Caserta: pubblico folto e entusiasmo per la presentazione del testo dell’Onorevole Intini

Caserta– Grande successo per la presentazione del testo dell’On. Ugo Intini, Un socialista all’Onu, edito da Ponte Sisto. Sono intervenuti Raffaele Piazza, assessore del Comune di  Caserta,Gianluca Iannucci-Cons. Com. PSI Caserta, Guido Alizieri – Fgs Caserta e consigliere Forum Giovani comune di Caserta; On. Ugo Intini – Ex Portavoce nazionale PSI e Direttore dell’Avanti,On. Enzo Maraio -Segretario Naz.PSI. L’incontro è stato moderato dal Direttore di Belvederenews Prof.ssa Giovanna Paolino.

 

Tra gli interventi riportiamo quello di Raffaele Piazza che ha posto l’accento sul ruolo che ancor oggi potrebbe apportare il socialismo nel combattere il sovranismo (senza prospettiva) di certe destre a cui bisogna opporre il sovranismo che esce fuori dai confini nazionali e che potrebbe davvero garantire diritti ai popoli. L’assessore è poi entrato nel merito del testo dell’Onorevole Intini, soffermandosi sul ruolo ricoperto da Guterres all’ Onu, sottolineando come la presenza di un socialista in un organismo così nevralgico costituisca la garanzia di promozione dello “stato di benessere” (welfare) a livello internazionale. Ripercorrendo le fasi nevralgiche del partito socialista, Piazza ha sottolineato come  il socialismo abbia significato il superamento della politica bilaterale dei due blocchi (comunismo e liberismo), fino a soffermarsi sulla figura di Craxi che è stata liquidata troppo rapidamente e per capirlo basta confrontare ciò che eravamo con ciò che siamo.

 

È stata infine data la parola all’Onorevole Intini, secondo il quale un’opinione pubblica più serena permette oggi di rileggere la parabola del socialismo evitando di sottolinerne solo gli aspetti negativi.
Le statistiche degli anni novanta del Novecento registrano ,infatti,come al tempo l’Italia si attestasse a livelli di produzione simili a quelli della Gran Bretagna e Francia mentre oggi registra un brusco calo. L’onorevole ha poi citato alcuni testi tra cui  “Il tramonto dell’avvenire. Breve ma veridica storia della sinistra italiana, edito da Marsilio di Franchi Paolo, nel quale si fa riferimento al fatto che agli inizi degli anni ’90 l’estremismo comunista e e fascista sia stato il prodromo dell’antipolitica di oggi, che ha avuto il suo inizio con il lancio delle monetine a Craxi davanti all’Hotel Raphel la sera del 30 aprile del 1993. Il giorno prima Craxi aveva preso la parola per difendersi e convincere i suoi colleghi a respingere le richieste di procedere contro di lui. Fu probabilmente il suo discorso più famoso, quello in cui ammise il finanziamento illecito del Partito socialista, ma anche che tutti i partiti avevano fatto la stessa cosa e negò ogni accusa di arricchimento personale. L’onorevole ha poi citato il testi di Marcello Sorgi, Presunto colpevole. Gli ultimi giorni di Craxi, edito da Einaudi, nel quale l’autore incrocia il destino del leader socialista con quello di Aldo Moro, entrambi vittime di due trattative deviate verso un vicolo cieco: «Sono vicende molto diverse. Ma il filo di ferro che le unisce, oltre al fatto che riguardano personaggi eminenti della politica italiana – gli ex presidenti del Consiglio rimasti più a lungo a Palazzo Chigi, due innovatori che avevano a cuore il futuro del proprio Paese – è l’incapacità dello Stato, che sarebbe potuto intervenire, e non lo fece, per salvar loro la vita. In questo, soprattutto in questo, Moro e Craxi hanno avuto lo stesso destino: cadere vittime di un’indifferenza e di una spietatezza che non si aspettavano, che non pensavano di meritare».

Intini ha poi puntualizzato come Craxi, fedele alla logica del partito che veniva sempre prima di tutto, non si sia mai personalmente arricchito e che, inoltre, tutti facevano uso dei soldi pubblici, per cui il segretario del PSI chiedeva un’ assoluzione di tipo politico.

La storia dei finanziamenti ai partiti  non è certo oscura, ”il PC prendeva soldi da Mosca e dalle cooperative, la Dc dagli americani. Il partito socialista percepiva fino al  al ‘56 finanziamento da Mosca, ma quando Craxi divenne segretario cerco di rendere autonomo il PSI dal Pc e Dc, ci riuscì con molti rischi ed errori”. (Nota:PSI e PCI erano legati dal patto di unità d’azione, sottoscritto a Parigi, in esilio, e riconfermato dopo il 1945. Alle elezioni del 1948 socialisti comunisti formarono una lista unica, il Fronte democratico popolare, che fu la causa della scissione socialdemocratica dal PSI, guidata da Saragat. Il Fronte uscì sconfitto e i socialisti furono elettoralmente dimezzati. Nenni aveva capito che quella alleanza non era gradita alla maggioranza degli italiani e indeboliva il PSI. Cominciò a prendere le distanze dal PCI dopo la morte di Stalin, ma furono il XX Congresso del PCUS e i fatti d’Ungheria che lo portarono alla decisione di rimettere il socialismo italiano su una carreggiata autonoma e democratica.)

Ma al netto degli errori, Intini tiene a precisare come,a differenza di oggi, la politica fosse, al tempo, legata alle questioni culturali. Di queste quattro quelle lanciate da Craxi: la prima contro il marxismo-leninismo (ma non contro il marxismo);la seconda per il liberal-socialismo, perché si può essere favorevoli alla libertà di mercato, ma non alla società di mercato che non garantisce i diritti sociali; la terza per le riforme istituzionali tra cui quella della Costituzione, che a suo avviso andava aggiornata, anche se il suo appello rimase lettera morta; la quarta fu per un socialismo tricolore con la ricostruzione del mito garibaldino, in quanto non si poteva lasciare il patriottismo alla destra. 
Dopo il Craxi politico, il Craxi statista, il Craxi della scala mobile, il Craxi europeista che insieme ai socialisti francesi e spagnoli promosse l’idea di evitare steccati e divisioni fra i paesi europei (storico il vertice dell’85 in cui la Thatcher ,che era non europeista, fu messa all’angolo da socialisti quali Filipe Gonzales e Mitterrand)

Dopo tale excursus, l’Onorevole si è concentrato sulla figura di Guterres, socialista portoghese, alto ufficiale dell’Onu, la cui opera può essere interpretata come una continuazione del socialismo negli anni ‘8o in Portogallo e ancora oggi. Con i portoghesi è,del resto, sempre esistito un rapporto particolare, il garofano, simbolo del PSI, proviene dalla Rivoluzione di Lisbona del ’75, mentre l’attuale simbolo del partito portoghese nasce a Roma.

Guterres è un ecologista, tanto da aver dato a Greta la platea delle nazioni unite.È un europeista,convinto del fatto che solo l’unità politica dell’Europa possa sostenere la moneta unica. Solo degli sprovveduti, a conti fatti, possono pensare che chi ha 0,2 della popolazione mondiale come l’Italia possa contare qualcosa. Oggi tutto è globale, meno la politica confinata ottusamente nei confini nazionali.

 

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Source: Belvedere – 10/1
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