Caiazzo. Deco’: martedì nuovo ‘step’ giudiziario per scongiurare nuovamente la chiusura dell’iperstore: cambia tutto per nion cambiare niente?

Si erano ben guardate dallo scrutare oltre il naso, evidentemente, le tante persone che avevano esultato,il mese scorso, in seguito alla riapertura del Decò, supermercato che era stato chiuso in ossequio a una sentenza del Consiglio di Stato (ultimo grado di giudizio amministrativo) ma clamorosamente riaperto grazie a un “èscamotage”, a quanto è dato sapere studiato dall’avvocato Pasquale Marotta (che all’epoca difendeva gli interessi di maestranze e titolari della struttura), consistente nella richiesta di condono edilizio, prontamente concesso dal preposto tecnico comunale e conseguente autorizzazione alla riapertura, con pari solerzia vergata dall’omologo al commercio sebbene sia noto che il condono edilizio non può mutare la destinazione urbanistica dell’ambito, che pertanto rimane agricola semplice.

“Benevolenza”, se tale, “indotta” proprio dal noto avvocato casertano, che non ha mai fatto misteri di aver -si- difeso la controparte (di allora), ma anche “illuminato” sì ligi funzionari del Comune che, per conseguenza, ora si ritrova quali avversari proprio gli amministratori della struttura concorrente, i quali puntualmente hanno impugnato tutti i nuovi atti del Comune.

Per conseguenza il funzionario tecnico comunale ha suggerito all’esecutivo di “cambiare strategia”, costituendosi in giudizio contro gli amministratori dell’altro supermercato caiatino, sicché, a quanto è dato intendere, comunque si concluderà l’ultra decennale controversia, in tutti i casi l’ente locale sarà chiamato a risarcire ingenti danni a una delle parti.

Intanto con la richiesta di condono, si sarebbe delineato un micidiale “coltello a doppio taglio”, se è vero che, avendo di fatto riconosciuto gli abusi (da condonare), secondo autorevoli giuristi, la parte dovrà definitivamente rinunciare alla “rivisitazione” della condanna inflitta dal Consiglio di Stato, quindi all’ultima vera àncora di definitivo salvataggio, l’esame della quale è programmato fra circa sei mesi.

Non è tutto perché, a quanto trapelato, intanto l’amministrazione del Decò ha inteso cambiare difensore, optando per lo studio napoletano Abamonte, mentre l’avvocato Marotta, già “suggeritore” del Comune, ha assunto la difesa di tale ente per la controversia inerente la caserma dei carabinieri e, in un certo qual senso, anche per la questione Decò, sempre se è vero che l’avvocato individuato dal Comune -ovvero dall’esecutivo che ha delegato il sindaco per resistere nel nuovo giudizio al Tribunale amministrativo, fissato per martedì 18 settembre- è un suo ex collaboratore, a quanto pare da lui stesso guidato o minuziosamente ragguagliato, circostanza presumibilmente fondamentale per poter discettare scientemente in sì articolata controversia che altrimenti si presume avrebbe postulato mesi di oculati studi.

Vero è che trattasi solo della prima udienza, solitamente interlocutoria, ma altrettanto lo è che ogni regola ha le sue eccezioni, a prescindere dal delicato aspetto della sospensiva che, se non concessa, imporrebbe una nuova chiusura.

E per conseguenza altri danni, per i quali alla fine, in un caso o nell’altro, sembra ovvio che il conto sarà presentato al Comune, cioè agli incolpevoli contribuenti.

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