Caiazzo. Movimento popolare contro il ‘Delivery Day capestro’ proposto dalla Regione Caampania

Interessanti riflessioni sulla cosiddetta “presa per i fondelli” del cosiddetto governatore-sceriffo Vincenzo De Luca, secondo tante malelingue finalizzata a non dover corrispondere altre indennità alla categoria dei ristoratori e affini per cui la riapertura sarebbe imminente ma a condizioni ritenute “capestro” anche dal sempre attento consigliere comunale caiatino Mauro Della Rocca:

Come tanti miei colleghi, ho avuto modo di constatare che la “brillante idea“ di riaprire le attività (bar, ristoranti, pizzerie eccetera) con il metodo della consegna a domicilio (che tutti si ostinano a chiamare delivery) si rivelerà, una grande presa per il c**o!

Ho come la sensazione che ci vogliano buttare del fumo negli occhi:

Punto primo:

Le attività in questione dovranno ridurre inevitabilmente il personale e adeguarsi per tale servizio … a costi insostenibili.. per un periodo di 6/7 giorni (dopo non sapremo cosa accadrà).

Punto secondo:

Non riesco a capire perché solo le attività che decideranno di riaprire il 27 dovranno adeguarsi alle norme igienico-sanitarie (camici, mascherine, copri scarpe, disinfezione locali certificate ecc ), mentre le attività che hanno continuato a funzionare non vengono menzionate?

Punto tre:

Ma se marito e moglie vengono da casa, in macchina, perché dovrei dividerli con un pannello al tavolo del mio locale?

Forse faccio male a pensare che questa sia una soluzione “geniale “ per far sì che la scelta di restare chiusi, ricada esclusivamente su di NOI?!

Automaticamente,  per conseguenza di tanta “liberalità”, non avranno problemi di: bonus, cassa integrazione, sospensione dei mutui, sospensione delle bollette, sospensione di tasse in generale (anche se ancora le devo vedere queste cose).

Cari amici-colleghi di attività commerciali, cari artigiani e cari liberi professionisti… credo sia arrivato il tempo di farci sentire!

Ho seguito l’altra sera, al programma Mediaset “Stasera Italia”, il nostro concittadino e imprenditore Franco Pepe, il quale faceva pressoché le stesse riflessioni, che riguardano più o meno tutte le attività che sono state costrette a chiudere e che avranno grosse difficoltà quando decideranno di riaprire.

La nostra vita non sarà più come prima, ma non possiamo aspettare in modo inerte la morte economica del nostro territorio.

Come cittadino, imprenditore e consigliere comunale del gruppo “Caiazzo Bene Comune“, sono disposto ad intraprendere qualsiasi azione volta a manifestare il disappunto, nei confronti di chi ha deciso di proporre questa “soluzione“ scellerata che vedrebbe soccombere chi, per anni, ha sostenuto in parte l’economia con tasse esagerate!

Ancora oggi ci stanno chiedendo di l’ennesimo sacrificio, sotto forma di “favore“ ma io non ci sto.

Il mio è un appello rivolto a chi è esasperato come me.

Nei prossimi giorni mi prenderò l’impegno di contattare i titolari delle attività commerciali di Caiazzo e dintorni per informarli sulle azioni che sono intenzionato ad intraprendere!

Mi sarei aspettato che in un momento così delicato gli amministratori (dai ministri a quelli locali) si fossero passati la mano per la coscienza e avessero rinunciato alle loro indennità per istituire un fondo salva imprese:

Per il momento, ancora il nulla!

(Mauro Carmine Della Rocca – consigliere comunale di Caiazzo – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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