Figli di Portici famosi: il cardinale arcivescovo Luigi Ruffo Scilla

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Luigi Ruffo Scilla è nato a Sant’Onofrio, oggi in provincia di Vibo Valentia, il 25 agosto 1750, da Guglielmo Ruffo, principe di Scilla, e Lucrezia Reggio, dei principi di Campofiorito e Aci.

Discendente da una nobile famiglia calabrese, dopo gli studi medi, si è portato a Roma per completare la sua formazione.

Ha studiato quindi all’Università La Sapienza, dove, il 3 dicembre 1772, ha conseguito il dottorato in utroque iure (in diritto civile e canonico).

Abbracciato lo stato ecclesiastico, il 20 maggio 1780, ha ricevuto l’ordinazione presbiterale.

Immediatamente dopo la consacrazione, il 20 maggio 1780, è entrato al servizio della Curia Romana.

In tale contesto ha ricoperto più incarichi: relatore della Sacra Congregazione de Buon Governo e della Sacra Congregazione della Consulta, governatore di Roma, reggente della Cancelleria Apostolica.

Nel concistoro dell’11 aprile 1785, è stato nominato arcivescovo titolare di Apamea di Siria.

Dopo la consacrazione vescovile, avvenuta nella basilica patriarcale lateranense il successivo 24 aprile, inviato nunzio apostolico in Toscana, ha retto la legazione pontificia fino al 23 agosto 1793.

Poi, preposto alla direzione della nunziatura apostolica in Austria, ha mantenuto la carica fino all’anno 1800.

Nel concistoro del 23 febbraio 1801, dal sommo pontefice Pio VII (Gregorio Luigi Barnaba Chiaramonti: Cesena, 14 agosto 1740 – Roma, 20 agosto 1823) è stato elevato alla dignità cardinalizia.

il 9 agosto 1802 , ha assunto il titolo di cardinale prete dei Santi Silvestro e Martino ai Monti.

Nello stesso girono, dall’universale pastore delle anime, su sollecitudine del re duo siciliano Ferdinando IV di Borbone (Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro Benedetto; Napoli, 12 gennaio 1751 – Napoli, 4 gennaio 1825), con il titolo di arcivescovo, è stato posto alla guida della diocesi di Napoli.

Nell’estate dell’anno 1803, preso possesso dell’arcidiocesi, si è subito attivato ad avviare precisi interventi di restauro alla cattedrale.

Poco dopo l’instaurarsi dei francesi sul trono di Napoli, il 26 maggio 1806, espulso, è stato rinchiuso nella fortezza di Gaeta.

Tradotto in Francia, è stato prima confinato a Saint-Quentin.

Durante la dimora coatta, nel 1810, si è rifiutato «… con altri tredici cardinali di partecipare alle seconde nozze di Napoleone».

Per essersi rifiutato, privato di ogni sostentamento, a Saint Quentin ha vissuto di elemosina fino al 1813, allorquando è stato trasferito a Fontainebleau.

Qualche tempo dopo, si è ricongiunto alla corte papale nel castello di Savoia.

Caduto l’impero napoleonico, ha potuto rientrare in sede.

Riuscito a far ritorno a Napoli, il 10 giugno 1815, si è portato a Portici, dove «… visita il Sovrano» Ferdinando IV di Borbone.

«Avendone fatto richiesta, a Portici, …» l’11 Luglio 1826, con decreto reale, ha ottenuto il permesso «… d’instituire una prelatura perpetua in favore di suo nipote D. Fulco Giordano Ruffo Principe di Scilla e de suoi discendenti».

Amando trascorrere le vacanze nella quiete dell’area vesuviana, ospite presso i suoi familiari a Portici, a più riprese, ha alternato la permanenza in villa Bruno nella vicina San Giorgio a Cremano.

Componente del sacro collegio cardinalizio, ha partecipato a tre conclavi: quello del 1823, che ha eletto papa Leone XII (Annibale Francesco Clemente Melchiorre Girolamo Nicola della Genga: Genga, Ancona, 2 agosto 1760 – Roma, 10 febbraio 1829); quello del 1829 che ha eletto papa Pio VIII (Francesco Saverio Maria Felice Castiglioni: Cingoli, Macerata, 20 novembre 1761 – Roma, 30 novembre 1830; quello del 1830-1831, che ha eletto papa Gregorio XVI Bartolomeo Alberto, in religione Mauro, Cappellari: Belluno, 18 settembre 1765 – Roma, 1 giugno 1846).

Ottantaduenne, il cardinale arcivescovo Luigi Ruffo Scilla muore a Napoli, il 16 Novembre 1832. Le sue spoglie mortali sono state deposte  nella cattedrale metropolita napoletana.

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