‘Sovrapposizioni’: da colleghe ad amanti le protagoniste dell’intrigante racconto di Giovanni Renella

Continuavano a sfiorarsi, rincorrendosi in un movimento che all’apparenza poteva sembrare un gioco, ma che alla lunga era estenuante perché non concedeva un attimo di sosta, un minuto di pace.

In continua fuga, l’una dall’altra, erano destinate a vivere unite, ma a doversi accontentare di incontri brevissimi che, proprio per la loro fugacità, rischiavano di incrinare il loro stesso rapporto.

Si erano amate sin dal primo incontro, quando si erano ritrovate a fare un identico lavoro, nello stesso posto.

Messe lì, insieme, rappresentavano un riferimento preciso per i tanti impiegati che, di frequente, volgevano lo sguardo verso di loro, in un’attesa carica di aspettative.

Una più lenta, metodica e  precisa; l’altra, altrettanto precisa, ma molto più sbrigativa.

Sul luogo di lavoro, che era un po’ tutto il loro universo, riempivano ogni secondo del tempo che scorreva, sempre attente a non sprecare neanche un istante della loro giornata, che amavano trascorrere insieme.

Per l’attività che erano chiamate a svolgere in quell’ambiente angusto, capitava che si sovrapponessero spesso l’una all’altra in ciò che dovevano fare; e quel continuo sfiorarsi le eccitava, ma entrambe avevano la consapevolezza che non sarebbero mai  riuscite ad unirsi in un lungo abbraccio: non ce n’era il tempo!

E quegli occhi, puntati continuamente su di loro, neanche le imbarazzavano più, perché, di fatto, avevano deciso di vivere la loro unione liberamente: sia che fossero alla luce del Sole, quando erano in presenza degli altri, sia con la complicità del buio della notte, quando erano sole.

Il loro cruccio restava l’esiguità del tempo, brevissimo, che riuscivano a ritagliarsi per stare insieme.

Avrebbero dato chissà che cosa per rallentare lo scorrere delle ore, dei minuti, e poter restare unite un po’ più a lungo.

E il destino volle essere benevolo con le due amanti.

Allo scoccare preciso della mezzanotte, fece esaurire la batteria dell’orologio dell’ufficio, lasciando la lancetta delle ore e quella dei minuti sovrapposte e finalmente unite per una notte intera.

 

 

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI.

Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017).

Nel 2017 con il racconto “Bellezza d’antan” ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto “Sovrapposizioni”.

Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018).

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(di Giovanni Renella – Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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