Coronavirus e italiani all’estero: intervista da Londra

F. M. ha 40 anni e vive a Londra da 12 anni. Di origine campana, laureata in lingue, sposata con un italiano, mamma di un bimbo di 2 anni, è un’insegnante.

  1. Qual è stata la sua reazione quando dalla Gran Bretagna ha appreso dell’emergenza Covid 19 in Italia?

Nel 2017 in Italia si registrarono più di 13000 morti per polmonite, come mai allora non fu un problema? Approfitto inoltre per  ringraziare anche per l’evidente taglio alla sanità pubblica che oggi ci mette in questa condizione di allerta massima.

2. Attualmente quali sono i suoi timori e le sue speranze e come sta vivendo l’attuale situazione che oramai delicata anche in Gran Bretagna?

Temo per i miei cari in Italia. Per quanto riguarda me, mi preoccupa più che altro la situazione finanziaria a lungo termine, nel caso in cui l’ isolamento si protrarrà per molto. Spero più che altro che le persone capiscano che bisogna chiudersi in casa ora, in modo da bloccare questa pandemia nel minor tempo possibile. Qui in UK siamo in isolamento dal 23 marzo, anche se ci è concesso ancora di fare attività fisica all’aperto, mantenendo i due metri di distanza. Spero che la gente si sforzi di essere intelligente e rispettosa verso il prossimo e si attenga alle misure di sicurezza imposte dal governo. Non credo che le misure siano così drastiche per adesso, visto che comunque ci è concessa una passeggiata breve da soli.

3. Quali differenze ha potuto notare tra le reazione italiana e quella della Gran Bretagna al diffondersi dell’epidemia?

Non ho notato alcuna differenza nella reazione della gente comune: c’è chi ha assaltato i supermercati, come in Italia, e chi non si è curato dell’emergenza ed è uscito in gruppo, proprio come mi raccontano i miei in Italia. L’ unica differenza l’ ho notata nella gestione da parte del governo. Essendo un mese indietro, hanno chiuso le attività un po’ per volta, dando forse modo alle persone di volere una sorta di isolamento, per cui la maggior parte delle persone ha cominciato a tenersi a distanza gradualmente già prima delle imposizioni governative.

4. Lei è campana, quale idea si è fatto delle ordinanze emanate dal governatore De Luca?

Per quanto riguarda De Luca, credo si stia facendo prendere un po’ la mano. Sembra il sergente in Full Metal Jacket. Devo però ammettere che forse le sue misure un po’ estreme, sono dovute anche all’ineducazione/ maleducazione di molti, i quali mettono i propri bisogni primari davanti alle necessità della comunità. Non siamo animali, ma alcune persone devono essere trattate come tali, perché da tali si comportano, quindi, sì, da questo punto di vista capisco il perché delle misure drastiche di De Luca.

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