MERITOCRAZIA ITALIA/ CURA ITALIA: SALVA IMPRESE O SALVA BANCHE? SERVONO CORRETTIVI

L’intervento finanziario contenuto nel decreto Cura Italia appare insufficiente e inadeguato a proteggere il tessuto imprenditoriale del Paese. La crisi ha colpito le imprese non solo per la mancanza di liquidità ma anche perché si è completamente azzerata la domanda alla base di ogni attività libera e di impresa.

La “potenza di fuoco” tanto decantata per il sostegno alle imprese con l’annuncio di immissione di 400 miliardi di euro suscita perplessità, anche tra gli imprenditori, soprattutto quelli delle medie e piccole imprese.

Da una prima analisi si evidenzia come i 400 miliardi di euro non sono altro che Garanzie che lo Stato pone in essere a fronte di eventuali prestiti erogati dalle banche.

Le banche applicano una politica aziendale basata sul profitto e sul minor rischio.

Proprio per questa politica aziendale gli istituti bancari pongono paletti insormontabili per le imprese che vivono una situazione, anche se momentanea, di difficoltà. Per poter accedere ai finanziamenti bisogna che le imprese non abbiano pregiudiziali quali protesti, segnalazioni CAI, sovraindebitamento, pignoramenti, ecc.

A fronte di un prestito di € 25.000,00, inoltre, le banche richiederebbero l’estinzione di prestiti precedenti non facendo altro che i propri interessi in quanto con il nuovo finanziamento sostituirebbero alla garanzia dell’imprenditore quella dello Stato risanando anche le loro posizioni.

Dal canto suo, lo Stato, con la nuova immissione di denaro nelle casse delle imprese, potrebbe esigere pregresse posizioni debitorie a mezzo di Agenzia delle Entrate Riscossione. Il tutto senza mai dimenticare che, dalla presentazione della domanda di finanziamento all’erogazione dello stesso, trascorre un lasso di tempo troppo lungo per l’imprenditore già in difficoltà.

Le criticità e perplessità evidenziate potrebbero trovare correttivi durante il dibattito e successiva approvazione parlamentare; è per questo che Meritocrazia Italia avanza le seguenti proposte:

-erogazione immediata di somme con bonifico diretto sul conto corrente;

– oppure prestito agevolato con tasso minimo;

– costituzione di conto corrente esclusivo, impignorabile ed insequestrabile per il finanziamento erogato;

– esclusività del prestito per i costi del personale e/o investimenti aziendali;

– eliminazione del criterio di valutazione per le imprese in sofferenza e/o oggetto di segnalazioni CAI antecedenti al 31/12/19 e del criterio del fatturato minimo, al fine di evitare la morte certa delle imprese in difficoltà.

– pagamento immediato di tutti i crediti che le aziende vantano nei confronti dello Stato.

È una situazione emergenziale nella quale lo Stato deve dimostrare con i fatti di voler salvare il tessuto economico produttivo del nostro paese. Meritocrazia Italia auspica, per il futuro, una maggiore trasparenza informativa, a beneficio di una effettiva comprensione delle decisioni assunte da parte dei cittadini.

Roma, 19.04.2020​      Meritocrazia Italia

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