Figli di Portici famosi: il musicista molisano Giovanni Alpigiano

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giovanni Alpigiano è nato a Guglionesi, in provincia di Campobasso, il 13 giugno 1876, da «… dalla relazione tra Liborio Manente e la cognata Florinda Colesanti».

Giovanissimo, ha iniziato a studiare musica, sotto la guida del «… padre adottivo, il musicista sannita Liborio Manente (Morcone,1839 – Catania, 1924)», direttore della Banda Musicale di Guglionesi.

Ha poi continuato gli studi «… con l’illustre maestro Camillo de Nardis», presso il Regio Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dove si è diplomato in direzione e composizione.

A diciannove anni, seguendo l’esempio «… del fratellastro – il compositore e direttore di bande Giuseppe Manente (Morcone, 1867 – Roma, 1941)», ha intrapreso la carriera militare.

Arruolatosi nel Real Esercito, nel 1895, ha prestato servizio come musicante della banda del 53° Reggimento Fanteria, di stanza a Verona.

Nel 1898, è stato nominato sottufficiale capo-musica della Marina e, fino al 1903, ha diretto «… varie bande imbarcate su navi ammiraglie, tra le quali gli incrociatori Ettore Fieramosca e Vettore Pisani».

A bordo dell’incrociatore Vettore Pisani, dal 1900 al 1901, ha preso parte alla spedizione internazionale in Cina.

Nel corso della missione, a Shangai, ha diretto un concerto tenuto da «… tutte le bande di marina della coalizione ricevendo il plauso delle autorità militari e diplomatiche».

Nel luglio del 1903, ha sostenuto e vinto il concorso per sottotenente maestro direttore della Banda del Regio Esercito.

Sottotenente di prima nomina, gli è stato assegnato il ruolo di direttore della banda del 43° Reggimento di Fanteria di Parma.

Dopo alcuni anni, postosi in aspettativa, dal 1906 al 1908, ha soggiornato negli Stati Uniti d’America dove ha diretto le bande musicali civili di Mariden e di New Haven.

Tornato in Italia, indossando nuovamente l’uniforme, è stato nominato direttore della banda del 14° Reggimento di Fanteria stanziato a Foggia.

In occasione della festività patronale di Sant’Adamo Abate, il 2 giugno 1910 ha bnniamato la solenne processione guglionesana. L’indomani, 3 giugno, nel corso della matinée bandistica, ha diretto a Guglionesi la banda musicale del XIV Reggimento di Fanteria, suonando per l’avvenimento «… l’inno trionfale da lui composto La Regina del Grano».

Al termine del concerto, ha ricevuto «… dal Comune un attestato di stima e di riconoscenza e fu annoverato”tra i suoi figli prediletti”».

Nel luglio del 1911, a Montecatini Terme, «… con il celebre compositore Ruggero Leoncavallo e con i direttori delle musiche militari G. Pennacchio e Giuseppe Manente», ha fatto parte della commissione giudicatrice del concorso bandistico nazionale.

Dal 1912 al 1918, ha diretto la banda del 13° Reggimento Fanteria a l’Aquila e, dal 1919 al 1921, quella del Presidio Militare di Pola, aggregata al 145° Reggimento Fanteria.

Terminata la Grande Guerra, con la ricostituzione del Regio Esercito, che ha comportato l’abolizione delle bande reggimentali, per circa un triennio, dal 1921 al 1924, è stato attivo a Pola quale direttore di alcune istituzioni musicali, tra le quali anche la locale orchestra sinfonica.

Nel 1925, si è stabilito definitivamente a Capri, dove, dal 1927 al 1939, tranne brevi parentesi, ha diretto la banda comunale.

Nel 1928, cinquantenne. senza però riuscirci, ha concorso al posto di maestro direttore della celebre Banda Comunale Fascista di Cannara, in provincia di Perugia, nonostante i titolo esibiti.

