Caiazzo. Comune, ‘adesso parlo io’: da’ sfogo al rancore represso per anni il sindaco Sgueglia

Si toglie un grosso peso dallo stomaco, ora che la legislatura è praticamente conclusa,

il sindaco Tommaso Sgueglia, rivelando per la prima e forse unica volta le ragioni e congiure “di palazzo” che lo hanno indotto a cacciare i traditori, a quanto si evince dal lungo quanto duro documento di seguito riportato integralmente:

Oggetto: Comunicazioni del Sindaco

Il Sindaco provvede ad effettuare le comunicazioni per quanto riguarda il mandato fin qui espletato e così esordisce:
Avrei gradito la presenza della minoranza.

Poi provvede alla lettura della sua relazione che viene allegata alla presente deliberazione quale parte integrante.

Grazie, Presidente.
Grazie, siamo arrivati all ultimo Consiglio Comunale di questa legislatura, ci sarà poi quello tecnico del bilancio consuntivo, e sento il dovere di dare alcuni chiarimenti ai cittadini di Caiazzo.

Ho accettato nel 2013 la candidatura a sindaco, propostami all’unanimità dalla lista Uniti per Caiazzo, con la consapevolezza che in un momento storico così delicato, non sarebbe stato facile amministrare, ma non avrei mai pensato che all’indomani della mia elezione a sindaco avrei potuto trovarmi nella situazione che mi avrebbe portato a prendere una decisione tanto sofferta come quella di dar vita ad una nuova compagine amministrativa.

In verità, già durante la campagna elettorale avevo avvertito delle sensazioni contrastanti : da una parte registravo con molto piacere che, sulla mia candidatura a sindaco, si stava formando un consenso popolare sempre più ampio, che si manifestava attraverso le innumerevoli attestazioni di stima e di fiducia del popolo caiatino; dall’altra, percepivo da parte di una frangia del mio gruppo, uno strano clima di freddezza e di scarso entusiasmo nei miei confronti, quasi come se io, quantunque eletto sindaco, fossi predestinato a svolgere un ruolo di importanza marginale, mentre il sindaco uscente doveva rimanere il deus ex machina anche della nuova amministrazione comunale.

Questa seconda sensazione mi turbava non poco, in quanto ero conscio che la mia dignità di uomo, libero da condizionamenti di sorta ed il rispetto per la carica istituzionale che andavo a ricoprire non mi avrebbero mai consentito di accettare passivamente un ruolo di secondo piano. 

Dopo la vittoria elettorale, ho sinceramente sperato che la seconda sensazione si rivelasse completamente infondata alla prova dei fatti e che il gruppo di maggioranza rimanesse coeso intorno alla mia persona, in modo da poter svolgere nel miglior modo possibile il mandato affidatoci dai nostri concittadini.

La mia speranza si è invece, trasformata in delusione, allorquando ho riscontrato che alcuni consiglieri di maggioranza avevano iniziato dapprima a disertare importanti manifestazioni pubbliche, altre volte, per indebolirmi, sono arrivati in ritardo ai Consigli Comunali aventi ad oggetto importanti deliberazioni (come nel caso di una seduta di approvazione del bilancio), per mandarmi chiari segnali e mettere in discussione il numero legale per porre fine al mio mandato.

Queste mie sensazioni sono state successivamente avvalorate e confermate da altri consiglieri che avevano percepito la stessa situazione.

In questi anni, scusate l’espressione, ci si è sciacquata la bocca ripetendo sempre ribaltone e tradimento.

Non si è trattato di un ribaltone o di un tradimento, ma di una presa di coscienza visto che qualcuno voleva un Sindaco di facciata e stava lavorando per costruire una maggioranza all’interno del gruppo per indebolirmi e per mandarmi a casa nel più breve tempo possibile.

Difatti, dopo i primi mesi dalla mia elezione, costui ha iniziato un lavoro certosino per dividerci, creando all’interno del malcontento, il tutto finalizzato a fare poi esso stesso da paciere per mettermi in condizione di fare il Sindaco ma alle sue dipendenze.

