Caiazzo. Comune, cartelle prescritte, richieste da respingere: interviene insero, finalmente!

Meno male che Insero c’è! Parafrasiamo il titolo di un famoso inno a Berlusconi, molto in voga nei lustri passati, per sottolineare che solo grazie alla costante attenzione dell’avvocato Amedeo Insero,

consigliere comunale indipendente dopo la scissione dal gruppo “Bene Comune” – forse ora più comprensibile – viene finalmente affrontato un argomento delicato quanto attuale: quello delle richieste di pagamento per balzelli e tributi comunali ormai prescritti, spesso per importi da capogiro, notificate a tantissimi contribuenti dopo capodanno.
Per il resto alcun segnale di vitalità da parte dei sodalizi e soprattutto gruppi politici preposti alla tutela civica…
Non è tutto perché, a quanto riferito, i malcapitati che si sono recati al Comune per spiegazioni, si sarebbero sentiti rispondere seccamente che, non avendo provveduto a suo tempo, ora pagare era indispensabile per evitare il peggio; al massimo si poteva sperare una eventuale rateazione, sottoscrivendo la relativa istanza e quindi vanificando l’effetto della ormai intervenuta prescrizione, che comporterebbe l’imputazione a chi è pagato per provvedere in tempo utile.
Circostanza, che se non sottende malafede, lascia presumere impreparazione dei preposti, atteso che la prescrizione è confermata dalla seguente nota di Insero il quale -repetita juvant- non solo è consigliere comunale ma soprattutto è avvocato:

Sono oramai numerosissimi i cittadini di Caiazzo che si sono visti recapitare e notificare, oltre i termini stabiliti dalla legge, per il tramite del servizio postale, avvisi di accertamento e/o ingiunzioni di pagamento per omesso o parziale versamento di tributi comunali.

Gli avvisi/ingiunzioni riguardano, principalmente, il mancato o insufficiente pagamento di TASI e IMU relativa all’anno 2014.

Molti di questi avvisi/ingiunzioni sono palesemente nulli in quanto notificati oltre il termine di cinque anni e, pertanto, non più dovuti stante la cosiddetta prescrizione.

Va detto che il termine entro il quale l’Ente può chiedere il pagamento del tributo, trattandosi di atto sostanziale e non processuale, è quello del 31 dicembre e quindi entro tale data l’atto DEVE essere notificato al cittadino altrimenti scatta la prescrizione.

Non basta che entro il 31 dicembre si è provveduto alla consegna o spedizione attraverso il servizio postale, ma, si ribadisce, entro tale data l’atto deve essere portato a conoscenza legale, a mezzo di notifica, del contribuente.

La circostanza che numerosi atti siano stati spediti il giorno 27, 28, 30 o 31 dicembre 2019 manifesta la mala fede da parte dell’Amministrazione Giaquinto atteso che mai e poi mai tali atti potevano essere notificati il 31 dicembre!

Evidentemente l’amministrazione gioca sul fatto che, trattandosi di importi non sempre considerevoli, i cittadini rinuncino ad intraprendere azioni giudiziarie contro l’Ente e, seppur non più dovuto, paghino il tributo.

Invito tutti i cittadini che si sono visti recapitare gli avvisi e/o ingiunzioni a partire da gennaio 2020 a presentare presso gli uffici comunali istanza di annullamento in autotuela per intervenuta prescrizione auspicando che l’Amministrazione dia immediatamente disposizioni di accoglimento.

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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