Squille: chiuso anche l’unico bar della frazione, ma è ottimista il sindaco di Castel Campagnano

Molti ancora auspicano che sia provvisoria, per ventilate esigenze di ristrutturazione,

la chiusura del bar “Tony”, unico esercizio pubblico che era rimasto dopo la chiusura dello storico, prospiciente bar “De Leone” (nella foto qui accanto; in quella sotto la titolare del bar “Tony” che annota una “commessa”), nel centro di Squille, amena ma sempre più deserta frazione di Castel Campagnano, ma fra i residenti era noto da tempo che la fine dell’anno 2018 avrebbe segnato anche quella del bar Tony.

Circostanza che cruccia anche il sindaco, Giuseppe di Sorbo, come si evince dalle sue seguenti considerazioni, peraltro speranzose, anche perché contestuali agli auguri di buon anno nuovo:

Il mio augurio per il 2019.

“Dal 1 Gennaio 2019 il Bar Tony, l’unico della Frazione Squille, ha chiuso definitivamente.

Si è sentito immediatamente il disagio dell’intera comunità.

Sia di chi lo frequentava che di chi non ne era abitudinario frequentatore.

Anche chi non lo frequentava per niente ha esternato il proprio disagio.


Emerge così, in maniera netta, l’immenso valore che qualsiasi attività sia al servizio di una piccola comunità per poter continuare a vivere ha bisogno di essere sostenuta con la partecipazione di ciascuno cittadino.

Centri o luoghi di aggregazione come il bar, l’alimentare, il forum dei giovani, la parrocchia, la domenica a messa, la scuola, la piazza, il centro sociale anziani e altri ambienti associativi rappresentano il vero ed unico tesoro della nostra piccola comunità.

Non superando ciascuno i propri egoismi che ci allontanano da ciascuno di questi beni, quando non troviamo la nostra personale convenienza, diventiamo i principali autori della distruzione della nostra Comunità.

L’augurio per il 2019 è di riuscire a guardare questi tesori come beni essenziali della comunità che richiedono tutto il nostro impegno ed anche i nostri sacrifici per poterli conservare e tutelare.

Chi ama la nostra comunità e non la vuole vedere distrutta ha il dovere di dare parte di se stesso per essa.

Non ci sono altri modi per salvarla. Dipende solo da noi.

Auguriamoci per questo 2019 di poter superare l’egoismo che ci vede rinchiusi nelle nostre case e lontani dalla comunità e dai loro tesori quale unica via per la vera rinascita della comunità.

P.S. Proprio in questo istante che sto scrivendo il post, senza che sapesse cosa stessi facendo mia, mamma di 84 anni (non frequentatrice del bar) mi ha sussurrato all’orecchio: Vedete di non far chiudere il bar a Squille”.

Una “dritta” per indurre il primo cittadino al suo acquisto?

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