Il genio di Giovanni Battista Porta

Uomo di eclettico ingegno e studioso di “scienze miste”, Giovanni Battista Porta fu una figura centrale del Rinascimento

Giovanni Battista Porta nacque l’1 novembre 1535 a Vico Equense. Molti i suoi interessi: fu commediografo e scienziato, spaziò dalla filosofia all’alchimia. Visse a Napoli nel palazzo di famiglia a via Toledo.

Nel 1558 pubblicò la prima di varie edizioni del Magiae Naturalis, nel 1563 il De Furtivis Literarum Notis, un’opera di crittografia, dove illustrò la sostituzione poligrafica cifrata, con accenni al concetto di sostituzione polialfabetica, uno dei primi esempi del Rinascimento.

Nel 1566 diede alle stampe l’Arte del ricordare.

Porta fondò l’Academia Secretorum Naturae (Accademia dei Segreti), cui potevano far parte scienziati con al loro attivo almeno una nuova scoperta scientifica. Nel 1579 l’Inquisizione lo sospettò di occultismo e l’Accademia venne chiusa per ordine di papa Paolo III. Il pontefiche, comunque, lo salvò dall’accusa di praticare la magia e gli concesse di continuare gli studi di scienze naturali.

Fece parte dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia degli Oziosi. Probabilmente ebbe rapporti anche con l’accademia napoletana Schirchiate de lo Mandracchio e ‘Mprovesante de lo Cerriglio (Spirito del Mandracchio e Improvvisatori del Cerriglio).

Nel 1583 pubblicò il trattato Pomarium sulla coltivazione degli alberi da frutta e l’anno successivo Olivetum.

Uomo di eclettico ingegno e studioso di “scienze miste”, ebbe scambi culturali con Tommaso Campanella e forse conobbe anche Giordano Bruno, prima che venisse incarcerato dall’Inquisizione. Giovan Battista Porta stesso – inspiegabilmente passato alla posterità come Della Porta – per le sue pubblicazioni fu costetto a chiedere il placet dell’Inquisizione di Roma.

A Padova incontrò fra Paolo Sarpi, storico, teologo e scienziato, e Galileo Galilei. Ebbe rapporti culturali anche con l’astronomo, botanico e numismatico francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc. Nel 1603 incontrò il giovane scienziato prinipe Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei.

Invitato a Praga dall’imperatore Rodolfo II, pubblicò un trattato sulla Taumatologia – ovvero la Medicina che studia i traumi fisici – purtroppo perduto.

«Scrisse ancora di ottica (De refractione optices), Phytognomonica, un trattato sulle proprietà delle piante: ognuna veniva messa in analogia con le parti del corpo umano, entrambi nel 1589, di agricoltura (Villae, del 1592), di astronomia (Coelestis physiognomoniae del 1601), di idraulica e matematica (Pneumaticorum, del 1602), di arte militare (De munitione, del 1606), di meteorologia (De aeris transmutationibus, del 1609), e di chimica (De distillatione del 1610). L’opera sulla lettura della mano (Chirofisonomia), scritta nel 1581 sarà pubblicata solo molto dopo la sua morte nel 1677

La sua opera più famosa fu certamente Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium, un compendio del genio eclettico di Giovanbattista Porta: un trattato di scienza popolare, cosmologia, geologia, ottica, trasformazioni chimiche dei metalli, lo studio dei rimedi spagirici tratti dalle piante, veleni, ricette di cucina, distillazione, cosmetica, lavorazione di vetro, di smalti e di ceramiche, osservazioni sulle proprietà magnetiche, polvere da sparo, crittografia.

La magia naturale per il Porta erano le pratiche positive e non oscure, scientifiche e non empiriche, dove gli elementi stessi della Natura diventano basi per l’investigazione dei fenomeni e le sperimentazioni di rimedi.

Giovan Battista Porta morì a Napoli il 4 febbraio del 1615.

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