Il Governo promuove De Luca: finisce il commissariamento per la Sanita’ campana

Il Consiglio dei Ministri ha decretato la fine del commissariamento alla Sanita’per la Regione Campania.

E la notizia e’ stata immediatamente pubblicata dal   Presidente Vincenzo De Luca sui social, che , a questo punto, sembra essere definitivamente sponsorizzato dal Pd  e dal Movimento5 Stelle per la sua ricandidatura alla guida di Palazzo Santa Lucia.

Dopo dieci anniha dichiaratoper la Campania è un risultato storico, che apre una nuova stagione per la Sanità campana. Ringrazio il Governo, il Presidente del Consiglio, i ministri dell’Economia e della Salute. E ringrazio vivamente le centinaia e centinaia di dirigenti, medici, dipendenti che con il loro impegno hanno consentito di raggiungere questo risultato straordinario. Faremo nei prossimi giorni un’assemblea per ringraziare tutti, e per rilanciare nuovi obiettivi di avanzamento nell’organizzazione sanitaria».

Nei scorsi giorni c’era stato il via libera della conferenza stato-regioni. Mancava l’ultimo atto, quello che nei fatti ha sciolto ogni riserva sulla sanità in regione campania, sulle sue disponibilità finanziarie dopo anni di bilanci e rendicontazioni lacrime e sangue, che avevano imposto scelte drastiche in ogni provincia.

«Uscire dal commissariamento – ha spiegato nelle scorse ore De Luca dopo l’ok della conferenza Stato-Regioni – è un miracolo perché siamo partiti da due precondizioni: nel riparto del fondo nazionale sanitario la Campania è la Regione che riceve la quota più bassa, 200 euro in meno pro capite rispetto all’Emilia Romagna e 100 in meno rispetto a Veneto e Lombardia. In più in dieci anni di commissariamento c’è stata una riduzione del personale di 13.500 persone. Raggiungere uscita con queste due precondizione è miracolo doppio».

Nello specifico la Campania conferma il risanamento economico e finanziario iniziato dal 2013 e ha accresciuto il punteggio Lea che misura la qualità dei servizi sanitari, portandolo sopra la sufficienza.

La maggiore flessibilità nella spesa consentirà di approfondire il nodo dei fabbisogni di personale, di tecnologie e dei tetti di spesa. Serve un investimento  di risorse per garantire il funzionamento dei centri diagnostici di prossimità e accreditati per tutto l’anno, anziché a singhiozzo.
Pronti, intanto,  anche 1,1 miliardi di euro di fondi per l’edilizia sbloccati per ristrutturare la rete ospedaliera pubblica.

Ma , a questo punto,  cosa cambia per cittadini e pazienti?

Per il momento,a quanto pare,  poco: il recupero di efficienza è ancora basso e dunque non percepibile da parte degli utenti alle prese con le quotidiane difficoltà tra pronto soccorso sovraffollati, assenza cronica di personale, tetti di spesa che pesano su malati cronici e anziani, l’accesso alle prestazioni in centri accreditati a singhiozzo.

A cio si aggiunge la  rete dell’emergenza che vive  una situazione di affanno.

Per quanto riguarda le assunzioni un percorso è già stato avviato con lo sblocco del turnover e la revisione dei fabbisogni che porterà all’ingresso di nuove 8mila unità in tre anni a cui si potranno aggiungerne almeno altre 200 dopo la firma del nuovo patto nazionale per la salute.

 

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