E iniziato un sottile gioco psicologico nei miei confronti con ritardi agli incontri politici, molti silenzi e nessun entusiasmo costruttivo, al solo fine di scoraggiarmi per farmi mollare.

Grazie al mio intuito ho capito che era solo una bassa strategia politica.

Non sono un traditore né un ribaltonista, piuttosto sono stato tradito io, in quanto mi si voleva togliere l’autonomia!

Nel 2014 durante il consueto scambio di auguri natalizi tra amministratori e dipendenti, ho manifestato a tutti i presenti l’evidente stato di malessere esistente all’interno dell’Amministrazione ed in quella sede ho affermato che, prima di affidare il Comune ad un Commissario esterno, con molta serenità e senso di responsabilità avrei cercato, attraverso l’apertura totale a tutti i consiglieri in seno all’Amministrazione Comunale una condivisione d’intenti al fine di evitare tale extrema ratio.

Non mi sembrava infatti una soluzione giusta quella di gettare la spugna in un momento di grave crisi economica, soprattutto perché le problematiche che tuttora attanagliano la nostra cittadina non meritavano una gestione governativa che garantiva solo l’ordinaria amministrazione. 

Voglio in questa sede precisare, anche in risposta ad uno degli innumerevoli attacchi mediatici da me subìti, che i motivi per cui non ho rassegnato le dimissioni tanto sperate da coloro i quali volevano gestire a tutti i costi la macchina amministrativa con metodi da me non condivisi, non sono da ricercarsi nel desiderio di occupare la poltrona per il solo attaccamento al potere, ma per un alto senso di responsabilità nello svolgere il ruolo a cui i cittadini mi avevano chiamato.

Non è stato facile, principalmente sotto il profilo umano, scegliere di dar vita ad una nuova coalizione e ad un nuovo esecutivo, attraverso la convergenza di consiglieri comunali che si sono contrapposti dapprima nella competizione elettorale e di seguito in seno al civico consesso.

Tuttavia, l’irrimandabile necessità di superare in primis uno stato di governabilità precario ed ancora una situazione di grave stallo politico ed amministrativo che logorava da tempo il Gruppo” Uniti Per Caiazzo” e che aveva negativamente caratterizzato l’ultimo periodo di governo locale insieme, imponeva una definitiva scelta di rottura e ha portato alla creazione del nuovo Gruppo consiliare “Caiazzo Bene Comune” che aveva ed ha come unico obiettivo quello di ridare alla nostra cittadina una stabile governabilità attraverso l’adozione di urgenti misure amministrative tese principalmente al rilancio economico e sociale della nostra Caiazzo.

Si è tentato così di evitare in extremis un commissariamento che si manifestava ormai prossimo e che avrebbe ulteriormente aggravato la pressione fiscale ed arretrato il nostro tessuto economico. 

A chi parla pretestuosamente di ribaltone o tradimento, ricordo che nell’attuale maggioranza rappresentata da “Caiazzo Bene Comune”, oltre al sottoscritto, vi sono consiglieri eletti nelle fila di “Uniti per Caiazzo” che nel primo Consiglio Comunale, decisero per motivi o promesse non dipendenti da cause create da me, di dare vita ad un gruppo a parte.

I miei cinque anni di sindacatura sono stati importanti, difficili ma allo stesso tempo ricchi di soddisfazioni.

Sono stati anni di impegno e di coraggio; cinque anni dove, anche con fatica si è cercato di rispondere alle esigenze delle persone, cinque anni di lavoro quotidiano, paziente e costante.

Abbiamo sempre cercato di dare delle risposte, ma questo lo sappiamo non fa notizia, non sono cose che si scrivono su Facebook, perché non sono interessanti.

Nell ultimo Consiglio Comunale il consigliere Giaquinto ha cambiato tattica presentandosi con un ramoscello di ulivo e invocando pace e ringraziamenti a destra e a manca, come un buon samaritano. 

Dopo aver dispensato per 4 anni prevalentemente nei miei confronti e dell’Amministrazione Comunale dichiarazioni in cui mi definiva ribaltonista e traditore, cercando di addossarmi tutti i mali di questa città, dimenticava che lui aveva governato per più di dieci anni.

