MARCIANISE, VICENDA JABIL, PROROGATA LA CASSA INTEGRAZIONE PER 350 LAVORATORI

MARCIANISE. La vicenda Jabil lo stabilimento per le telecomunicazioni a Marcianise, sta passando un pessimo periodo soprattuttto per quello che concerne i ‘dipendenti’ all’interno dell’azienda. Cechiamo di fare un riassunto di quello che è accaduto partendo da lontano. Il qsito di Marcianise, inaugurato nel 1992, vive fasi alterne durante la gestione del Gruppo Marconi fino alla sua acquisizione da parte di Ericsson, nel 2006, che segna una svolta determinante. Nell’ambito dell’integrazione delle operazioni in Italia la società svedese decide di trasferire e concentrare nel sito di Marcianise tutte le attività di produzione e distribuzione dei prodotti relativi alle reti ottiche. Fino al 2010 lo stabilimento vive fasi di continua espansione e ampliamento della produzione.

Poi inizia la crisi. Il colosso svedese, colpito dalla crisi delle telecomunicazioni, nel 2012 avvia un piano di riorganizzazione. Parte prima la cessione del ramo d’azienda della sede di Vimodrone, in Lombardia, ma subito dopo nello stabilimento casertano viene attivata la procedura di mobilità per 190 maestranze.

Si giunge all’accordo di trasferimento di ramo d’azienda di Marcianise ex articolo 47 della Legge 428/90 attraverso una lunga e complessa trattativa. L’annuncio della partnership tra Ericsson e Jabil, il 27 gennaio, infatti, suscita molti malumori tra i lavoratori: seguono blocchi della produzione, marce su Roma, 80 ore di sciopero. A sbloccare la trattativa è l’impegno che Ericsson assume di portare in Italia dalla Malesia una nuova missione produttiva: il programma “Spo” (Smart packet optical) , circostanza che fa salire a 335 gli addetti che conservano il posto di lavoro. Con fatica, la notte del 10 marzo, le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm raggiungono a Roma un’ipotesi di accordo che prevede la garanzia di non fare licenziamenti per quattro anni e l’assicurazione di commesse da parte di Ericsson per tre anni proprio allo scopo di saturare la capacità produttiva. 400. L’intesa viene bocciata da un primo referendum aziendale e ripescata da un secondo. Jabil si impegna a investire sullo stabilimento Opto Supply 8 milioni nei prossimi tre anni per consolidare la struttura commerciale e di business e la struttura di sviluppo prodotti su specifiche del cliente, per formare e riqualificare il personale e per attuare miglioramenti tecnologici.

Dopo il caso Whirpool un’altra grande vertenza scuote il mondo del lavoro in Campania, ed anche in questa vicenda non si tratta solo dei 350 operai licenziati, ma di un indotto di quasi 800 lavoratori che viene messo in ginocchio. La storia è sempre la stessa. Si arriva sul territorio, si prendono gli incentivi statali, e si va via quando altrove si realizzano condizioni di lavoro più convenienti.

Come è accaduto alla Whirpool, che ha portato in Polonia la produzione delle sue lavatrici, venedo meno a una promessa fatta davanti al Ministero dello sviluppo economico. Quel Mise che oggi dovrà nuovamente occuparsi degli operai di Via Argine che ieri hanno bloccato il traffico.

GIUGNO 2019

Intanto anche a Marcianise è iniziata l’agistazione. La prima risposta dei lavoratori dello stabilimento casertano è stata la proclamazione di uno sciopero di 8 ore che è iniziato questa mattina. E una nota del Ministero dello Sviluppo Economico comunica che un tavolo di crisi su Jabil Italy è stato convocato per il 27 giugno. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi:” Sono fin d’ora al fianco dei lavoratori, pronto a qualsiasi azione di supporto. Non possiamo permetterci costi così alti ed effetti così devastanti, mentre lavoriamo da tempo e con grandi sacrifici per il rilancio dell’area industriale di Marcianise. Non abbiamo bisogno di cinici tagliatori di teste» ha concluso Velardi.

Dopo varie manifestazioni ed un estate ‘abbastanza calda’ di quest’anno 2019 arriva la cassa integrazione per 350 lavoratori minacciati di licenziamenti su 706 unità di personale dipendente, già peraltro annunciato a luglio, attraversando dunque  varie vicissitudini. In primis la fumata grigia al Minstero del Lavoro, con dei vertici tenuti dai sindacati con ed i vari vertici dell’azienda a Roma.

L’ azienda ha peraltro confermato la volontà di licenziare 350 dipendenti,  la Cassa integrazione tuttavia che aveva una scadenza alla data del   23 settembre, ha subito una proroga, sino al 10 di novembre, entro quella data ci dovrebbe essere un’altro incontro tra al Minsitero dello Sviluppo Economico (MISE). La multinazionale americana ha ribadito la volontà di tagliare 350 lavoratori, su 706 del sito che insiste a Marcianise  a ridosso del territorio casertano, e dovrebbe collocare in altri stabilimenti i lavoratori in esubero che dovrebbero essere reinviati in altre realtà industriali.

Seguiranno aggiornamenti

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