Caiazzo. Comune: consiglio iniziato con due cordogli e concluso con due auguri; in mezzo una ‘bomba disinnescata’, per ora!?

Si è rivelato particolarmente interessante il Consiglio comunale tenuto nel pomeriggio di lunedì 21 ottobre, sin dalle comunicazioni della presidente Ida Sorbo e del sindaco Stefano Giaquinto che hanno invitato a ricordare con un minuto di silenzio rispettivamente Hevrin Haly Khalaf – trentacinquenne attivista curda e leader del Future Syria Party, trucidata il 12 ottobre con altre persone – e Gaetano D’Agostino – stimato ex amministratore comunale, morto per i postumi di un grave incidente domestico verificatosi l’altra domenica; in compenso alla fine sono giunti gli auguri per il sindaco, eletto nel nuovo consiglio provinciale, e l’assessore Alfonso Mondrone, che festeggiava il compleanno.

Non essendo previste altre comunicazioni del sindaco la seduta è quindi entrata subito nel vivo ma prima di riportarne una sintesi è doveroso premettere i “benefici del dubbio” a causa dell’audio tanto scadente da suggerirne addirittura lo spegnimento, utile per meglio intendersi fra amministratori ma non purtroppo “al di qua dell’emiciclo”, peraltro semi deserto, chissà se maggiormente “grazie” alla ormai consueta omissione di pubblicità o totale sfiducia nelle istituzioni.

Prima di procedere con l’ordine del giorno però il consigliere Amedeo Insero ha inteso esternare il proprio rammarico nel dover abbandonare la minoranza del “Bene Comune” giocoforza, in seguito a diversi attriti culminati nelle obiezioni che il suo stesso ex capogruppo Michele Ruggieri, (strategicamente?) assente, avrebbe sollevato avverso la sua nomina in seno ad una commissione consiliare.

Dissociazione almeno per ora non emulata da Mauro Della Rocca, ma qualche altra parvenza di distinguo si è rilevata dagli interventi e dalla votazione di Marilena Mone, in particolare sull’argomento “cardine” della seduta, consistente nelle premesse costitutive di una fondazione, di nomina sindacale, finalizzata alla gestione di eventuali donazioni ma, come poi si è inteso, pensata forse per gestire l’ingente patrimonio delle Opere Pie qualora la Regione intendesse rinunciare alla “prelazione”, considerata la situazione gravemente deficitaria dell’IPAB, tanto che, come ha reso noto proprio il sindaco, nei giorni scorsi solo grazie all’intervento dell’avvocato Antonio Battista, nominato dal precedente Consiglio di amministrazione, è stata evitata (ovvero rinviata) la vendita all’asta, in seguito al pignoramento del suoi beni più “appetibili” scaturito da una vertenza intentata da due maestrine per danni causati dalla mancata assunzione sebbene da pubblici atti dell’Ente si evinca tutt’altro e che a quanto è dato sapere, l’asilo “Mazziotti” per cui le stesse avrebbero lavorato, non è mai stato inglobato nelle “Opere Pie Riunite”, Ente di Beneficenza nei confronti del quale è stata intentata l’azione giudiziaria, a quanto pare mai impugnata sebbene i beni di tali enti non siano pignorabili? E quelli “di” una fondazione? domanda “da cento pistole” che demanda “ai posteri l’ardua sentenza”: chi vivrà… vedrà!

Gli atti propedeutici al su citato esame consiliare però, a quanto inteso sono stati approvati in commissione con l’avallo di Insero e Della Rocca e pertanto il loro voto non poteva convergere con quello di Marilena Mone, unico contrario.

Tutti d’accordo infine su ogni altro argomento, compreso un debito fuori bilancio peraltro irrisorio e indispensabile.

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