Pari Opportunita’. Cento anni con Nilde Iotti

di ELVIRA CUTOLO

Le Pari Opportunita‘  e i Diritti Civili devono un tributo immenso a Nilde, o Leonilde, Iotti  nata  cento anni fa, e cioe’ il 10 aprile del 1920.’ 

La storia di questo personaggio, che figura fra le  “ Madri della Costituente”, e’ stata  ripercorsa dalla Rai , attraverso una docufiction, ” Storia di Nilde” che, anche attraverso l’utilizzo e il montaggio di materiale documentario originario, ha delineato un ” ritratto di donna “ dalle tinte il più possibile fedeli alla realtà sociale in cui si collocano le sue vicende umane e politiche.

Ben più di 20 anni sono ormai trascorsi dalla sua scomparsa ( morì il 4 dicembre 1999) così come più di 40 dalla sua nomina a presidente della Camera dei deputati, avvenuta il 20 giugno 1979.

Con un fatto realmente accaduto prende avvio la storia di Nilde: una lettera inviata all’Avanguardia da una ragazza di nome Rosanna in cui, la giovane, dà risalto alle imposizioni che risultano oppressive per le proprie scelte di vita da parte del fidanzato.

Nilde, in tutta risposta, la invita a prendere in mano la propria vita con autonomia e libertà.

Richiamandoci a questi due aspetti, possiamo dire che essi hanno rappresentato il filo conduttore attorno a cui vennero ad intrecciarsi le sue riforme: riforme a cui si dedicò in quanto Donna della Costituente.

Esse riguardarono la prima parte della Costituzione, con un’attenzione particolare rivolta agli aspetti legati alla famiglia.

Nilde Iotti fu una delle 21 donne che parteciparono all’Assemblea Costituente.

Fu anche membro della “Commissione dei 75”, che ebbe il compito di redigere la bozza della Costituzione repubblicana, da sottoporre al voto dell’ Assemblea.

La sua candidatura da parte del PCI  fu motivata da due considerazioni: la sua adesione ai “ Gruppi di difesa della donna”, formazione antifascista del Partito Comunista Italiano, a cui si ricollega il suo contributo alla Resistenza che la vide schierata al fianco dei partigiani nella pericolosa missione di portaordini ; il suo essersi distinta, successivamente, nell’impegno politico all’interno
del movimento femminile più importante di allora, ovvero l’ U.D.I ( Unione delle Donne Italiane )

Con la sua elezione nel giugno del 1946Nilde Iotti approda alla Costituente, di cui fu una componente fondamentale nel provvedere a quelle riforme che rispondessero alla richiesta di riaffermare, nel segno di una nuova dirigenza politica, quella identità liberale che il fascismo aveva distrutto.

Nilde agì , in questo senso, spinta dalla responsabilità di cambiare la storia, nel “progetto di abolire il passato ed impedirgli di tornare”. ( Da una citazione di J.L. Borges che lei aveva trascritto.
Il foglio su cui è stata appuntata è tuttora conservato nella Biblioteca “ Panizzi”
di Reggio Emilia, sua terra natale)

A lei si riconducono riforme e leggi che nel corso degli anni ‘ 50, ‘ 60 e ‘ 70 hanno cambiato la vita delle donne sul piano “ del riscatto e dell’affermazione di una loro pari responsabilità sociale e umana ”.

Fu la prima firmataria di proposte di legge innovative ed anticonvenzionali in un contesto politico e sociale non certo favorevole fra cui :
la tutela della maternità per le lavoratrici;
– una pensione e un’ assicurazione alle casalinghe;
– le norme sulla violenza sessuale;
– la nuova legge sul divorzio, in difesa del quale si adoperò con una battaglia
referendaria nel 1974.

Poi l’anno dopo si battè per il diritto di famiglia.

Molte delle battaglie in difesa delle donne sono state portate avanti alla Camera dei deputati, dove venne eletta per la prima volta nel 1948.

A caratterizzare le sue battaglie politiche sono stati sempre uno spirito aperto al dialogo e la fermezza delle proprie convinzioni, che le hanno permesso di conquistarsi nel tempo una sua autorevolezza, così come un crescente peso politico, che però le venne riconosciuto solo dopo la scomparsa di Togliatti, per la cui relazione sentimentale fu oggetto di critiche ed ingiurie .

Fra le espressioni con cui ci si riferisce a Nilde e  alle sue battaglie politiche, trovo che questa – “ si sentiva una di loro ”- riassuma e al tempo stesso racchiuda il senso delle sue lotte, perchè fa pensare a quanto  ella sentisse come propria la condizione in cui versavano le donne, e volesse, con loro e per loro, combattere in prima linea affinchè potessero vivere una vita non contrassegnata da quello che veniva ad essere un marchio: il loro status di donna.

Perchè l’essere nata donna non poteva e non doveva più significare che erano consegnate di diritto ad un destino che le strappava ai propri sogni, e alla possibilità di lottare per vederli realizzarsi, in quanto  intrappolate in quella che era una forma di schiavitù da cui non potevano fuggire:
un avvenire improntato e limitato alla sola prospettiva dell’avere cura del focolare domestico e dei figli.

Considerò pertanto prioritarie, la dignità e l’emancipazione, che dovevano andare a contraddistinguere la figura e il ruolo della donna fino a quel momento non solo non equiparati a quelli dell’uomo ma nemmmeno tutelati nei loro diritti; fra cui quello di godere della parità di genere, necessaria per vedersi riconosciute i propri meriti in ogni ambito della società e accedere alle stesse opportunità di distinguersi e fare carriera.

Un esempio è quello dell’ apertura della carriera in magistratura anche alle donne, un tema che incontrava ancora una forte opposizione da parte cattolica.

Si riteneva, infatti, che la sensibilità della donna avrebbe influito negativamente sulla sua capacità di giudizio facendo prevalere non la componente razionale, ma quella sentimentale.

Sapere, studiare è importante”.

Con queste parole Nilde si rivolge a Teresa Mattei, in occasione del loro primo incontro, dopo essere state entrambe elette alla Costituente a cui avrebbero di lì a poco preso parte.

Ho deciso di citarle perchè, credo che, solo acquisendo una coscienza sociale e rendendola sempre più consapevole, possiamo proiettarci nella direzione che può cambiare il mondo.

La RAI ha sì reso un contributo alla figura di Leonide Iotti, ma quello che più di ogni altro può renderle il dovuto omaggio proviene dalle donne, di allora come di oggi, che in un sentito ringraziamento a lei si rivolgono prendendo in prestito
le sue stesse parole;
“Per essere stata una di noi ed aver speso tanta parte del tuo impegno di
lavoro per il nostro riscatto, per l’affermazione di una nostra pari responsabilità sociale e umana,
poiché ha costituito e costituirà sempre un motivo di orgoglio della tua vita”.
(Dal discorso della compagna Jotti,
dopo la sua elezione a presidente della Camera)

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