Sono stato offeso non solo sul piano politico e amministrativo ma anche su quello personale, sia per la strada e sia sui blog dove ho avuto la netta impressione che ci fossero sempre le stesse persone artatamente addestrate a scagliarsi contro di me, il più delle volte senza neanche capire bene l’argomento di cui si parlava, ma pronte solo a screditare il mio operato e quello dell’Amministrazione.

Mi dispiace per la mia famiglia, per mia moglie e per i miei figli ai quali chiedo scusa di averli, tra virgolette, coinvolti.

Anche loro sono stati a volte, vittime di una macchina infangante, ma hanno le spalle larghe e hanno portato questo peso e nello stesso tempo questo grande onore, con grande dignità convinti del mio buon agire.

Qualche mese fa ho letto per caso un post di mio figlio su Fb, un post che mi ha colpito tantissimo perché scaturiva appunto dalla sua percezione dell odio che provavano alcune persone nei miei confronti alimentati da chi fa politica per mestiere e per sete di potere.

Mi ha colpito la sensibilità di mio figlio che scriveva tra l altro:

Cerco sempre di portare alto il mio nome sull’esempio di mio nonno, persona umile, perbene e soprattutto onesta, come mio padre, uomo dello Stato che ogni giorno persone ignoranti o telecomandate cercano di distruggere, ma che non ci riescono, solo perché ha il potere di parlare e che non si è mai sottomesso. Ho la fortuna di avere un padre che si batte tutti i giorni per questo paese che forse non lo merita. Ma noi non ci fermiamo.

Caro Giovanni, mi dispiace che soffri per queste cose, devi sapere che su FB le persone stanno perdendo tutta la loro umanità e dietro una tastiera si sentono onnipotenti e liberi di ferire gli altri. 

Queste persone che tu definisci telecomandate non si rendono conto del peso che le loro parole hanno sui social network.

Il loro compito è quello di distruggere le persone oneste e perbene. 

Devi sapere che tuo padre non ha mai comprato persone o like o mezzi di comunicazione, è rimasto sempre lo stesso, un uomo onesto ed umile.

Addirittura in questi anni ho dovuto comprare anche una copia della COSTITUZIONE ITALIANA, perché il Comune ne era sprovvisto e questo la dice lunga.

Molte volte ho pensato di gettare la spugna, ma grazie a Dio ho capito che se c’era tale accanimento su di me da parte di determinati soggetti, significava che stavo lavorando bene, così come mi hanno detto sempre dei cittadini che avevano ben chiara la situazione dall’esterno.

Più volte sono stato minacciato verbalmente, anche qui nel Municipio da chi avrebbe dovuto dare esempio di legalità e democrazia.

Ho avuto la forza ed il coraggio di andare avanti perché avevo capito di aver buttato giù un grande muro, avevo dato voce a chi per anni non si era mai lamentato.

Ricordo un giorno un signore anziano mentre attraversavo il centro storico tentò di baciarmi le mani, al che le tirai subito indietro chiesi però il motivo e lui rispose: Perché avete avuto un grande coraggio, ci avete liberato.

Qualcuno ha capito che c era un cambiamento in atto e ha scatenato una diffamazione mediatica nei miei confronti.

Il mio mandato amministrativo ha coinciso con uno dei periodi storici forse più difficili, a causa della grave crisi economica, sociale e politica che attanaglia da tempo il nostro Paese.

Nel corso di questi anni della mia vera sindacatura, anni in cui ci ha accompagnato una crisi economica pesante, che ha davvero colpito tanti caiatini… molte cose sono state fatte, voglio elencarne solo qualcuna in risposta anche ai miei detrattori.

Mi sono ritrovato, purtroppo, rispetto a chi mi ha preceduto, penalizzato anche dal minor trasferimento del fondo di solidarietà da parte dello stato centrale basti pensare che prima dell anno 2010 il trasferimento annuale era superiore a 1.200.000,00 euro, nel 2010 è stato di circa 1.200.000,00 nel 2011 di 1.000.000,00 di euro, nel 2012 meno di 700.000,00 euro per passare nel 2015 e 2016 a poco più di 200.000,00 euro, nel 2017, a circa 300.000,00 euro.

