S.Nicola la Strada – Giornata della Memoria, l’Assessore Maria Natale porta 150 studenti alla Sinagoga di Roma

SAN NICOLA LA STRADA – Sin dal suo insediamento nell’incarico di Assessore alla Pubblica Istruzione ed alla Cultura, la Professoressa Maria NATALE, ha sempre posto una grande attenzione alla “Memoria Storica” e lo ha fatto insieme a tutti gli studenti degli istituti cittadini: “Mazzini”, “De Filippo”, Liceo “Diaz”. Primo Levi, nella sua poesia “Se questo è un uomo”, afferma che l’unica cura contro il male del mondo è il ricordo, attraverso il quale l’uomo non rischia di ripetere i medesimi errori. Il rapporto col passato è la nostra unica certezza, poiché non ci è dato conoscere cosa ci riserva il futuro. Per questo è importante rimanere vincolati alla memoria storica.

Anche in quest’ultimo scorcio della consiliatura, Maria Natale non ha voluto far mancare il suo impegno per la “Memoria Storica”. Molto bello e commovente fu l’incontro del 27 gennaio 2019 nel Salone Borbonico con Tullio FOÀ, uno degli ultimi superstiti dei campi di concentramento, e Tiziana FIZ, moglie del Rabbino capo di Milano. La seconda Guerra Mondiale fu la causa della morte di circa 60 milioni di persone e, fra questi, di circa 6 milioni di ebrei che furono prima internati nei campi di concentramento tedeschi e poi “gassificati” per quella che il demonio Hitler aveva classificato come “la soluzione finale”.

Nessun aggettivo, neppure quello più offensivo, può descrivere appieno cosa ha veramente significato per l’Umanità quella carneficina. In quell’occasione, l’Assessore Maria Natale sottolineò come “…. la promulgazione delle leggi razziali del 16 ottobre 1938 hanno fatto sprofondare il nostro Paese nel buio più totale e dal quale ci saremmo lentamente ripresi…” e mise in guardia gli studenti dai rigurgiti di un ritorno al passato. Prima di terminare il suo discorso l’anno scorso, Tullio FOÀ fece un appello ai docenti: “…. Aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani, aiutateli a non dimenticare. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati (…). La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani….”. Seguendo l’appello di FOÀ, Maria Natale ha organizzato per Lunedì 27 gennaio 2020 una visita guidata per 150 studenti, più accompagnatori, dei tre summenzionati istituti presso la Sinagoga ed il Ghetto di Roma. A trasportare gli studenti a Roma sarà la ditta CLAROBUS s.r.l. di San Nicola la Strada per una spesa complessiva di 2.500 euro (nr. 3 bus 1.800 euro iva inclusa + 720 euro per check point).

Il ghetto ebraico di Roma rappresenta uno dei tesori nascosti più belli di tutta la capitale. Visitare questo piccolo quartiere, delimitato dal Tevere da una parte e da Piazza Venezia dall’altra, rappresenta un’esperienza culturale e religiosa per via della Sinagoga e del museo ebraico. Il ghetto di Roma è considerato il più antico del mondo occidentale. Fu il Papa Paolo IV ad ordinarne la costruzione nel 1555 revocando tutti i diritti concessi agli ebrei romani e dotandolo, originariamente, di soli due accessi per entrare ed uscire. La vita per gli ebrei era molto dura ed era sottoposta ad una serie di obblighi e divieti: obbligo di risiedere all’interno del ghetto e di portare sempre con se un segno distintivo di appartenenza alla comunità ebraica, proibizione di esercitare ogni tipo di commercio ad eccezione di stracci e vestiti e di possedere beni immobili.

The Great Synagogue in Rome

Gli ebrei fecero di necessità virtù diventando, grazie anche a questi divieti, scaltri commercianti di abbigliamento e abili uomini d’affari nel campo dei prestiti. All’alba del 16 ottobre 1943 i nazisti circondarono il quartiere e catturarono oltre 1.000 ebrei prelevandoli a forza dalle loro abitazioni. Due giorni dopo i prigionieri furono caricati sui vagoni di un treno diretto ad Auschwitz: dei 1.023 deportati solo 16 sopravvissero allo sterminio. La Sinagoga rappresenta la meta religiosa più amata dagli ebrei del ghetto di Roma. Il Tempio Maggiore si presenta con un grande edificio di due piani a base quadrata sormontato da una grossa cupola. La Sinagoga del ghetto di Roma è anche, e soprattutto, un luogo di preghiera e un importantissimo punto di riferimento culturale per l’intera comunità ebraica. Nei sotterranei hanno sede il museo ebraico e il Tempio spagnolo, una piccola sinagoga che merita una visita. La Sinagoga fu progettata e finita di costruire nel 1904 dagli architetti Osvaldo Armanni e Vincenzo Costa, ispirati a motivi assiro-babilonesi. Come da progetto il Tempio risulta visibile da ogni punto panoramico della città. Questo fa della Sinagoga una delle icone simbolo del ghetto di Roma.

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Source: belvedere news
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