Ai documenti inviati assieme alla domanda di partecipazione al concorso, oltre ad alcune sue composizioni, infatti ha allegato delle eccellenti credenziali: «… una lettera del M° Ruggero Leoncavallo, contenente un giudizio molto lusinghiero sul Poema Sinfonico per banda, composto nel 1911; un’altra lettera, del M° Max Lonenard (già professore di composizione del Conservatorio di Stern, in Berlino) che valutava molto positivamente la sua prima opera teatrale (Calmiera, composta sempre nel 1911); un giudizio, infine, del M° Francesco Cilea che sottolineava l’efficacia poetico-musicale della sua terza opera teatrale (Rosa Roja, composta nel 1913)».

Nel 1939, è stato invitato a costituire la banda dello Spolettificio del Regio Esercito, con sede in Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

Ha diretto questa formazione fino al giorno dello scioglimento della stessa, avvenuto in seguito ai bombardamenti aerei subiti dallo stabilimento durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1941, si è trasferito a Portici, dove ha avviato un’attività di consulenza e di collaborazione con la Casa Musicale Pucci.

Il musicista molisano Giovanni Alpigiano muore a Portici il mattino del 7 maggio 1954.

Dal 1988, traslata dal locale camposanto porticese, la sua salma riposa presso il Cimitero della Misericordia di Firenze.

Il comune natio, avendolo tra i suoi eletti figli, lo ricorda intitolando una strada al suo nome.

Dotato «… di una solida conoscenza contrappuntistica, tipica in molti musicisti di “scuola napoletana” del primo Novecento», nell’arco della carriera, si è cimentato in tutte le forme musicali, che hanno caratterizzato la sua epoca.

Infatti, tra le sue composizioni si ritrovano: «… quattro opere teatrali (Calimera, Efisia, Rosa Roja e Cenerentola); due operette; varie sinfonie, ouverture e suite per orchestra o banda; varie trascrizioni operistiche per banda; numerosi valzer, mazurke e polke per pianoforte; circa cinquanta tra marce funebri, marce sinfoniche, militari e inni per banda; romanze e canzoni per canto e pianoforte e, infine,varie composizioni per chitarra e/o mandolino».

Tra le sue principali composizioni, si ricordano:

  • Inno di Guerra su testo di Giuseppe Abate, per voce e pianoforte (Milano, Fantuzzi Editore);
  • Cenerentola, Fiaba in due atti di Ugo Fleres, riduzione per canto e pianoforte dell’autore (Napoli, F.lli De Marino, 1935);
  • La sveglia, seguito della cantilena e preghiera, marcia popolare caprese (Napoli, F.lli De Marino, 1934);
  • Costanzo, marcia militare per banda o pianoforte (Firenze, Stamperia Mignani, 1928);
  • Il Mattino, preludio per orchestra o pianoforte dall’opera inedita “Rosa Roja” (Milano, Fantuzzi Editore);
  • Rugiada, melodia per canto e pianoforte (Milano, Fantuzzi Editore);
  • Surge il sole, melodia per canto e pianoforte (Milano, Fantuzzi Editore);
  • L’’onda del mare, melodia per canto e pianoforte (Milano, Fantuzzi Editore);
  • Dal salto di Tiberio, serenata per mandolino e chitarra;
  • Sulla punta di Tragara nell’isola di Capri, meditazione per violino e pianoforte, (Milano, Fantuzzi Editore);

  • La Bella Capri, lirica per canto e pianoforte (manoscritto, Capri, 1945);
  • La sirena di Capri, serenata per pianoforte (Milano, Fantuzzi Editore);
  • Sulle colline di Seltz, marcia per banda o pianoforte (Milano, Fantuzzi Editore);
  • Gli Eroi del 13° Fanteria davanti a Doberdò, marcia di guerra per banda o per pianoforte;
  • La caduta di Volkonniak, ouverture eroica per orchestra;
  • Movimento ondulatorio, ouverture per banda;
  • Poema sinfonico, per banda (manoscritto, 1911);
  • Guerra 1915-17, fantasia descrittiva, con commento poetico di Giuseppe Abate, per banda (manoscritto conservato presso la Biblioteca di Storia Moderna e contemporanea di Roma).

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