Perciò in questi anni tante cose non è stato più possibile fare, come per il passato quando con tutte quelle risorse dello Stato si poteva fare tanto; basti pensare che per il solo servizio idrico integrato tra il 2008 e il 2013 ci sono stati circa 1.000.000,00 di euro non riscossi.

Abbiamo avuto un centro storico riqualificato, tra mille difficoltà per il fatto che i lavori procedessero a rilento provocando disagi.

Tutto questo scatenava la rabbia dei commercianti nei miei confronti fino a che ho ritenuto opportuno interessare l’Arma dei Carabinieri, nella persona del comandante della locale stazione, che ha partecipato ad un incontro sul problema (il 30 novembre 2015) con il sottoscritto, i tecnici e l’impresa addetta ai lavori Tekno Archedil.

Successivamente è arrivata l’interdittiva antimafia per la ditta Tekno Archedil.

Per l’ambiente molto è stato fatto, appena dopo pochi mesi dal mio insediamento ho focalizzato l’attenzione sull’attivazione di due depuratori di cui uno situato a Caiazzo sud in località Cesarano (ultimato nel 2009).

Da una relazione richiesta sullo stato dell arte è emerso che l’impianto, già terminato, necessitava di alimentazione elettrica, nonché di un impianto di autoclave per l’erogazione del servizio idrico e inoltre erano state asportate due pompe, danneggiato il quadro elettrico per il funzionamento dell’impianto e addirittura era stata asportata anche la rete metallica di recinzione dell impianto.

All’altro depuratore, situato in zona Giovannizzi, mancava l’elettrificazione.

Dopo un lavoro certosino, solo nei mesi scorsi si sono avute le relative certificazioni (e pensare che i lavori erano stati consegnati nel 2009 !).

In tema di ambiente, sono state bonificate diverse zone cittadine dall’amianto, il più importante intervento è stato effettuato sull’ex edificio scolastico Barraccone.

Molto è stato fatto per la raccolta differenziata, abbiamo attivato la raccolta del vetro porta a porta, e il trasporto degli ingombranti direttamente dalle abitazioni, soprattutto per venire incontro a quelle fasce di cittadini più deboli che non hanno possibilità di recarsi agevolmente all’isola ecologica.

Il lavoro degli amministratori è stato costante, duro e pieno di imprevisti, ma possiamo dire di aver cercato il risultato tutti i giorni.

Abbiamo voluto migliorare la qualità della vita, abbiamo anche messo in atto la pedonalizzazione del centro storico per le sole ore serali e per i giorni festivi, con la predisposizione della ZTL, abbiamo liberato Piazza Porta Vetere dalle auto rendendo più vivibile questo spazio cittadino.

Questo è stata innanzitutto una scelta culturale, che forse tanti non hanno apprezzato immediatamente, ma sono certo che il riscontro ci sarà anche in questo caso.

Per quanto riguarda lo stato degli edifici scolastici più volte nel mirino dei detrattori, voglio precisare che per la sola scuola dell’infanzia Elvira Giorno  sono stati spesi solo per la manutenzione ordinaria nel 2001, nel 2006 e nel 2009 circa 150.000,00 euro.

In seguito, per partecipare ad un bando MIUR per la scuola suddetta, erano propedeutiche prove per la
vulnerabilità sismica che purtroppo sono risultate negative ed ho dovuto procedere immediatamente alla chiusura dell edificio, provvedendo in tempi brevissimi ad adeguare la nuova destinazione ad accogliere i bambini della scuola dell’infanzia.

Non credo che ci siano voluti gli ultimi quattro anni della mia sindacatura per compromettere la staticità della scuola, credo invece che ci siano voluti tanti anni. 

Per la manutenzione straordinaria sono stati spesi per le scuole comunali, più di 300 mila euro dal 2001 al 2017 ciò nonostante nella scuola Elvira Giorno la statica dell edificio è risultata compromessa al punto di doverla chiudere, di certo non si sono creati dal 2013 i dissesti!

E oggi si addossano le critiche verso questa Amministrazione.

