Intervista a Cosimo De Gioia ingegnere meccanico con le Due Sicilie nel cuore

Intervista a Cosimo De Gioia ingegnere meccanico con le Due Sicilie nel cuore

“ In realtà la Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte.”

 

La Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte

Cosimo de Gioia, generazione anni ’60, ingegnere meccanico, socio fondatore di Comitati  delle Due Sicilie, cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, docente delle materie tecniche di un master per Traduttori tecnici di lingua inglese, scrittore, meridionalista, storico, presenterà  nel corso del raduno di Gaeta  il suo libro “Discorsi Duosiciliani”.

Anzitutto volevo ringraziarti per il contributo che dai al nostro movimento e anche per l’attenzione che hai al lavoro del sottoscritto, citando i miei scritti nelle tue pagine. Ma voltiamo pagina.

D) Sei un ingegnere meccanico, con tesi sperimentale Robotica: nell’immaginario popolare non c’è nulla di più lontano dalla ricerca storica. Qual è allora l’input che ti ha fatto deviare dai tuoi interessi culturali e di studio? Da cosa nasce l’interesse per la storia, in particolare per la contro storia delle Due Sicilie?

R) La Meccanica oggi viene presentata come una materia tecnica al pari di altre. In realtà la Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte. Dunque la Meccanica è lo studio dell’avventura umana e quindi non è disgiungibile dalla speculazione del mondo sia negli aspetti fisici che umanistici. Persino nella Bibbia si parla del moto dei corpi e quindi di Meccanica, secondo le approfondite letture di Sant’Agostino, Newton e molti altri grandi della storia. Dunque l’interesse per la storia forse non è una deviazione rispetto alla mia formazione scolastica. Poi nel mio caso, questo interesse è del tutto naturale perché ho sempre fatto parte di associazioni culturali di storia. Penso sia dovere di ognuno documentarsi personalmente sulla propria storia: non si può demandare a istituzioni scolastiche che hanno politiche di indottrinamento dalle quali talvolta è più opportuno liberarsi. Secondo l’indottrinamento scolastico, per esempio, Newton avrebbe scoperto le leggi del moto quando, seduto all’ombra di un melo, un frutto maturo si staccò dall’albero e gli cadde in testa: il moto della mela fornì allo scienziato la grande intuizione. Questa è una tesi illuminista avente lo scopo di disconoscere l’enorme importanza degli autori antichi consultati da Newton nelle sue ricerche; fu dunque una tesi che tagliava i ponti con ciò che non era funzionale all’affermazione delle idee illuministe: la Bibbia, il Libro dei Sogni dell’arabo Acmet, le opere dei matematici dell’antico Egitto e degli antichi greci. Dunque esiste la storia scolastica, ma esiste anche la Storia che è molto bella ed interessante da studiare, apprendendola anche fuori dagli ambienti scolastici. La Storia del Regno delle Due Sicilie è una di queste storie importanti.

D) Nel tuo libro ci sono ricordi, anche personali, sulla figura di don Massimo Cuofano, dunque la tua attenzione verso di lui scaturisce dalla credibilità umana che egli aveva come sincero spirito identitario oppure da un interesse culturale verso i suoi studi?

R) Certamente entrambe, ma a prevalere è il mio interesse verso i suoi studi nei quali rilevo una metodologia originale. Don Massimo Cuofano è stato un uomo di fede autentica; i suoi studi consistono in ricerche di verità storiche alla luce della Verità di fede. Egli analizza i documenti non già per costruire una tesi storica, bensì per constatare che la verità, nota in forza di valori superiori, trova riscontro in “miracolose” manifestazioni quali, appunto, i documenti storici che emergono nonostante le difficoltà. Altre manifestazioni di autenticità di quella pura verità in don Cuofano sono i raduni duosicilianisti, l’impegno degli attivisti, l’entusiasmo dei giovani, la preghiera rivolta agli eroi che hanno donato la loro vita quale seme fecondo per la rifioritura del Sud.

D) Il meridionalismo oggi, a tuo avviso, deve occuparsi di politica?

R) Sì, il meridionalismo deve occuparsi di politica, ma prima occorre l’azione culturale per capire che cosa significa meridionalismo. Tutti i partiti sono meridionalisti quando vengono a chiedere i voti al Sud, anche la Lega Nord è meridionalista. Non basta essere sinceramente meridionalisti, occorre la consapevolezza che il meridionalismo deve avere una connotazione chiara, forte: borbonica. Il meridionalismo o è autenticamente identitario o non è; il meridionalismo o è distintamente borbonico oppure è come quello dei partiti italiani.

D) Sei socio fondatore di comitati Due Sicilie. Da quando è stato fondato questo movimento (2007) ad oggi, come pensi si sia evoluto il meridionalismo duosiciliano?

R) Il meridionalismo duosiciliano anni fa era un’idea, oggi è sempre più una concretezza che spero si espanda alla conoscenza delle popolazioni del Sud.

D) Riassumi con 3 parole la tua esperienza di questi anni in Comitati.

R) La mia esperienza nei Comitati è stata accompagnata da una personale maturazione culturale, da un arricchimento di amicizie straordinarie, dalla costatazione che la pluralità dei Comitati nelle diverse regioni abbia inciso nella società, destando voglia di riscatto: l’auspicato riscatto del Sud.

D) Nel tuo libro Meccanica Apocalittica, proponi una filosofia della tecnica, il sapere scientifico reinterpretato in una visione etica e persino religiosa. Per analogia si potrebbe dire che hai seguito le orme di don massimo, il quale ha decifrato il percorso storico duosiciliano, particolarmente in riferimento alla figura di Francesco II, secondo metriche teologiche?

R) Sì, è proprio così. Nel mio libro “Meccanica Apocalittica” mi sono esercitato ad applicare la metodologia di ricerca di don Massimo Cuofano. Egli affrontava la scienza storica con una visione dettatagli dalla fede: una Verità superiore, divina, certifica la verità storica. Nel mio libro di Meccanica ho provato ad affermare le verità meccaniche con riferimento a Verità bibliche, superiori. Nel mio libro la Meccanica non è un ramo della conoscenza parallelo alla Matematica, è (nelle mie intenzioni) parallelo alla Teologia.

D) Questa frammentazione corpuscolare del mondo meridionalista, in tanti, troppi, movimenti gruppi e partitini, a tuo parere, indica un accresciuto interesse verso le tematiche identitarie oppure una mancanza di coesione tra tutti noi duosiciliani?

R) La frammentazione è un elemento negativo per lo sviluppo del pensiero e dell’azione meridionalista. Occorre passare da un interesse che di anno in anno si accresce, ad un pensiero strutturato e ad un’azione mirata agli obiettivi fondamentali.

I Comitati delle Due Sicilie, ai quali orgogliosamente aderisco sin dalla fondazione, contribuiscono a quella scuola di pensiero che vede nella pluralità dei comitati territoriali, una ricchezza e non un elemento di divisione e frammentazione. Il percorso che si apre davanti a noi è ancora, dopo tredici anni, quello contenuto dello Statuto dei Comitati delle Due Sicilie.

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Source: Belvedere – 10/1

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