Caiazzo. Supermercato ‘abusivo’, ecco i documenti ‘nascosti’ dal Comune: ma che valore hanno?

Grazie a una provvidenziale “talpa”, siamo in grado di ovviare in qualche modo a un’evidente, grave omissione da parte dei preposti comunali rendendo pubblici almeno attraverso i nostri canali e quelli degli abituali seguaci i documenti con i quali, ciascuno per proprio conto, i responsabili comunali dell’ufficio Commercio (SUAP) e Tecnico (Politiche del Territorio) hanno disposto la notifica, eseguita il 26 gennaio, al responsabile del supermercato Decò, dichiarato abusivo dal Consiglio di Stato, delle comunicazioni di avvio dei procedimenti finalizzati alla revoca di tutte le varie autorizzazioni e concessioni, in realtà gia annullate dal massimo organo nazionale di giustizia amministrativa e che per conseguenza, a nostro sommesso parere, essendo ormai inesistenti (in quanto –repetita juvant– annullati) non possono certo essere oggetto di nuova procedura volta al loro annullamento.

Contraddizione che pare ancor più lampante in quanto dagli stessi atti si evince rispettivamente (come tutti possono constatare) che una loro copia doveva restare all’albo pretorio per 15 giorni (ininterrotti e consecutivi) dalla data della notifica e che tutti gli atti concessori e autorizzativi (anche sanitari) “risultano annullati” dal Consiglio di Stato, anche se poi lo stesso funzionario che sottoscrive tale virgolettata asserzione (peraltro solo estrapolata dalla citata sentenza) poi conclude comunicando “l’avvio del procedimento volto a dichiarare l’annullamento” proprio dei molteplici atti già annullati da un organismo ben superiore, o meglio supremo, anziché limitarsi a procedere nel modo già avviato dal corpo di Polizia Locale.

Il tutto basandosi (ambo i funzionari) sulla legge 241/90, senza però considerare l’articolo 21 septies della stessa legge a mente del quale “È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge” (cfr. Art. 21-septies (Nullità del provvedimento).

Situazioni che temiamo possano coinvolgere penalmente lo stesso sindaco, riteniamo tenuto – per quanto di competenza- a vigilare e adottare, per la tutela della salute pubblica, ordinanza contingibile e urgente, ai sensi dell’art. 50 T.U. E.L.,  in attesa che il responsabile dell’ASL ottemperi per quanto rientra nella sfera di sue competenze e, riteniamo. doveri di ufficio.

É immaginabile infatti che i responsabili del concorrente esercizio non se ne restino a guardare, ma avviino ogni utile procedura volta alla tutela dei propri interessi già notevolmente lesi e mirabilmente tutelati dall’avvocato Maurizio Ricciardi, probabilmente stavolta non solo in sede amministrativa ma anche penale, previa diffida ai vari preposti.

Una situazione, insomma, che non lascia presagire nulla di buono, anche in considerazione del fatto che finora, quando si dovevano fronteggiate situazioni particolarmente delicate l’ente, locale caiatino si è premunito acquisendo un parere legale “pro veritate“, ma stavolta, a quanto appreso, ha potuto avvalersi di consigli avuti dall’avvocato di parte avversa, peraltro di eccellente professionalità e competenza, anche specifica, risparmiando evidentemente un bel po’ di denaro…

Cliccare sulle foto per scaricare entrambi i provvedimenti comunali non pubblicati come evidentemente dovuto.

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