Ho dovuto inoltre, prendere forti provvedimenti per quanto riguarda la seria compromissione, a causa dei lavori eseguiti, del chiosco di San Giovanni e Paolo, ma già a rischio di crollo che presto dovrà essere abbattuto.

La costruzione della Caserma dei Carabinieri: anche qui si è voluto scaricare il problema a me, dimenticando che questo è un problema di vecchia data, dove addirittura negli anni recenti si era giunti alla soluzione con la costruzione di una nuova caserma attraverso un project financing dopo una gara e varie richieste al Ministero dell Interno.

Si era stabilito ed accettato un canone annuale da pagare alla ditta aggiudicataria di circa 44.000,00 euro, quando tutto sembrava concluso la ditta sparisce senza dare una minima giustificazione. Per cui i lavori non sono mai iniziati.

Successivamente sono state percorse altre strade, e alla fine l’ex Sindaco rinunciava alla costruzione con una sua lettera indirizzata alla Prefettura adducendo problemi di natura finanziaria.

Oggi noi ci ritroviamo il problema del trasferimento della Caserma.

Un misero tentativo di boicottaggio è stato messo in atto dalla minoranza di Uniti per Caiazzo anche sul piano del recupero della memoria allorquando si è pervenuti all’acquisizione del casolare di Monte Carmignano, per un futuro Parco della Memoria, durante un Consiglio Comunale da loro disertato, appellandosi ad un difetto di convocazione e tentando di cancellare con un colpo di spugna 75 anni di storia dove è stato versato il sangue di 22 vittime innocenti.

Questo è quello che hanno cercato di fare anteponendo la politica alla memoria collettiva, ma forse per loro ciò non ha valore.

Colgo l’occasione per ringraziare l’unico consigliere di minoranza che era presente, l’avvocato Giovanni Mastroianni che ha fatto prevalere il senso di attaccamento alla nostra comunità, al di là di ogni divisione.

Noi siamo fieri di essere stati presenti in quella seduta storica del Consiglio Comunale e di aver deliberato l’acquisto della Masseria di Monte Carmignano, ripeto non votata alla unanimità dall’intero Consiglio Comunale, data l’annunciata assenza della minoranza che ha tentato di fare annullare la seduta, adducendo un difetto nella convocazione del Consiglio stesso, che avrebbe comportato la conseguente perdita del finanziamento.

Il tutto da parte di chi oggi si professa cultore della memoria. Questa pagina della storia di Caiazzo non potrà essere modificata.

Oggi qualcuno potrebbe dirmi che sono stato Vicesindaco e che quindi molte cose le avevo condivise, devo dire a mia discolpa che la mia fiducia in chi mi ha preceduto era grande, un Vicesindaco tra l’altro dovrebbe avere piena fiducia nei confronti del suo Sindaco.

Solo con il presentarsi di vecchi e nuovi problemi, durante la mia sindacatura, ho avuto modo di documentarmi su di essi, quindi solo successivamente ho potuto prendere coscienza della realtà dei problemi e che chiaramente si riversavano sulla gestione della mia sindacatura.

Forse il mio più grande errore è stato quello di delegare, in quegli anni, con piena fiducia, l’amministrazione attiva della Città a chi ricopriva il massimo ruolo.

Purtroppo una volta eletto Sindaco mi sono reso conto che le cose non erano andate proprio così, appena dopo qualche mese, ho dovuto risolvere problemi importanti, che sicuramente dovevano essere risolti prima.

Nel 2014 c’è stata da parte mia una presa di coscienza, ho realizzato che non era tutto oro quello che luccicava e che il destino della nostra città non poteva essere consegnato nelle mani di una sola persona.

Quando qualcuno si è reso conto che la musica stava per cambiare, ha cercato di accelerare i tempi per mandarmi a casa, in quanto io non ero agli ordini di nessuno, lontano dalla logica del vecchio modo di amministrare.

Era giunto il momento di cambiare. Però Caiazzo ha avuto paura del cambiamento.

E questa, vi dico, è l’unica amarezza che provo ed è una critica che come Sindaco faccio a chi per anni professava il cambiamento e che poi ha avuto paura cedendo alla logica del rimpianto alla logica del si è sempre fatto così.

