Napoli. Il soggiorno di Dante nell’antica Partenope

Il sommo poeta Dante (contrazione del nome di battesimo) Durante, Alighieri nacque a  Firenze nel 21 maggio 1265, sotto il segno dei Gemelli, nella contrada di San Martino.

Figlio di un piccolo possidente terriero di parte guelfa bianca, a 18 anni aderì alla corrente del Dolce Stil Novo, fondata  dal suo amico Guido Cavalcanti.

Allo stesso tempo, Dante era impegnato nella politica del suo tempo: era guelfo bianco, anche se venne definito “ghibellin fuggiasco” da Ugo Foscolo.

I guelfi  nelle lotte per il controllo del comune di Firenze sostenevano il Papa. A loro volta erano divisi in due fazioni i bianchi, che pur parteggiando per la Chiesa non escludevano il coinvolgimento dell’Impero, mentre i neri riconoscevano solo al Pontefice il diritto a governare.

Il suo impegno politico lo portò a ricoprire cariche di prestigio: fu inviato per due volte a Napoli come ambasciatore presso Carlo II d’Angiò, da cui venne ricevuto nel Maschio Angioino.

Si sa che il Sommo Poeta visitò le biblioteche e le principali chiese partenopee, cone Sant’Eligio, San Lorenzo Maggiore, dissertando su storia e di filosofia con gli eruditi frati di San Domenico Maggiore.

C’era anche Dante insieme con Jacopo De Molay, Gran Maestro dei Templari, a Castel Nuovo nel 1295 quando si tenne l’elezione al soglio pontificio di Bonifacio VIII.

Si invito del de Molay, Dante fu ospitato nella Commenda templare del porto, l’odierna Caserma Zanzur. Fu qui che iniziò a sognare l’idea politica imperiale. Naturalmente, subito contrastato dal nuovo papa.

Nel corso del soggiorno napoletano i suoi rapporti con i templari furono abbastanza assidui: visitò anche la Commenda di Capua, da cui dipedevano quelle di Gaeta, Isernia, Napoli e l’Ospedale, diretto da fra Matteo d’Isernia, con cui sembra che Dante si dilettasse a discutere di filosofia.

Dante ripartì da Napoli per Firenze i primi di settembre. Durante il viaggio fu  ospite di Commende templari e soggiornò un mese alla corte di Bonfacio VIII per espletare la sua missione presso il soglio pontificio. Ritornò a Roma più volte.

Giunto a Firenze, Dante venne inquadrato nel Consiglio dei Savi. Fu di nuovo a Napoli nel 1296 per sugellare l’alleanza fiorentina con il Regno Angioino e per richiedere grazia della vita per un cittadino fiorentino condannato a morte.

A Napoli fu sempre ben accolto: accompagnato da pochi gentluomini girò molto per la città. Fu proprio qui, secondo alcuni cronisti d’epoca, che l’Alighieri prese l’abitudine di vestire con abiti bianco rossi, alla foggia dei Templari.

Con l’avvento dei Guelfi Neri al potere, cominciarono i problemi per Dante: epurazioni, confische, condanne a morte capovolsero le sorti di molti fiorentini.

Al sommo poeta toccò l’esilio: da quel momento vagò per le corti europee.

Tu proverai sí come sa di sale/lo pane altrui, e come è duro calle/lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.                                                                                                                         (Canto XVII del Paradiso di La Divina Commedia).

Nel 1308 si trovava a Parigi, dove seguì con discrezione il processo contro i Templari.

Infine nel 1321, approdò a Ravenna, dove pare portasse a termine la sua Commedia, e qui morì nel settembre, salendo verso L’amor che move il sole e le altre stelle.

Qualcuno parlò di pagine scritte dall’Alighieri scomparse che riguardavano il suo soggiorno napoletano, ma questa è un’altra storia

(Foto di copertina  by Antonio Vitale)

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(di Michele Di Iorio – Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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