S.Nicola la Strada – Riflessioni di un cittadino di San Nicola e promemoria per le future amministrazioni cittadine

SAN NICOLA LA STRADA – Abbiamo ricevuto dal Comitato Cittadino “San Nicola la Strada – Città Partecipata”, di cui è Presidente Domenico PENNINO, le “Riflessioni di un cittadino di San Nicola e promemoria per le future amministrazioni cittadine”. Trattandosi di uno spunto da cui partire in previsione delle prossime elezioni amministrative cittadine del 2020, abbiamo ritenuto portarle a conoscenza dei cittadini sannicolesi: “Vent’anni fa, decisi che era il momento di comprare casa per assicurare a me ed alla mia famiglia un futuro più tranquillo, al riparo dalle speculazioni di un locatore. Cercai, per lungo tempo, una località che mi desse “un senso di ambiente cittadino” simile a quello in cui ero abituato a vivere fin da ragazzo. Fu allora che mi imbattei, quasi per caso, nella città di San Nicola, un agglomerato urbano in rapido sviluppo con costruzioni residenziali quasi tutte nuove, tranquilla rispetto a molti altri comuni dell’hinterland napoletano – casertano, con appartamenti non troppo costosi.

Comprai “sulla carta”, un appartamento comodo, su misura per le mie esigenze e partii con l’entusiasmo di chi inizia una nuova avventura, pronto a vivere orgogliosamente nel MIO appartamento, desideroso di circondarmi di un ambiente sereno, urbanisticamente piacevole. Trovai un ambiente amichevole, conobbi persone “per bene”, molti “oriundi” e qualche sannicolese originario, tutti simpatici e disponibili. Dopo qualche anno, cominciai a percepire i primi problemi “di fondo” di questa città: scoprii la sua pericolosa e perniciosa vicinanza ad una delle aree più inquinate della Campania, la famigerata Lo Uttaro con il suo potenziale venefico di rifiuti di ogni genere interrati nella cave di tufo dismesse del territorio casertano, in una lingua di territorio casertano insinuato nell’area comunale di San Nicola, mentre le dismissioni delle Aziende industriali in zona Saint-Gobain, lasciavano presagire l’inquinamento del sottosuolo, con i loro rifiuti industriali.

Piano piano, quella cittadina moderna, fatta di tutte costruzioni nuove, cominciò a mostrare i segni di un invecchiamento precoce. Cominciai a notare che gli scavi per il passaggio di nuovi sottoservizi avvenivano in maniera selvaggia, senza nessun controllo comunale. Nel giro di pochi anni, le più importanti strade cittadine diventarono una gruviera, con buche larghe e profonde, provocate da scavi chiusi male che si aprivano alle prime piogge ed al passaggio dei veicoli che le attraversavano. Alcune fontane cittadine, orgogliosamente volute dalle amministrazioni dell’epoca, furono abbandonate a sé stesse e divennero rinsecchiti e squallidi ricettacoli di rifiuti, le strade si riempirono di erbacce così alte ed invadenti da ostacolare, spesso, il passaggio ai pedoni.

Oggi camminare in una qualsiasi strada è un vero incubo: bisogna stare attenti ad evitare fossi e pavimentazione sconnessa, scansare gli escrementi canini, proteggersi dalle auto che ti sfrecciano accanto in strade senza marciapiedi né forme di protezione per il pedone. Se poi hai la sventura di portare un passeggino o un carrello per la spesa, sei costretto a fare continui sforzi di sollevamento ad ogni testata di marciapiedi, quando c’è. Gli spazi verdi della città vanno divisi in due categorie: gli appezzamenti di terreno incolti, di proprietà dei costruttori in attesa della prossima licenza edilizia ed il cosiddetto verde attrezzato pubblico.

I lotti in attesa di licenza od oggetto di contenziosi epocali, sono nell’abbandono totale, ricovero per animali di ogni genere e ricettacoli di rifiuti, mentre il verde attrezzato delle villette pubbliche, dei parchi e dei viali cittadini non riesce mai a dare quel senso di piacevolezza che ci si aspetterebbe. La rasatura dei prati è un evento inusuale che avviene più o meno quando lo sdegno della cittadinanza raggiunge livelli allarmanti. La cura delle piante è opzionale: avviene (presumibilmente per sorteggio) ogni decina di anni, la pulizia dei viali dalle immondizie non ha nessuna regolarità.

La pulizia delle strade cittadine è una variabile impazzita: in certe strade si può avvistare un addetto non più di tre o quattro volte in un anno. In qualche strada più privilegiata, si rischia di vederlo anche più giorni di seguito. Gli escrementi dei cani, grazie alla inciviltà dei padroni e alla noncuranza di chi è addetto alla pulizia sono disseminati dappertutto: camminare a piedi è ad alto rischio! Il sistema di raccolta dei rifiuti che viene realizzato “porta a porta”, come si addice ad una città moderna: costa un po’ di più, ma almeno di giorno non si vedono rifiuti nelle strade. Questa è la teoria, ma nella pratica è un capolavoro di inefficienza.

Non si sa con esattezza quando inizia il servizio di raccolta, ma spesso, in alcune strade, i rifiuti domestici giacciono in strada anche dopo mezzogiorno. Il resto viene fatto dall’indisciplina di una parte della cittadinanza che non disdegna di lasciare in strada “qualunque cosa, a qualunque ora”. Il risultato è che troppo spesso si percorrono strade ingombre di rifiuti di ogni genere, incluse le “cataste” di cartoni che sostano davanti ai negozi che, pur avendo un servizio teoricamente “dedicato e frequente”, sono troppo spesso intasati dalle loro scatole. Qualche volta, risolvono spostando i cartoni nei punti di deposito dei rifiuti domestici dove, naturalmente, non vengono ritirati perché ricadono nella competenza dei rifiuti commerciali!

Noi continuiamo a sperare che questa città riesca ad elevarsi “a misura d’uomo”, a ricostituire un ambiente urbano confortevole e piacevole ma non c’è nulla all’orizzonte che ci possa dare un po’ di ottimismo. La parte politica delle amministrazioni comunali che si susseguono in maggioranza non è stata finora in grado di mostrare la giusta sensibilità al tema della vivibilità urbana. Il personale comunale addetto ai vari servizi cittadini ed al controllo dei loro comportamenti incivili, fatta salva una piccola percentuale, non è riuscito a adeguarsi alla progressiva trasformazione di San Nicola da Paese a Città. Cosa fare? Non lo so, ma almeno prendere atto della situazione può essere utile, per evitare gli errori e le omissioni del passato. A cura del Comitato Cittadino San Nicola la Strada – Città Partecipata”.

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