Certo i cambiamenti possono portare qualche insicurezza, qualche momento di sconcerto, ma contemporaneamente offrono sempre delle grosse opportunità. 

Sono stati cinque anni meravigliosi e complicati, ma che ho vissuto con impegno, determinazione e passione.

Perché sono sicuro che non facciamo politica per noi, per il nostro ego, lo facciamo per i nostri figli!

In questi anni ho trattato tutti allo stesso modo, molte volte ho detto anche no!

Ho voluto essere un Sindaco libero ho voluto ripristinare la democrazia, dove i diritti del cittadino non dovevano passare per favori fatti, ho voluto dare voce alla città.

Ho ricevuto dalla politica l’emozione più grande, essere il custode della comunità dove sono nato, dove sono cresciuto.

In ogni giorno del mio mandato guardandomi allo specchio la mattina, pensavo che le scelte che dovevo fare durante il giorno, non bisognava farle pensando alle elezioni del 2018. 

Non dovevano essere pensate per far piacere a qualcuno, per avere del consenso, per pensare di essere eletti, dovevano essere finalizzate solo ed esclusivamente al bene di tutti. Io ho cercato di fare questo. 

E davvero triste, sentire alcuni candidati alle prossime elezioni comunali che descrivono la nostra città come una città da ricostruire, una città al degrado.

La realtà non è questa, io adoro la mia città, ed è stato un onore per me esserne, in questi cinque anni, il rappresentante, trovo che Caiazzo sia molto cresciuta culturalmente e che rappresenti il fiore all’occhiello per l’intero comprensorio.

La città è bella è pulita, come affermato da tanti visitatori, alcuni eccellenti esponenti della cultura italiana, e offre una ricettività maggiore rispetto agli anni passati, sono in cantiere diversi progetti tra cui il restyling della casa Comunale, grazie ad un finanziamento per l’adeguamento sismico della Casa Comunale di 1.780.000,00 euro.

Il rapporto che ho avuto con la mia gente, mi ha arricchito tantissimo, si può fare bene il Sindaco solo se si ama profondamente il proprio territorio, e non si specula su di esso, e sulla propria gente.

Sono contento, e lo dico sinceramente, del lavoro svolto con tutto il gruppo che mi ha dato sempre fiducia.

Sono stato eletto Sindaco in un periodo difficilissimo, in cui cioè la figura del primo cittadino si è trasformata in quella di un esattore delle tasse per conto del governo, perdendo un po’ il suo vero ruolo.

Ogni giorno mi ha motivato l’alto senso di responsabilità, per essere stato chiamato alla guida di questa comunità, carica di storia e generatrice di futuro.

Il primo grazie va quindi a tutti voi, cittadini, che mi avete permesso di vivere un esaltante esperienza politica, umana ed amministrativa, che ha compensato tutti i sacrifici, le rinunce personali e pure le amarezze di questi anni in cui mi sono dedicato intensamente e interamente a Caiazzo.

Grazie a tutto il personale del Comune che ha creduto in me veramente, un sentito ringraziamento ai lavoratori socialmente utili.

Voglio ringraziare chi ha lavorato costantemente al mio fianco: tutta la polizia municipale ed in modo particolare il maresciallo Sergio De Luca, il segretario Comunale avvocato Nunzio Anastasio, il vice segretario dottor Franco Della Rocca.

Un particolare ringraziamento alla mia amministrazione Comunale: Ella Sibillo, Antimo Cerreto, Rosetta De Rosa, Arianna Ponsillo, Luigi Ponsillo e Rosa De Filio, che mi hanno sopportato e supportato.

Voglio ringraziare anche Gianni Gosta assiduo frequentatore dei consigli comunali.

Voglio ringraziare tutta la mia famiglia.

Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me, questa città la porto nel cuore con me. 

Non so se ho fatto bene, non so neanche se sono stato un buon Sindaco, ma di una cosa sono sicuro, sono  stato un Sindaco GIUSTO, e ho portato sempre la Fascia Tricolore sempre con dignità ed onestà.

Grazie.

(Tommaso Sgueglia, sindaco di Caiazzo – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web© Diritti riservati all’autore)

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