Caiazzo. Ancora ‘rogne’ per il sindaco: dopo la sospensione, Giaquinto dovrà spiegare pubblicamente cosa aveva’combinato’

Seduta consiliare “occulta” per celare grosse irregolarità perpetrate dal sindaco? è quanto pare ipotizzi la minoranza, assicurando però che tornerà in Consiglio comunale la vicenda della sospensione comminata al sindaco Giaquinto dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione, su specifica interpellanza del gruppo “Caiazzo Bene Comune”, assolutamente insoddisfatto di una prima risposta orale.

Giaquinto deve riferire in aula sui motivi e sui criteri seguiti nelle nomine del Consiglio di Amministrazione delle Opere Pie: bisogna dire la verità ai cittadini su una delle pagine più buie della storia politica ed amministrativa della città.

Non siamo per nulla soddisfatti della risposta data mercoledì in aula dal sindaco Giaquinto alla nostra interrogazione a risposta orale sul gravissimo provvedimento di sospensione per tre mesi comminatagli dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione per la famigerata questione delle nomine dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Ipab Opere Pie Riunite”.

È netto, assolutamente negativo, il giudizio del gruppo di minoranza di Caiazzo Bene Comune a margine della seduta di Consiglio Comunale tenta mercoledì 27 giugno, che ha visto l’opposizione incalzare il sindaco e l’Amministrazione.

Giaquinto è stato come al solito evasivo ed ha tentato di sottrarsi dal rendere conto del proprio operato dinanzi all’Assise, non fornendo le dovute spiegazioni sulle motivazioni e sui criteri adottati nella individuazione del presidente Patrizia Merola e dei componenti del CdA delle Opere Pie Riunite, nomine da noi subito contestate perché illegittime e poi annullate dall’Anac che ha anche sospeso il sindaco Giaquinto per ben tre mesi.

Abbiamo chiesto che l’argomento, sotto forma di mozione, venga trattato nella prossima seduta di consiglio comunale dichiarano i consiglieri Michele Ruggieri, Marilena Mone, Amedeo Insero e Mauro Della Rocca- allorché Giaquinto dovrà dire tutta la verità finora nascosta sulle nomine illegittime in seno all’IPAB, costate alla città di Caiazzo l’onta della ribalta nazionale per essere stato un sindaco sospeso per aver nominato amici ed alleati politici in ruoli e cariche che non potevano rivestire. in quanto inconferibili ed incompatibili.

Abbiamo contestato al sindaco e al presidente del Consiglio comunale Ida Sorbo -incalza  il capogruppo Ruggieri-  anche la mancata affissione in città dei manifesti per avvisare i cittadini che c’era la seduta e comprendiamo il motivo, visto che si parlava delle illegittimità compiute nella scelta del CdA delle Opere Pie e dell’intervento dell’Anac; ed anche la irritualità nella convocazione dell’Assise dal momento che essa non è stata preceduta dalla conferenza dei capigruppo e che le interpellanze della minoranza sono state indicate solo con i numeri di protocollo e non anche con l’oggetto sull’avviso di convocazione, quindi anche sul sito istituzionale e sull’albo pretorio del Comune”.

Abbiamo motivo di ritenereconcludono i consiglieri di “Caiazzo Bene Comune”- che Giaquinto e Sorbo abbiano cercato di non far trapelare che in Consiglio si discuteva della gravissima questione delle nomine alle Opere Pie, che sono costate al sindaco la sospensione per tre mesi, evitando in questo modo la partecipazione dei cittadini e la corretta informazione alla popolazione sugli argomenti all’ordine del giorno della seduta. 

Ma noi andremo fino in fondo sulla vicenda finché Giaquinto non dirà tutta la verità ai caiatini su questa bruttissima pagina per Caiazzo e la sua gente”.

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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