ha adottato le delibere comunali oggetto della contestazione, sono state assunte dalla Clinica Pineta Grande a tempo indeterminato o con contratti di collaborazione (nel periodo compreso tra il 2015 ed il 2018, coevi alla adozione dei provvedimenti di cui si contesta la legittimità)”.

 

L’articolo Clinica Pineta Grande Hospital: la “resa dei conti ,48 RINVII A GIUDIZIO ECCELLENTI. proviene da BelvedereNews.

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Teleradio News

tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935; mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati